CON IL CdP DEL CGIE E CON LA DANTE MESSI A FUOCO ESIGENZE E SINERGIE DI INTERVENTO PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
Gli incontri avvenuti nell’ambito del Comitato per gli italiani all’estero e per la promozione del Sistema Paese con il Consiglio di Presidenza del CGIE e con il Presidente e il Segretario della Dante Alighieri, Andrea Riccardi e Alessandro Masi, hanno consentito di mettere a fuoco alcuni aspetti nodali delle politiche per gli italiani all’estero e di rafforzare utili sinergie su punti importanti. Dalla nostra visita al Comitato di Presidenza del CGIE e dalla successiva audizione dello stesso Comitato presso il Comitato per gli italiani all’estero della Camera, infatti, si è evidenziata prima di tutto l’esigenza di delineare con maggiore precisione il percorso di elaborazione della riforma degli istituti di rappresentanza degli italiani all’estero, definendone tempi e modalità. Si è manifestata una larga condivisione sull’idea di entrare nel vivo dell’elaborazione all’indomani del referendum confermativo della riforma costituzionale, dalla quale discendono non poche implicazioni anche per la rappresentanza degli italiani all’estero. Nello stesso tempo si è concordato sul fatto che il CGIE, come in passato, abbia un ruolo centrale nel confronto sulla riforma, sia delineandone un’iniziale base di discussione che favorendo su di essa un’ampia consultazione dei COMITES e del movimento associativo. Piena concordanza di vedute c’è stata anche sul comune dovere di assumere concrete iniziative di solidarietà nei confronti della comunità italiana in Venezuela, favorendo la fornitura di medicinali per i casi di maggiore necessità e la possibilità di riscuotere un importo non deprezzato delle pensioni italiane. La promozione della lingua e della cultura italiane all’estero hanno avuto una chiara centralità sia nell’incontro con la Presidenza del CGIE che nell’audizione della Dante. Siamo nel vivo di una transizione strategica e organizzativa dell’intervento per il concorrere di momenti come lo spostamento dei corsi di lingua nelle competenze della direzione Sistema Paese del MAECI, l’imminente emanazione del decreto attuativo della Buona Scuola e lo svolgimento della seconda assise sugli Stati generali della lingua italiana in ottobre a Firenze. Si insiste da più parti, inoltre, sulla necessità di affidare alla lingua e alla cultura una funzione strategica di penetrazione degli interessi del Paese, un’opportunità tuttavia che attende una più compiuta assunzione di progetti e azioni. La nostra idea, in proposito, è nota: il superamento della vigente e vecchia normativa, che l’esercizio della delega si appresta a fare, deve tener conto di ciò che il sistema di promozione è realmente oggi, facendo attenzione allo spazio che i corsi di lingua hanno occupato, soprattutto se integrati nei sistemi scolastici stranieri, e della funzione che le scuole private paritarie svolgono in alcune delle aree del pianeta e possono svolgere nelle realtà di nuovo sviluppo. Il sistema, che nel corso del tempo ha conosciuto una notevole articolazione, anche per la diversità dei contesti nei quali ha operato, necessita di una sede reale di coordinamento di tutte le tipologie di intervento, che da ricchezza rischiano di diventare fattore di sovrapposizione e dispersione di risorse. E’ indispensabile, inoltre, e che si adotti un altrettanto preciso metodo di programmazione, ad iniziare dal ripristino e riconoscimento dei Piani Paese. Su queste linee abbiamo potuto rilevare una piena concordanza con i rappresentanti del CGIE. Anche la rete della Dante Alighieri, a condizione che avanzi il piano di rilancio e di rinnovamento presentato dal Presidente Riccardi, può assumere un ruolo importante in questa prospettiva di innovazione e di consolidamento. Si tratta di un’importante risorsa da rivitalizzare per il bene del Paese, nel quadro di un sistema pubblico/privato da riorganizzare in termini più generali e da coordinare con efficacia e sensibilità per le rispettive autonomie, ipotizzando anche l’avvio di una più consistente integrazione dei fondi disponibili con risorse provenienti dai privati. La condizione per muovere in modo sinergico queste diverse leve è che l’Italia si renda conto dell’opportunità che la sua cultura e la sua lingua le offrono nel mondo e che la classe di governo persegua con chiarezza un disegno strategico , nel quale ogni soggetto sia chiamato a fare la sua parte in modo equilibrato e armonico rispetto agli altri soggetti che possono concorrere allo stesso fine. I deputati del PD Estero: Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi