FEDI (PD) INTERROGA MAE E LAVORO PER SOLLECITARE LA RATIFICA DELL’ACCORDO SULLE PENSIONI CON LA NUOVA ZELANDA In attesa da quasi 20 anni i 4000 italiani residenti in Nuova Zelanda non capiscono i motivi per i quali Governo e Parlamento italiani non hanno ancora ratificato l’accordo di sicurezza sociale già firmato nel 1998 e approvato dal Parlamento neozelandese. Ho presentato perciò proprio in questi giorni una interrogazione ai Ministeri degli Affari Esteri e del Lavoro per capire le ragioni del ritardo, per spiegare l’importanza dell’accordo per i nostri connazionali, per sollecitare la ratifica. Nell’interrogazione, sottoscritta anche dai deputati Farina, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi - sottolineo che l’accordo con la Nuova Zelanda è molto importante perché mira a coordinare i rispettivi sistemi di sicurezza sociale e favorire l’accesso delle persone che si spostano da un Paese all’altro alle prestazioni di sicurezza sociale e pensionistiche previste dalle rispettive legislazioni. Ho ricordato al Governo che nel mese di febbraio 2014 il Consiglio dei Ministri aveva approvato l’accordo di sicurezza sociale con la Nuova Zelanda, insieme agli accordi con Canada, Israele e Giappone, (che successivamente venivano ratificati dal Parlamento italiano) ma poi si era “dimenticato” di accompagnarlo all’approvazione parlamentare. Giova ricordare che le associazioni rappresentative degli italiani residenti in Nuova Zelanda e la stessa comunità italiana hanno da tempo sottoscritto una petizione per sollecitare le autorità competenti italiane – Governo, Parlamento e Istituzioni – ad adoperarsi per la ratifica dell’accordo. Per ciò che riguarda le perplessità sollevate sul lungo tempo trascorso dalla firma dell’accordo ho argomentato più volte e in numerose sedi istituzionali e politiche che nonostante il tempo trascorso, l’accordo si potrebbe ratificare, ed in seguito, adottando le procedure amichevoli previste da tutte le convenzioni di sicurezza sociale stipulate dall’Italia, potrebbe essere aggiornato per riflettere le eventuali modifiche intervenute nei sistemi nazionali di sicurezza sociale dei due Paesi contraenti. Nella mia interrogazione ho chiesto quindi ai ministeri competenti quali urgenti misure intendono adottare affinché sia ripreso e concluso l’iter procedurale e legislativo che porti alla ratifica dell’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Nuova Zelanda, siano tutelati tanti nostri connazionali emigrati in Nuova Zelanda e rispettati gli impegni formalmente presi quando l’accordo fu firmato quasi venti anni orsono, siano soddisfatte le legittime aspettative di tanti italiani residenti in Nuova Zelanda e siano così consolidati e rilanciati i già buoni rapporti che intercorrono tra i due Paesi.
 
SENATORE GIACOBBE: RIPRISTINATE LE SOMME DEI TAGLI A LINGUA E CULTURA
 
"Lo scorso 10 marzo esortavo e segnalavo la situazione insostenibile per i corsi di lingua e cultura in Australia, oggi apprendo con soddisfazione del ripristino delle somme": é quanto dichiara Francesco Giacobbe, senatore del Partito democratico eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide. “Così come promesso il Governo ha recuperato i 2.5 milioni di tagli. Al Ministro Gentiloni e al Sottosegretario Enzo Amendola che si erano impegnati formalmente per il ripristino di suddette somme il mio grazie per l'impegno e il risultato ottenuto - aggiunge il Senatore - un forte segnale è arrivato per le nostre comunità, non possiamo disperdere un patrimonio che può e deve essere fiore all'occhiello del Governo, dell'Italia e di tutti gli italiani all'estero", conclude Giacobbe .
 
PAROLA MANTENUTA! FONDI RIPRISTINATI COME PROMESSO!
 
Esprimo soddisfazione per l'assegnazione, nella legge di assestamento di bilancio, di 2,6 milioni di euro alla Direzione Generale per gli italiani all'estero, al fine di essere utilizzati per reintegrare la dotazione destinata ai corsi di lingua e cultura italiana all'estero tagliati nella scorsa legge di Stabilità. Sento il dovere di ringraziare il Governo per aver mantenuto l'impegno assunto di fronte all'azione istituzionale e politica portata avanti da noi Eletti all'estero. In particolare, voglio ricordare l'interrogazione dell'On. Tacconi, in Commissione Esteri, ed il mio intervento in sede di "Question Time" con il Ministro Gentiloni, nell'Aula di Montecitorio. Ciò testimonia che facendo SQUADRA si ottengono i risultati! Possiamo dire alle famiglie di stare tranquille sulla regolare ripresa dei corsi di italiano dopo le vacanze. BUONE VACANZE a TUTTI! www.fucsiafitzgeraldnissoli.com
 
