IL VALLONE NISSENO/2

Questa settimana cominciamo un excursus su alcune possibilità di sviluppo del Vallone, iniziando con ipotesi di utilizzo delle risorse locali. Non volendo piangere sul latte versato, sorvoliamo sulle possibilità perse di sviluppare il settore minerario specialmente quello relativo alla cainite.

Della questione mineraia parleremo in una delle prossime ricerche. Oggi vogliamo rivolgere l’attenzione solo alla Riserva Naturale “Lago Soprano”. Su di esso si in passato si sono fatte molte ipotesi di utilizzo, ritenendo a ragione che potrebbe essere una risorsa da potere utilizzare. In passato stato meta di cacciatori provenienti da diverese parti della Sicilia, che venivano a cacciare le folaghe che ed altri animali acquatici che a seconda della stagione arrivavano sulla zona umida. Tutto ciò durò fino a quando il lago venne interdetto alla caccia ed alla pesca, anche perché in esso confluivano le acque reflue delle fogne cittadine. Si parlò di pista ciclabile, di luoghi di ritrovo ed altro e spesso in tempi di campagna elettorale il lago assurse alle cronache dei giornali isolani, con le immancabili proposte di utilizzo e sviluppo. Tutte le volte che si poneva mano a questo argomento, ci si scontrava con la posizione dei proprietari, restii a destinare quell’area ad uso diverso di quello agricolo. I più anziani ricordano anche che spesso in estate il sito si prosciugava e diventava campo sportivo per il calcio locale. In un certo periodo, si pensò di bonificare la zona, scavando una galleria che potesse fare defluire le acque riversandole a valle nel torrente che costeggia la ex miniera stincone. Quei lavori che furono anche materia di confronto politico tra maggioranza ed opposizione, vennero alla fine bloccati dalla magistratura per evitare che andassero ad inquinare quel torrente. Alla fine, l’assessore al territorio ed ambiente protempore della regione Sicilia, dopo le tante pressioni sollevate da associazioni e privati, il 28 dicembre del 2000, con proprie decreto istituiva la riserva naturale “Lago Soprano”, affidandone la gestione alla provincia regionale di Caltanissetta. Da allora, molti sono stati gli interventi per valorizzare la riserva naturale, ma nulla è arrivato a termine, malgrado l’interessamento delle associazioni ambientaliste, l’interessamento del concittadino Totò Petix, i ripetuti interventi del comune che ne rivendica la gestione. Ad oggi, le uniche cose che rimangono in piedi della riserva naturale sono sia la individuazione della zona A e della preriserva o zona B con i relativi divieti, nulla di più. Tempo fa, in occasione di uno dei tanti incendi verificatisi in zona, si organizzò anche una manifestazione per sollecitare soluzioni che mettessero in sicurezza la riserva. Sembrava che si cominciassero a muovere alcune leve, si era anche arrivato a cercare di mettere assieme un accordo tra comune e libero consorzio, ma ancora una volta l’ingranaggio si è bloccato e tutto tace. Ora, ancora una volta, Serradifalco ha dovuto assistere all’ennesimo incendio che ha coinvolto tutta la riserva, la preriserva ed i terreni circostanti. Ancora una volta non si riesce a capire come mai puntuale arriva il fuoco a ripulire la zona delle frasche, facendo anche danni alla proprietà privata di alcuni cittadini che hanno i terreni in zona e che non possono toccarli in virtù dei divieti che gravano su quei terreni.