GRAZIE AGLI ITALIANI ALL’ESTERO. CON LORO CONTINUEREMO IL NOSTRO IMPEGNO DI RINNOVAMENTO Il giudizio degli elettori sulla riforma costituzionale si è espresso in modo inequivocabile e tutti ne prendiamo atto con rispetto e spirito democratico. Noi siamo stati convinti – e lo siamo ancora – delle ragioni del Sì che erano quelle del rinnovamento istituzionale e politico e della costruzione di un profilo di Paese più dinamico, moderno e competitivo. Il voto, se da un lato cancella il testo di una riforma votata per sei volte dal Parlamento, non rimuove queste esigenze profonde della nostra società e della nostra organizzazione statuale. Continueremo a difenderle nel confronto politico e ad ispirarci ad esse nell’impegno parlamentare. Soprattutto, continueremo il nostro dialogo con i cittadini italiani all’estero sulla comune speranza di un’Italia migliore e diversa. Le dimissioni di Renzi e del Governo, non dovute, sono un atto di dignità politica e di chiarezza. Al di là delle idee che ognuno di noi nutre sulla conduzione politica di questa fase e sul partito, lo ringraziamo sinceramente per il dinamismo che ha saputo imprimere alla vita del Paese, per il rafforzamento della dignità internazionale dell’Italia, per avere avuto il coraggio di scommettere sulla discontinuità e sul rinnovamento, per aver dato al lavoro parlamentare un forte segno riformatore. Gli italiani all’estero, in modo altrettanto inequivocabile, hanno risposto Sì alla proposta di riforma e, più ancora, all’idea di un’Italia più moderna e credibile. Lo hanno fatto in tutte le ripartizioni elettorali e in tutti i maggiori Paesi del mondo. Poiché ognuno di noi si è impegnato con tutte le proprie energie e senza ambiguità nel sostenere le ragioni profonde della riforma, soprattutto nei suoi risvolti ideali e istituzionali, li ringraziamo dal profondo del cuore. Assumiamo, anzi, il loro orientamento come un mandato ad andare avanti per cambiare e rafforzare la realtà e il volto di un’Italia che hanno ancora una volta dimostrato di amare. Il loro voto è anche una risposta ferma e dignitosa ai sospetti nei quali sono stati coinvolti e alle infamie di cui sono stati oggetto. Senza misura e ritegno. Nessuna di queste infamie ha trovato concreto riscontro, né nelle delicate operazioni di voto né nello scrutinio. Chi si permetterà di mettere le mani sui loro diritti di cittadinanza e, in particolare, sul loro diritto primario, quello di voto, da oggi sa che il prezzo che dovrà pagare sarà quello di allontanare e respingere persone, energie, esperienze di straordinario valore, riconosciute e apprezzate in tutto il mondo. Una forza di cui l’Italia ha grande bisogno per il suo percorso internazionale e per la sua proiezione globale. A condizione che abbia una classe dirigente, compresa quella che guida e controlla l’informazione, capace di essere all’altezza dei tempi e di avere una visione non provinciale e miope di come un Paese possa camminare in un situazione così tormentata e difficile come quella che stiamo attraversando. I deputati del PD Estero: Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi FEDI (PD) AI VOLONTARI DEL CO.AS.IT.: SOLIDARIETÀ STRUMENTO PER SUPERARE POPULISMI ED EGOISMI Importante occasione di incontro con i volontari, il personale e i dirigenti del Co.As.It. di Melbourne in occasione della consegna dei certificati di merito per l’assistenza agli anziani. Durante l'intervento di saluto ai volontari del Visitation Program ho ricordato che “l’impegno per la comunità italiana è il miglior esempio di solidarietà in un momento in cui gli egoismi, politici, culturali, economici, rischiano di bloccare le nostre società, anzi di farci retrocedere. La solidarietà è il miglior antidoto anche per i populismi, per la rabbia, per il tentativo di denigrare gli altri”. “Ai giovani italiani che arrivano oggi dobbiamo dire che l’emigrazione è stata sempre voglia di costruire, mai distruttiva. Una lezione per tutti arriva proprio dai pensionati, dagli anziani, dai circoli e associazioni che mettono a disposizione strutture per i meno giovani, ai tanti volontari ed anche ai dirigenti del CO.AS.IT. per i programmi e progetti che si realizzano senza alcun intervento del Governo italiano, per il bene della