I PROVERBI: - tempu di caristia, ogni pirtusu è galleria. (In tempo di carestia, ogni buco è galleria.) - Acqua ca duna a tanti vadduni a mari nun ci arriva. (Acqua che va in tanti torrenti non arriva al mare.)

- Acqua cunsìgli e sali, senza addumannati nunn'ha ddari (Acqua consigli e sale, se non richiesti non vanno offerti.)

- A lavari la testa a lu sceccu si perdi acqua, sapuni e tempu. (A lavare la testa all'asino si perde acqua, sapone e tempo.)

- Amicu fànsu è malu vicinu, ti jetta la petra e s’ammuccia la manu. (Il falso amico è un cattivo vicino, che tira la pietre e nasconde la mano.)

 IL PERSONAGGIO:

LU CARRITTERI: Lu carritteri è senza dubbio un personaggio importante tra gli antichi pestieri della Sicilia. Egli va considerato a pieno diritto, quale il trasportatore di oggi. Infatti, il carretto era un mezzo di trasporto polivalente, che trasportava dalle merci alle persone. I contadini di un certo tenore, possedevano il loro carretto e la mattina per andare in campagna, lo tiravano fuori dalla rimessa (stalla), vi attaccavano la bestia da traino che poteva essere il mulo, l’asino, il cavallo, ma più spesso il mulo, caricavano quello che occorreva per il lavoro e partivano per raggiungere la campagna. Il carrettiere era colui che trasportava ad esempio lo zolfo dalle miniere al porto di Porto Empedocle o alla stazione ferroviaria. Era colui che nei giorni di lavoro nei campi, trasportava gli operai che dovevano partecipare a lavori quali la semina, la mietitura, l’aratura, la raccolta della mandorle o delle olive, la vendemmia. La sera o nel corso della giornata, invece, trasportava i prodotti raccolti che portava a casa pronti per il fabbisogno della famiglia o per la vendita. L’avvento della macchina, ha sostituito gradualmente il carretto con il camion, il tir, il furgone, il vagone ferroviario ecc. Oggi il carretto, lo si vede solo nelle sfilate folcloristiche o nei luoghi per turisti con il carrettiere in costume antico pronto a farsi fotografare in cambio di qualche moneta.