VENEZUELA, MARINO E PORTA (PD): SOSPENSIONE DEL REFERENDUM REVOCATORIO ERRORE POLITICO Caracas - "La sospensione del referendum revocatorio è un grave errore politico". Lo dichiarano in una nota congiunta, Eugenio Marino, responsabile italiani nel mondo del Pd e Fabio Porta, presidente del gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Venezuela che hanno incontrato il 20 ottobre a Caracas il vicepresidente della Camera e diversi parlamentari dell’opposizione venezuelana e della commissione affari esteri. "Il clima di tensione politica che c’è in questi giorni in Venezuela - proseguono Marino e Porta - avrebbe suggerito maggior prudenza, anche perché le firme raccolte nella prima tornata erano un numero largamente superiore a quelle richieste dalla legge, cosa che indicava comunque una volontà popolare ed erano inoltre propedeutiche alla seconda raccolta di firme che avrebbe dovuto tenersi in questi giorni". "Sospendere in questo modo il processo che avrebbe dovuto condurre al referendum - proseguono i due democratici italiani - rischia, proprio in questo delicato momento, di esasperare ulteriormente gli animi, di dividere la popolazione e indebolire il difficile dialogo tra Governo e opposizione”. "Per questo motivo - concludono Marino e Porta - ci appelliamo agli italiani in Venezuela e all’intera popolazione venezuelana affinché il confronto tra le parti continui in un clima pacifico e non violento e non si incrini, rimanendo sul piano di una dialettica di merito".(NoveColonne ATG)
 
PENSIONI, TACCONI (PD): FACILITARE CERTIFICAZIONI PER I RESIDENTI ALL’ESTERO
 
Roma - “La campagna per la rilevazione dell’esistenza in vita che annualmente l’Inps avvia fra i pensionati residenti all’estero crea non pochi disagi all’utenza”. Così Alessio Tacconi, deputato del Partito democratico eletto all’estero, commenta le frequenti segnalazioni dei cittadini residenti all’estero, beneficiari di un assegno pensionistico, che annualmente devono compilare un modulo di esistenza in vita da sottoscrivere davanti ad un cosiddetto ‘testimone accettabile’. “Con tale denominazione – spiega – si intendono i funzionari dell’ambasciata o del Consolato di riferimento e altre autorità locali abilitate, tra cui funzionari del Comune, giudici, magistrati, notai ecc. Tale modalità di autenticazione della firma crea non pochi disagi ai pensionati, vuoi per la distanza dalla sede diplomatico-consolare più vicina, vuoi per la difficoltà a convincere pubblici ufficiali locali a sottoscrivere un modulo prodotto in Italia, vuoi infine per i costi di una sottoscrizione davanti ad un notaio”. Tacconi ha presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro per chiedere di dare “indicazioni al nostro istituto previdenziale affinché includa i responsabili dei Patronati italiani operanti in loco nell’elenco dei ‘testimoni accettabili’ per l’autenticazione delle sottoscrizioni di esistenza in vita ai fini pensionistici. Sebbene, infatti i Patronati all’estero siano organismi privati, già assolvono a numerosi compiti istituzionali tali da essere considerati ‘organi integrati dallo Stato’, come ricorda una sentenza della Corte costituzionale”. Un’altra segnalazione, secondo il deputato dem, “riguarda i criteri restrittivi per il trasferimento dall’A.I.R.E. di un comune italiano a quella di un altro comune. Tali criteri sono fissati nella legge istitutiva dell’A.I.R.E. e prevedono la possibilità di trasferimento, a domanda, solo quando l’interessato abbia membri del proprio nucleo familiare già iscritti nell’A.I.R.E. o nell’anagrafe dei residenti”. “Partendo dalla considerazione che, non di rado, gli italiani residenti all’estero non intrattengono più alcun legame con il comune di origine avendo trasferito il centro dei loro interessi in Italia in un altro comune per avervi acquistato un immobile, con una mia interrogazione ho chiesto al Ministero dell’Interno e al Ministero degli Esteri se non intendano apportare modifiche alla legge in vigore ampliando le possibilità di trasferimento dall’A.I.R.E di un altro comune e prevedendo espressamente che il trasferimento possa avvenire, oltre che per le motivazioni su accennate, anche per il possesso di immobili nel comune nelle cui liste si richiede l’iscrizione”, ha concluso Tacconi. (NoveColonne ATG)
 