FEDI E LA MARCA (PD): GLI ENTI GESTORI CI CHIEDONO UN INVESTIMENTO VERO, OLTRE AL RECUPERO DI RISORSE
 
Il risultato conseguito con il recupero di 2,6 milioni per i corsi di lingua e cultura, previsto nell’assestamento di bilancio, è importante. Il vulnus che si era verificato con la “rimodulazione della spesa” del Maeci voluta dal Ministero dell’economia e finanza nella legge di Stabilità 2016 è dunque sanato. Il risultato è ancora più significativo considerando che il Governo, con questo atto, dimostra finalmente di voler invertire il trend, passando ad una nuova fase di ascolto e non delegando esclusivamente al Parlamento il compito di emendare e di migliorare, esercizio sempre più complesso per la limitatezza delle risorse e la difficoltà di individuare possibili coperture. Si tratta di un passo necessario per ripristinare credibilità e fiducia nel Governo e nell’azione del Parlamento. È quanto ci hanno detto gli enti gestori ed è quanto noi eletti all’estero del PD abbiamo chiesto, ripetutamente, al Governo e alla amministrazione del MAECI. Il messaggio è chiaro e diretto: il recupero del taglio operato dal MEF nell’assestamento di bilancio è una condizione necessaria per riaprire un cammino positivo, ma va ulteriormente sviluppata a partire dalla prossima legge di stabilità. Dobbiamo evitare, infatti, che in essa si concretizzi la riduzione di risorse già prevista per il 2017 e per il 2018 nel bilancio pluriennale. Dobbiamo lavorare, inoltre, affinché la riforma, alla quale il Governo sta lavorando, possa trasformarsi, con opportuni e congrui finanziamenti, in un autentico investimento per il sistema Italia e per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo. I protagonisti della presenza italiana nel mondo - dagli enti gestori agli Istituti di cultura, dall’ICE alle Camere di Commercio – ci chiedono anche di capire meglio la direzione della riforma. A questa domanda ci auguriamo che il Governo possa rispondere con la stessa capacità di ascolto oggi dimostrata e offrendo le occasioni di un serio confronto.
 
FEDI E LA MARCA (PD): APPROVATA LA LEGGE DELEGA PER INTERVENTI SOCIALI A SOSTEGNO DEL REDDITO. SALVAGUARDATE LE MAGGIORAZIONI SOCIALI DEI PENSIONATI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO.
 
La Camera ha approvato un importante provvedimento a sostegno dei redditi bassi e per il riordino dei servizi sociali. Si tratta del Disegno di Legge Delega 3594, recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, collegato alla legge di stabilità 2016, che istituisce un fondo strutturale «per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, Al provvedimento sono assegnate le risorse di 600 milioni di euro per l'anno 2016 e di 1.000 milioni di euro a decorrere dal 2017. Abbiamo votato con assoluta convinzione un provvedimento che concretamente migliorerà le condizioni sociali ed economiche di tante famiglie e pensionati. E siamo riusciti ad evitare - grazie ad un emendamento presentato in Commissione dai deputati PD eletti all'estero - che si determinasse un danno per i pensionati residenti all'estero a seguito della cancellazione di maggiorazioni sociali che, in molte parti del mondo, soprattutto in America Latina, avrebbe inciso sulla qualità della vita di tanti connazionali. Le prestazioni contributive legate al reddito, infatti, non sono esportabili in ambito UE e non vengono sostanzialmente corrisposte, o vanno poi restituite, in presenza di redditi elevati. E’ ora urgente un'azione del Governo tesa ad affrontare il fenomeno della povertà e della regressione sociale anche tra gli italiani residenti all’estero, senza ridurre prestazioni e tagliare risorse pensate e stanziate per aiutare i più deboli e i più bisognosi. Sarà necessario garantire anche per il futuro forme di sostegno assistenziali e previdenziali per le nostre collettività residenti all’estero, come le maggiorazioni sociali e gli assegni familiari collegati alla titolarità di pensioni italiane. Le misure, naturalmente, dovranno essere rivolte a soggetti che si trovino effettivamente in una situazione di disagio economico, da verificare attraverso puntuali ed efficaci strumenti di rilevazione reddituale. I deputati: Marco Fedi, Francesca La Marca
 
LA MARCA (PD): DICHIARAZIONE DI VOTO PER IL GRUPPO PD SULLA RATIFICA DELL’ACCORDO CON IL GOVERNO DI BERMUDA SULLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI FISCALI
 
L’On. Francesca La Marca è intervenuta in Aula per fare la dichiarazione di voto per conto del gruppo del PD sulla ratifica dell’accordo tra il governo italiano e il governo di Bermuda sullo scambio di informazioni in materia fiscale. Nell’annunciare il voto favorevole del gruppo di maggioranza, la parlamentare ha precisato che il provvedimento s’inscrive in una fase di forte ripresa dell’iniziativa del governo in merito agli accordi bilaterali miranti ad evitare ai contribuenti le doppie imposizioni fiscali. “L’accordo – ha affermato la parlamentare - risponde pienamente alle caratteristiche del Tax Information ExchangeAgreements (TIEA), il modello predisposto dall’OCSE, che garantisce allo stesso tempo il rispetto delle garanzie di riservatezza legate alla persona, un più efficace accertamento dei redditi sottoposti a doveri fiscali e la tutela del contribuente dal rischio delle doppie imposizioni”. La Marca ha ricordato che in Europa un simile accordo è stato firmato e ratificato da diversi altri Paesi, il che significa che con esso l’Italia si mette in linea su un terreno ormai necessario di collaborazione internazionale a fini fiscali, estendendo ulteriormente la rete degli accordi di questa natura, con beneficio del sistema di accertamenti e con una migliore definizione dei diritti e dei doveri del cittadino contribuente. Con il provvedimento in esame, è fondata l’aspettativa che dall’accordo possa derivare un beneficio sotto il profilo delle entrate fiscali dal momento che l’amministrazione viene dotata di più incisivi poteri di accertamento e di riscossione. On./Hon. Francesca La Marca