(Antonina Cascio) - Lavorare alla Festa in Piazza, una fiera della collettività italiana che da oltre 25 anni si fà in Piazza Italia come omaggio della collettività italiana alla Vendemmia mendosina (dimenticato da tutti questo origine di omaggio al lavoro ed alla cultura del lavoro, sopratutto dagli organizzatori), ha una quantità di sfumature difficili di prevedere.

C’è la lotta interna, degradante nella federazione ,per vedere chi ci guadagna in più sforzandosi di meno, dove trovi della gente che no ha problema di terzerizzare la loro offerta, dimenticando che si tratta (?) di una festa artigianale dove si deve mostrare la cucina di ogni regione, ma non mummificata all’epoca della emigrazione , ma, invece, arricchita dalle nuove esperienze. E nemmeno semplicemente industrializzata. C’è l’atteggiamento maligno, senza scrupoli ,di non avere il coraggio di confrontare democraticamente le differenze di criterio, aggredendo invece per e- mail o per mezzo di terze persone che appaiono come “amici” o come intermediari “involontari”. C’è il criterio del diritto che accompagna l’antichità o la vecchiaia della permanenza senza nessun merito che vada oltre questo. Ti trovi quelli che quando Porta ci visita, o quando viene il segretario generale USEF, entrambi come conseguenza del nostro lavoro e del nostro modo di convocare la comunità, ( devo con soddisfazione dirvi che il mio ego di donna siciliana è alto), sono tutti di centrosinistra, e pretendono di farsi chiamare “madrina” o”padrino”(non domandate in che senso ancora non lo capisco), ma che quando loro non ci sono, alla Festa in Piazza, ad esempio, si fanno trovare tra la destra. Siamo a Mendoza e l’opinione degli amici della destra può essere utile un giorno o l’altro. Chi lo sa? Ti trovi con quelli che ti vigilano, che ti seguono, che fanno domande sulla tua vita e sulle tue azioni, che non capiscono che ci guadagni con queste attività senza reddito finanziario, come , ad esempio, invitare Barocelli, organizzare una mostra delle sue opere, portarlo in piazza a fare dei disegni gratuitamente. Ma a che scopo, ti domandano attoniti, sbalorditi, e non ci credono, tornano, vigilano, domandano, perché d’accordo al loro atteggiamento di fronte alla vita, di fronte al lavoro in emigrazione, favorire la cultura, far felice la gente e partecipare della loro allegria, non ha senso ,nessuno. E dietro ci deve essere nascosto il segno $, o qualche atro segno di moneta straniera. Finalmente, quando con la mente e con il braccio sinistro( che è quello dove ho più forza, froidiana coincidenza), riesci a spazzare tutti questi cespugli e detriti della umana realtà, ti trovi con la gente che appare nel mezzo della piazza come formiche, che affluisce in una continua marea davanti al tuo chiosco comprando, panini, arancini (buonissimi, bravo per Nino¡) e caffè, e la piccola folla di ragazzi e non tanto che fanno la fila per avere un disegno fatto a lapis o carbone da un autore di fumetti tanto noto e tanto semplice e generoso da togliersi la giacca, aiutare a portare un piccolo tavolo, cercarsi una sedia e regalare il suo lavoro perchè questo gli fa piacere. Ti trovi che dentro il chiosco il gruppo che lavora ride, balla (giovani e “anziani” insieme e egualmente contenti), parla con la gente che si ferma e ti domanda come mai può succedere questo, e puoi rispondere che questo si può fare attraverso l’USEF, ma anche perchè all’USEF ci formiamo giorno dopo giorno nella democrazia, nel riconoscimento delle nostre imperfezioni e nella sana abitudine di rispettarci , di confrontarci e di scusarci se ce n’è di bisogno. .E sopratutto di guardare avanti, al futuro. E’ per questo che i giovani stanno Assieme a noi con piacere. Buona esperienza la Festa in Piazza, come qualsiasi altra dove la gente sia capace d’impegnarsi con led braccia e con il cuore.