Roma, 09.02.2024 – Il 10 febbraio del 1947, con il Trattato di Parigi, i territori di Istria Fiume e Dalmazia vengono assegnati alla Jugoslavia. Tutto iniziò qualche anno prima, quando nel maggio del 1945, i partigiani jugoslavi invasero i territori oltre confine della Venezia Giulia e avviarono le prime deportazioni e uccisioni dei militari e dei civili ivi residenti.

 

Quei terribili accadimenti passarono alla storia con il nome di eccidio delle Foibe. Si stimano circa 5000 mila vittime conteggiate tra le persone uccise nelle esecuzioni effettuate sulle coste delle cavità carsiche e coloro che furono deportate e uccise nei campi di prigionia in Jugoslavia. In seguito a questi terribili avvenimenti, si verificò l’incredibile esodo giuliano dalmata, ovvero l'emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana, che fino a quel momento vivevano nei territori di Istria, Fiume e Dalmazia. Alcune stime contano 250.000 mila persone, altre ne contano 350.000 mila, italiani e italiane che furono costretti a fuggire dalle loro terre perché vittime di persecuzione, restrizione dei diritti della persona, violenza ed epurazione. Questo fenomeno si intensificò ulteriormente dopo la firma del Trattato di Parigi ed ebbe una battuta d’arresto solo nel 1954 con il Memorandum di Londra, accordo che riassegnò la città di Trieste all’amministrazione civile italiana. “In questa giornata così importante, il mio pensiero va alla grandissima comunità giuliano-dalmata nel mondo, comunità che con la sua capacità creativa, il caratteristico saper fare, lo spiccato senso di famiglia e la grande resilienza maturata, ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo del tessuto sociale di ogni società della quale sono entrati a far parte”, ha dichiarato la Senatrice La Marca. “Una delle pagine più buie della storia italiana, purtroppo strumentalizzata da tutte le forze politiche. Il 10 febbraio - ha continuato la Senatrice - è una data simbolo che fa da monito per non dimenticare gli orrori del nostro passato. Più di 250.000 italiani furono costretti a lasciare le proprie terre per emigrare altrove, più di 5,000 persone vennero uccise brutalmente dai movimenti di liberazione Jugoslavi, italiani ed italiane gettati nelle foibe vivi o morti solo perché considerati diversi, solo perché avevano tradizioni differenti o perché parlavano un dialetto sconosciuto. Cacciati dalle proprie terre e mal visti in Italia. Una delle pagine più buie della nostra storia che va riletta di volta in volta per non dimenticare, per non ripetere”.