CREAZIONE DI UNA RETE DI GIOVANI ITALIANI IN BELGIO

Il Comites di Bruxelles, Brabante e Fiandre organizza un incontro, rivolto ai cittadini italiani dai 18 ai 35 anni, per la creazione di una rete di giovani italiani in Belgio. L’iniziativa si iscrive in un più ampio progetto,

al quale partecipano i Comites di tutto il mondo, in vista del Seminario dei Giovani Italiani nel Mondo, organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) a Palermo dal 16 al 19 aprile 2019, il cui obiettivo è di formare un network di giovani italiani all’estero. L'evento si è tenuto sabato 9 febbraio, dalle 10.00 alle 12.00, presso la sede dell'Istituto Italiano di Cultura in rue de Livourne 38, a Bruxelles, per gettare le basi di questa collaborazione e sviluppare le idee che saranno poi portate dai nostri rappresentanti a Palermo. La partecipazione all'evento é gratuita, ma é necessario iscriversi entro il 31/01/2019 compilando il seguente form: https://goo.gl/forms/l8EfgOjyXMQyk7yd2

“ORIGINI ITALIA”, SI APRIRANNO ENTRO MARZO 2019 LE ISCRIZIONI ALLA 19^ EDIZIONE DEL CORSO IN EXPORT MANAGEMENT E SVILUPPO IMPRENDITORIALE IL CORSO INIZIERÀ NEL SECONDO SEMESTRE DELL’ANNO

TRIESTE – Si apriranno entro marzo 2019 le iscrizioni alla 19^ edizione del Corso “Origini Italia in Export Management e Sviluppo Imprenditoriale”, che avrà inizio nel secondo semestre dell’anno. Lo comunica MIB Trieste School of Management che promuove e organizza il corso destinato ai discendenti degli emigrati italiani nel mondo in collaborazione con ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, Regione Friuli Venezia Giulia, e altre amministrazioni regionali italiane Origini Italia è nato per: favorire la collaborazione fra le imprese italiane e i cittadini di origine italiana nel mondo; rafforzare i legami professionali e culturali tra i discendenti degli emigrati e la terra d’origine; sviluppare nei giovani partecipanti nuove competenze di gestione aziendale e di international business con lezioni d’aula, seminari, workshop ed esperienze in azienda. I partecipanti ritrovano la cultura, la storia, la lingua degli avi per consolidare la propria identità, e al contempo affrontano una nuova esperienza di tipo imprenditoriale e manageriale, in collaborazione con importanti imprese italiane. Il corso dura 5 mesi e si tiene in lingua inglese. Grazie al sostegno finanziario degli enti e delle istituzioni partner, la partecipazione al programma è a titolo completamente gratuito. (Inform)

“IL MUSEO DELLA LINGUA ITALIANA” UN VIAGGIO VIRTUALE IN QUINDICI SALE DISPOSTE SU TRE PIANI CORRISPONDENTI AD ALTRETTANTE EPOCHE: ITALIANO ANTICO, MODERNO E CONTEMPORANEO

