Proverbi e Culture

(SA) - Continua la serie delle antiche lavorazioni legate alla civiltà contadina, che contribuiscono a darci uno spaccato della vita dei nostri antenati, una vita che portò le proprie usanze fin dopo la seconda guerra mondiale, quando le cose cominciarono a cambiare. Eravamo entrati nel periodo del boom economico che vide le trasformazioni della società e dei sistemi di vita,

Continua la carrellata del nostro collaboratore Vito Marino, che ci presenta una serie di usi dei nostri nonni ed anche prima, che segna o le caratteristiche della cultura contadina della società antica, ma senza disdegnare anche qualche puntata sui comportamenti della nobiltà,

L’ARRICOTA DI L’ALIVI

Siamo già in piena campagna olivicola; per le strade s’incontrano trattori con rimorchi pieni di cassette d’olive, destinate alla conserva per “olive da mensa” o di olive per l’estrazione dell’olio.

LU STAZZUNI L’argilla è la materia prima di cui l’uomo può disporre in maniera più abbondante e gratuita; la sua lavorazione risale ai primi albori della civiltà. “Li stazzunara” erano gli abili artigiani che lavorando l’argilla ottenevano tutti quegli oggetti di terracotta sotto descritti,

“LA VITI” (PRESSA O TORCHIO)

Fino agli anni ’50 – ’60 del 1900, tutta la lavorazione dell’oliva, per l’estrazione dell’olio avveniva con mezzi ancora rudimentali. In questo articolo parlo dell’uso della pressa: Era formata da quattro robuste travi fisse:

Continua la serie di utenzeria e oggettistica che ci ricollega alla civiltà contadina che era quella che imperava negli anni passati, prima del boom economico, quando le campagne erano vissute e la terra curata in tutte le sue partri.

LA NOCELLARA DEL BELICE

A comprovare l’importanza attribuita sin dall’antichità all’ulivo e all’olio, miti e leggende sono fioriti ovunque a profusione, facendoli diventare simboli di pace, fecondità, giustizia, sapienza, forza, purificazione.