(Antonia Cascio) “E adesso sono venuti anche a cercare mè...” I versi di quel bellissimo poema di Paul Eluard che la mia professoressa di francese mi fece conoscere all’università a 14 anni, me vengono spesso alla mente in questi giorni. Essere solidali con gli altri non è soltanto un atto di amore e di umanità, è anche un atto d’intelligenza. E quel poema me lo fece capire così. Se io lascio che qualcuno avanzi sui diritti degli altri, che li calpesti come un cavallo le margherite in campagna, arriverà il giorno che chi si trova indifesa, sotto le zampe del cavallo sarò io. E allora sarà tardi per reagire e salvarmi. O ci salviamo tutti o finalmente non si salva nessuno. A Mendoza prepariamo una mobilitazione pacifica davanti al Consolato d’Italia per fare arrivare al Governo italiano un documento dove chiediamo di fermare i tagli all’emigrazione. Stiamo invitando la gente di tutta la comunità italiana a partecipare. Ci sono quelli che ci rispondino che a loro i tagli non Fanno danno, perchè non dipendono del Governo Italiano per andare avanti, per esistere o sopravvivere. A tutti mi viene la voglia di regalare quel poema. E non sarà strano che incominci a farlo.Mi sembra una reazione piu positiva che mandarli a quel posto che sapete e rispondere che nemmeno io, nè la mia famiglia dipende dell’aiuto del Governo Italiano, per fortuna, ma noi lavoriamo ( parlo dell’associazione USEF, non della mia famiglia che si dedica ad altre faccende, non abbiamo mica una impresa associazionistica famigliare, noi lavoriamo dico per tutti, anche per quelli che hanno bisogno dei sussidi e dell’aiuto assistenziale. Ma abbiamo bisogno della promozione della cultura italiana, della lingua, dell’aiuto alla nostra associazione in Mendoza perchè sebbene ognuno di noi abbia le proprie risorse provenienti del nostro lavoro, queste non bastano per fare donazioni agli altri,purtroppo, anche se ogni tanto con grande sforzo le facciamo volentieri. Stessa risposta dà la giovane ministra d’educazione in Italia agli studenti. Dice di non capire perchè gli universitari si preoccupano dei tagli che solo li toccano tangezialmente¡¡¡ Come se l’educazione non fosse una sola, il paese non fosse uno solo e l’università fosse diventata un’altra volta l’isola che era in altro tempo, un’isola adatta solo ad alcuni fortunati e scelti dal destino o da alcuni dittatori. Perchè, concludiamo con la sfacciataggine di parlare dei baroni delle università italiane (ma anche di altre parti del mondo), come se fossero esseri venuti di Venus o Marte che hanno occupato con le loro famiglie i migliori posti. I baroni sono parte e opera degli stessi che stanno stabilendo i tagli. I baroni esistono per l’esistenza di quelle forze che lavorano nella politica per non cambiare nulla e continuare come al solito con il potere nelle mani, quelli dei quali ho parlato altra volta in un’altro articolo. Che stupida idea è questa di voler farci credere con l’aiuto dei mezzi di comunicazione, e di ragazzi , veri “idioti utili” non pagati dal PC né dalla Unione Sovietica che non esiste più, di farci credere che i ragazzi che scendono nelle piazze e che occupano le aule universitarie difendono i baroni? Ma che siamo noi, il popolo italiano per voi, amici e schiavi del vero barone, scusate, cavaliere? Stupidi senza cervello? Non sfidate più l’intelligenza della gente comune, vi prego. Pensate a trovare uno intelligente sul serio che lavori per voi e se lo trovate, fatevi fare migliori progetti di propaganda delle vostre disastrose misure.