SCUOLA, BANDO “INTERCULTURA” PER STUDIARE ALL’ESTERO
 
Roma - E’ aperto fino al 10 novembre il bando di concorso di Intercultura rivolto agli studenti delle scuole superiori di famiglie per accedere a 2.000 posti per vivere e studiare in oltre 65 Paesi e poter concorrere a una delle 1.400 borse di studio totali o parziali erogate dall’apposito fondo di Intercultura o dai numerosi sponsor. Nell’attribuzione delle borse di studio totali (che coprono il 100% della quota di partecipazione) per l'anno 2017-2018, Intercultura assegnerà prioritariamente i posti a quegli studenti le cui famiglie siano state gravemente danneggiate dal terremoto del 24 agosto. I programmi di Intercultura vengono realizzati con l’intento di offrire a giovani, famiglie e scuole di tutto il mondo, un’esperienza di apprendimento interculturale basata su chiari obiettivi pedagogici e sostenuta da oltre 60 anni di attività. Attraverso il confronto stimolato e guidato dai volontari di Intercultura, nei partecipanti all’esperienza di scambio interculturale nasce una consapevolezza nuova della propria e delle altrui culture e un desiderio di contribuire pacificamente al dialogo tra le varie nazioni del mondo. Il processo educativo interculturale che si realizza offre a tutti coloro che ne sono coinvolti una chiave di lettura e un metodo di comprensione del mondo moderno che supera i pregiudizi e rispetta le differenze naturali e culturali che caratterizzano tutti i popoli della terra. Sul sito dell’associazione è possibile consultare il nuovo bando di concorso riservati agli studenti che frequentano una scuola media superiore, nati tra il 1 luglio 1999 e il 31 agosto 2002, leggere le informazioni su tutte le destinazioni proposte nei 5 continenti del mondo e la durata dei programmi: si può infatti trascorrere dal classico anno scolastico all’estero, al semestre, trimestre, bimestre scolastico, oppure un mese estivo per un programma in lingua (in questo caso, ci si può iscrivere fino a marzo/aprile a seconda delle scadenze dei singoli programmi. Per gli studenti che frequentano all'estero l'intero anno scolastico, la normativa scolastica italiana riconosce la possibilità di accedere alla classe successiva senza ripetere l’anno. Il ministero dell’Istruzione ha chiarito in una recente nota (843/2013) che le esperienze di studio all’estero sono “parte integrante dei percorsi di formazione e di istruzione” e che sono “valide per la riammissione nell’istituto di provenienza". Nel corso degli ultimi decenni, moltissimi adolescenti di queste aree hanno potuto trascorrere un periodo all’estero grazie ai programmi di Intercultura, rientrando a casa con un bagaglio culturale ed esperienziale da utilizzare come una marcia in più nel loro percorso di studi e lavorativo e nella loro vita come cittadini a disposizione della collettività. Sara Cipolletti, di Macerata, convinta della proposta educativa di Intercultura, ha scelto di trascorrere un trimestre in Turchia: “Spesso qui, nella mia scuola turca, qualcuno mi blocca per i corridoi, sapendo che non sono di qui, e la cosa che maggiormente mi chiedono è ‘Perché la Turchia?’, così devo fermarmi un secondo ogni volta a pensare a come rispondere alla domanda su cui si basa la mia esperienza. E la vera difficoltà non sta nel dire questo in un’altra lingua quanto nell’esprimere tutte le emozioni che realmente provo in poche parole. Stare qui è come ricominciare da capo: qui impari il vero rispetto, quello che ti fa alzare in piedi dalla sedia mentre stai mangiando per far accomodare i tuoi genitori o quello che tutti i compagni di classe hanno nei confronti della mia cultura. Ognuno qui mi fa sentire a mio agio e se c’è una cosa che amo davvero è il ridere alle battute dei miei compagni nonostante io non capisca niente di niente, sì perché i Turchi sono così buffi che non puoi far a meno di divertirti con loro. Credo siano uno dei popoli più accoglienti al mondo, con le loro buone maniere e il loro tartassarti di domande anche se non ti conoscono così bene. Resta il fatto che ogni volta mi è difficile rispondere alla domanda del perché sono qui, l’unica cosa che so per certo è che la Turchia è quel paese su cui tutti hanno molti pregiudizi sbagliati ma che nessuno davvero conosce e che non desidererei essere in nessun’altro posto".(NoveColonne ATG)
 