ROMA - “Il museo della lingua italiana” : è il libro del linguista Giuseppe Antonelli pubblicato recentemente per i tipi della casa editrice Mondadori . Con il libro di Antonelli si entra in un ideale museo della lingua italiana e si attraversa , pagina dopo pagina, una storia fatta di parole ma anche di oggetti da cui sprigionano suoni, colori, profumi, rumori, emozioni, ricordi, sapori. La lingua italiana non ha mai avuto un suo museo. Un museo grande, articolato, tecnologico come quelli dedicati ad altre lingue. Nel museo virtuale dell’autore ,che ricostruisce la storia secolare dell’italiano, sessanta pezzi distribuiti in quindici sale disposte su tre piani corrispondenti ad altrettante epoche: l’italiano antico, moderno e contemporaneo. Quando l’Italia ancora non esisteva, Dante definì gli italiani come “le genti del bel paese là dove ‘l sì suona”. La lingua come essenziale punto di riferimento e il suono di quella parola – che serve a esprimere accordo e consenso – come base di una comune identità. L’italiano è stato per secoli una lingua fondata sul prestigio letterario: una lingua soprattutto scritta, perché il parlato era dei dialetti. Ma attraverso la lingua non passa solo la cultura intellettuale, passa l’intera vita di una comunità. Passano i cambiamenti sociali, i rivolgimenti politici, l’immaginario collettivo, le abitudini individuali. Ecco perché un viaggio nella storia della lingua italiana non può fermarsi alla lingua letteraria, ma deve prevedere molte tappe nei territori della lingua comune. E un museo della lingua italiana non può accontentarsi di esporre solo testi e documenti, ma deve lasciare spazio alla cultura materiale: agli oggetti che nel tempo hanno segnato la vita di tutti i giorni. Sala dopo sala, una teca dopo l’altra, i sessanta pezzi di questo museo virtuale ci accompagnano lungo un percorso che dalle più antiche testimonianze scritte arriva alla lingua dei predicatori e dei mercanti medievali, all’italiano stentato degli emigranti di fine Ottocento e dei soldati della Grande guerra, a quello pop della pubblicità, della televisione e della musica leggera fino al disinvolto e-taliano usato oggi nei social network. E ci aiutano a cogliere i profondi cambiamenti intervenuti, la ricchezza dei contributi apportati dalle tradizioni locali e dai continui scambi con le altre lingue. Ci permettono di ritrovare, sparse un po’ ovunque nell’odierno villaggio globale, le storiche tracce della nostra lingua. Un ulteriore segno della sua vitalità, della sua bellezza, del fascino che ancora oggi l’italiano continua a esercitare in tutto il mondo. Giuseppe Antonelli (Arezzo 1970) è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, collabora all’inserto “La Lettura” del “Corriere della Sera” e racconta storie di parole su Rai Tre (Kilimangiaro, Quante Storie). Tra i suoi ultimi libri: “Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato” (Mondadori, 2014), “La lingua in cui viviamo. Guida all’italiano scritto, parlato, digitato” (Rizzoli, 2017), “Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica” (Laterza, 2017). Con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin è curatore della “Storia dell’italiano scritto” (Carocci) giunta al quarto volume. (Inform)

"I GIOVANI E LA NUOVA IMMIGRAZIONE": A MARZO LA CONFERENZA DEL COMITES DI TORONTO

TORONTO - "I giovani e la nuova immigrazione" è il tema della conferenza organizzata dal Comites di Toronto il prossimo 9 marzo al Columbus Centre. L’incontro, spiega il Comites, si inserisce “nell'ambito delle iniziative per i residenti italiani nella nostra circoscrizione e alla luce delle nuove dinamiche migratorie più recenti”. Obiettivo quello di “coinvolgere i giovani della nostra comunità, dando priorità all'approfondimento di tematiche strettamente connesse alle attuali forme di immigrazione e progetti specifici finalizzati all'accoglienza e all’inserimento dei nuovi arrivati nei contesti locali”. L’evento si inserisce nell’ambito della “Seconda Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo”, che si terrà a Palermo dal 16 al 19 aprile 2019. In quest’ottica, l’incontro del 9 marzo sarà anche occasione per il Comites di selezionare un giovane che rappresenterà la circoscrizione di Toronto a Palermo. Per candidarsi occorre avere età compresa fra i 18 e i 35 anni, disponibilità e capacità di organizzare attività sociali e culturali per i giovani italiani residenti all'estero, prima e dopo la Conferenza, e una predisposizione ai rapporti umani e spirito di iniziativa. Il candidato deve inoltre garantire la partecipazione alla conferenza del 9 marzo e il proprio impegno, dalla primavera del 2019 fino allo scadere del mandato attuale del CGIE (2020), con un contributo costante, propositivo e fattuale ai lavori della costruzione della rete dei Giovani Italiani nel Mondo. Infine, il delegato dovrà essere capace di comunicare in italiano scritto e orale in maniera sufficiente allo svolgimento dei lavori. Gli interessati possono presentare la loro candidatura inviando il proprio CV e un breve testo che chiarisca prospettive e motivazioni specifiche entro il 15 febbraio all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. (aise)

GIORNO DELLA MEMORIA: AD ANKARA LA CONFERENZA SU PRIMO LEVI

ANKARA - Si terrà il 23 gennaio, presso Casa Italia, alle 19, la conferenza “Chiedetevi che cos’è un uomo. Un ricordo di Primo Levi”, a cura della professoressa Anna Frigioni, lettrice presso il Dipartimento di Lingua e Letteratura italiana, Facoltà di Lingua, Storia e di Geografia dell’Università di Ankara. In occasione del Giorno della Memoria, nel centenario della nascita di Primo Levi, verrà ricordato uno dei più grandi testimoni del '900, un uomo che, con la vita e con la letteratura, ha raccontato l'irracontabile, provando a resistergli. Alle 20, seguirà la proiezione del film “Eravamo italiani”, di Ruggero Gabbai e scritto da Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto. (aise)