Oggi ho sentito le dichiarazioni dell’arcivescovo di Mendoza, monsignore...(a chí interessa il Nome?) alla TV. Il monsignore ha detto che la societá mendozina deve riflettere sul presente, perché é passato il tempo della “libera espressione”(sic) sui temi relativi al sesso ed alla religione.

Secondo questo personaggio, i tempi sono cambiati in queste contrade e sebbene dopo la riacquisizione della democrazia c’é stato un tempo di” libertinaggio” nel quale la gente si credeva in diritto di opinare sulla religione, sull’astinenza dei preti e su tanti argomenti di questo tipo, finalmente la gente ha capito che questo diritto non lo ha più. Molta gente, infratti, (con l’aiuto dei preti, quelli stessi che in molte occasioni sono stati trovati colpevoli di stupro e violazioni), ha capito finalmente che deve rispettare la religione cattolica e le sue premesse. (la gente non i preti.” Fá quello che ti dico ma non quello che io faccio” racconta mio padre che diceva il prete del mio paese quando lui era bambino ed ha scoperto che mangiava la carne di pollo il venerdí santo). Tutto questo discorso viene a galla in relazione ad un evento verificatosi a Malargue, la terra del governatore della Provincia di Mendoza. In quel dipartimento si celebra tutti gli anni il” Festival del Chivo”(il capretto) e non soltanto si mangia ma tutte le sere sul palcoscenico, per una settimana ,diversi cantanti ed artisti fanno si alternano per intrattenere il numeroswo pubblico. Una di queste sere si esibiva un gruppo musicale chiamato “Lutherieces” che canta le canzoni di un’altro famosissimo gruppo argentino “Les Luthiers” di grande qualitá artistica che come dice il nome, s’inventano anche gli strumenti musicali e sono capaci di fare musica persino con un “vaso di notte”, con un pezzo di legno o con vecchi pezzi di tubo. La canzone , spiegata prima dal relatore, parla di un piccolo, giovane ed ignoto monaco che soffre terribilmente il suo obbligo di astinenza ed al quale il vescovo ordina di scrivere una canzone per educare sessualmente i ragazzi della regione. Certamente lo deve fare seguendo i precetti della chiesa: niente sesso, niente protezione antinaturale, niente pensieri sporchi. Il fatto é che il povero monaco scrive una canzone nella quale ogni frase o parola riferita al sesso viene cambiata per un “dubi-du,dubi-du”, giusto per non peccare. Questa canzone che fa ridere il pubblico per le immagini che sono un “cliché”nella nostra cultura ma senza nominarle, é stata cantata in Argentina centinaia di volte in centinaia di spettacoli negli ultimi 15 anni. Il prete della chiesa parrochiale di Malague, del quale possiamo dire che porta la “ngiuria” di “pato”, cioé ,oca (e pensate che cose é abituato a fare se porta questa nomignolo popolare), é salito sul palcoscenico, ha tolto il microfono al cantante principale, gli ha “ordinato di smetterla, di non continuare ad insultare la “sua” astinenza (si capisce, in un festival pieno di belle ragazze), e di capire che il popolo di Malague non é come il popolo delle grandi città, che ride di tutto. Che i malarguini sono tutti cattolici e rispettano la religione e non vogliono sentire queste canzoni. Ragionelvomente, il gruppo no ha discusso, si é messo a cantare una “chacarera”, canzone folk che non è loro abitudine cantare, il che ha fatto ridere la gente. Il fatto peggiore é che gli organizzatori del festival, tutti impiegati del municipio, hanno fatto silenzio e che questo prete , interrogato il giorno dopo dalla Tv mendozina ha risposto che sí, effettivamente lui ha “censurato” questi ragazzi perche ha il diritto che gli è “conferito dio, da quando è stato fatto prete e messo a quel posto per curare le anime dei malarguini”, ha rassicurato che lui ha fatto bene col suo atteggiamento, che siamo gli artisti e gli abitanti delle grande cittá che dobbiamo riflettere e forse andare a Malargue per imparare ad essere onesti e decenti. Ma quale democrazia! Purtroppo, da questo ed altri fatti accaduti, si capisce che negli ultimi anni il mondo avanza verso la dittatura del pensiero, c’é troppa gente che applaude quelli che non rispettano i diritti degli altri e si pensa che per migliorare la societá si devono togliere i diritti ai cittadini; incominciando dai paeselli e le piccole cittá, certamente l’obiettivo é piú facile di raggiungere.E meglio ancora se si ha una certa influenza “politica”. Antonina Cascio - nella foto sopra)