PD ROSARIO: PRIMA FESTA DE L’UNITA IN AMERICA MERIDIONALE
 
ROASRIO - Il 22 ottobre scorso, in Argentina, si è svolta la Prima Festa de l´Unità nella città di Rosario, cui hanno partecipato anche il deputato Pd Fabio Porta, il deputo per la Provincia di Santa Fe e membro della Tavola Nazionale del Partito Socialista, Eduardo Di Pollina, il Ministro per l’Educazione della Provincia di Santa Fe, Claudia Balagué, i rappresentanti di diversi circoli PD Argentina (Buenos Aires, Mar y Sierra di Mar del Plata, Gran La Plata, Regione Centro di Córdoba), associazioni (USEF, Famiglia Abruzzese e Famiglia Longhitana). Circa 300 persone, insomma, hanno riempito la Trattoria Abruzzesa che ha ospitato la festa di cui oggi fa il resoconto Veronica Minnicino, Segretario circolo PD Rosario, che ha aperto i lavori richiamando “l´importanza di una festa che trova le sue radici nelle tradizionali feste che ogni anno il Partito Democratico realizza in Italia, e la cui origine prende il nome del giornale l'Unità, fondato da Antonio Gramsci”. “Non è un caso – ha aggiunto – che questa festa si svolge in una città da più di 20 anni guidata dai socialisti, che da circa 10 anni governano anche la Provincia di Santa Fe”. Minnicino si è riferita anche “ai valori comuni condivisi con tutti i partiti che fanno parte della Internazionale Socialista: uguaglianza, libertà, giustizia, solidarietà e pace; come fondamenta del socialismo democratico e particolarmente col Partito Democratico di cui condividiamo il progressismo come orizzonte e l´italianità come radice comune”. Durante la serata, Porta ha illustrato i punti salienti della riforma costituzionale che sarà sottoposta al referendum. In particolare, spiega Minnicino, “Porta ha ricordato come si comporrà la rappresentanza degli italiani all´estero nel “nuovo parlamento”, gli effetti politici, e la prospettiva dell´Italia verso il mondo. Il deputato ha parlato anche del progetto “Italici”, che coinvolge non solo agli italiani all´estero, ma gli attori collegati all'Italia, come gli italo-discendenti, quelli che amano la cultura ed il Made in Italy, gli italofoni, ecc. Anche, riguardo alla riforma, l´intervento dello specialista in relazioni internazionali, Gabriel Puricelli, Segretario del Circolo PD Berlingüer di Buenos Aires, ha relazionato sugli effetti della riforma in America Latina e sull´Argentina in particolare, con riferimento al ponte che rappresenta tra America del Sud e l'Italia”. Quindi, è toccato a Marisa Bianchettin, Segretaria del Circolo PD della Regione Centro, intervenire sui progetti sviluppati fra la Provincia di Córdoba e l´Italia, insieme al Presidente del PROTER, Becchi, che è anche Consultore della Regione Emilia Romagna e iscritto al Circolo PD Mar y Sierra. A moderare la discussione, in questo caso, Daniel Antenucci, Segretario del Circolo PD Mar y Sierra e membro dell´Assemblea Nazionale del PD. (aise)
 
GIORNATA DEGLI ITALIANI A MONTEVIDEO: UN SUCCESSONE - DI MATTEO FORCINITI
 
MONTEVIDEO - “Un successo oltre ogni aspettativa. La Giornata degli Italiani ha fatto letteralmente esplodere il Latu di Montevideo. Le stime degli organizzatori calcolano all’incirca 6mila partecipanti ma questo dato (ancora da verificare) non spiega del tutto l’importanza di una giornata come questa. Un evento storico come avevano preannunciato in molti e cosí effettivamente é stato”. Così scrive Matteo Forciniti su “Gente d’Italia”, quotidiano diretto a Montevideo da Mimmo Porpiglia, che dà molto spazio alla “Giornata”, pubblicando – tra gli altri – gli interventi integrali del deputato Fabio Porta (Pd) e del responsabile italiani nel mondo del Pd Eugenio Marino, intervenuti ieri alla tavola rotonda promossa dal quotidiano. “Dopo 11 anni la collettivitá italiana dell’Uruguay é tornata a riunirsi con un evento grande, massivo, come da molto, forse troppo tempo non si vedeva e se ne sentiva l’esigenza. Associazioni, enti culturali, aziende, organizzazioni, cittadini e politici: c’é stato un po’ di tutto al Latu in una lunga giornata di condivisione, sorrisi, dibattiti e riflessioni. “L’augurio é quello di poter fare qualcosa di piú grande per il prossimo anno” ha commentato a caldo il presidente del Comites Claudio Melloni stanco ma visibilmente emozionato e soddisfatto per il risultato raggiunto. “Abbiamo dovuto bloccare le attivitá culturali perché le due sale a disposizione non bastavano, abbiamo avuto un’offerta incredibile di proposte” ha spiegato Melloni. Tanti i politici uruguaiani di origine italiana venuti al Latu a cominciare dal sindaco di Montevideo Daniel Martinez che ha tagliato il nastro nella cerimonia d’apertura. Dopo di lui, poi, tanti altri tra cui: Agazzi, Gandini, Abdala, Battistoni, Conrado Rodriguez. La risposta della collettivitá é stata anche molto forte come previsto: calabresi, campani, lucani (con le sue varie associazioni), lombardi, trentini, marchigiani, toscani, veneti, friulani e giuliani. Anche l’interno del Paese é stato presente: Colonia Valdense, Tacuarembó, Rocha, Maldonado, Costa de Oro, Las Piedras. Con loro anche altri enti ed organizzazioni culturali come il Circolo Garibaldino, la Scuola Italiana, l’Istituto Italiano di Cultura ed il patronato Inapa. Tra le attivitá piú seguite c’é stata anche la tavola rotonda organizzata dal nostro giornale e di cui diamo ampio spazio nelle altre pagine. Si é discusso tra le altre cose di emigrazione, italiani all’estero, Garibaldi, passato e futuro. Dopo i discorsi tutti gli oratori sono stati premiati con delle targhe speciali. Piccolo ricordo di una grande giornata storica per l’Italia in Uruguay”. (gente d’italia/aise)