gente. Ho imparato molto da voi ed ho anche avuto il privilegio di rappresentarvi, ora è il momento di restituire alla mia comunità, con analoga passione ed impegno civile”. (WWW.MARCOFEDI.IT) LABORATORIO ITALIANO 2016: DOMANI A GINEVRA ASSEMBLEA CITTADINA PROMOSSA DAL COMITES GINEVRA - Oggi, 6 dicembre, la Missione Cattolica Italiana (Rue de la Mairie 15) di Ginevra ospiterà dalle 19.15 l’Assemblea Cittadina 2016, appuntamento annuale promosso dal Comites per incontrare la comunità italiana. “Al suo secondo anno di mandato, - spiega il Comites - il nostro Comitato ha portato avanti decine di iniziative, a vario titolo e di vario genere, tutte a beneficio della comunità, in gran parte annunciate in occasione dell’Assemblea Cittadina 2015. Di conseguenza, anche in questa occasione, saremmo lieti di avere l’opportunità di illustrarvi le attività in corso d’opera delle tre commissioni (Cultura, Scuola, Sport; Lavoro e Formazione; Comunicazione e Pubbliche Relazioni) e, più in generale, la visione dell’attività istituzionale per il 2017”. “In tale prospettiva, - continua il Comites - la partecipazione della comunità potrà offrire, oltre che concreta e viva testimonianza di interesse ed appartenenza, anche un insostituibile contributo per riflettere insieme sulle esigenze più impellenti degli italiani residenti nel Cantone di Ginevra”. I lavori inizieranno con il saluto del Console Generale d’Italia ed introduzione ai lavori del Presidente del Com.It.Es; seguirà l’illustrazione del programma di attività 2017; il confronto con il pubblico e le conclusioni. (aise) “LA FINE DELLO “SLOPER” (ROTTAMATORE)”: COSA DICE LA STAMPA OLANDESE DEL REFERENDUM AMSTERDAM - ““Perchè gli italiani hanno bocciato il referendum che avrebbe offerto più stabilità al Paese? Perchè il premier Renzi ha voluto, con il referendum, anche un voto sul governo. L’Italia deve trovare una soluzione politica”, dice il corrispondente da Roma di NOS, Rop Zoutberg commentando per la tv olandese la pesante sconfitta incassata da Matteo Renzi. E Arjan Noorlander aggiunge da Brussels, “Un no al referendum è visto qui come un no all’Europa””. A riportare queste reazioni al risultato referendario è 31mag.nl, quotidiano online diretto ad Amsterdam da Massimiliano Sfregola. “Il Volkskrant, con un editoriale a firma di Koen Haegens, si chiede se l’effetto valanga del referendum italiano non possa significare la fine dell’euro. “L’Italia è il grande malato dell’euro zona”, prosegue Haegens aggiungendo come il sistema bancario italiano sia sull’orlo del collasso. Ventilando lo scenario di un possibile governo 5stelle che potrebbe determinare, la fine dell’euro. Questione spinosa anche la vicenda Monte dei Paschi di Siena, scrive ancora il Volkskrant, il cui salvataggio sarebbe messo a rischio dalle conseguenze politiche che potrebbe avere la sconfitta del si. “Renzi si assume la responsabilità della pesante sconfitta e rassegna le dimissioni”, titola il quotidiano finanziario FD mentre il Trouw, apre con: “Il premier Matteo Renzi ha annunciato che rassegnerà le dimissioni”. Secondo Pauline Barb, “il referendum doveva essere una modifica alla Carta ma si è tramutato in un voto sul 41enne premier. E gli italiani hanno detto che non lo vogliono più alla guida del governo”. L’opinionista del Trouw prevede la fine politica di Matteo Renzi: “A questo punto è incerta anche la sua permanenza come leader del Partito Democratico” prosegue, sottolineando le ostilità contro di lui da parte della vecchia guardia proveniente dal Partito Comunista. Ancora il Volkskrant, che si è occupato in maniera ampia del referendum italiano: “basta un sì – een ja is genoeg” ha detto Matteo Renzi agli italiani che non lo hanno voluto ascoltare. Una sconfitta per ‘De Sloper’ (il rottamatore) e soprattutto uno stop all’abolizione della seconda camera che, puntualizza il quotidiano di Amsterdam, ha molti poteri [n.d.r. molti più poteri di quella olandese] .Una nota anche sul voto: secondo il Volkskrant, gli italiani non sarebbero contrari a riformare la Costituzione, come dimostrato due anni fa da un 70% a sostegno del cambiamento, ma sarebbe stata l’eccessiva personalizzazione impressa dal premier al voto, a determinare il passo indietro di molti”. (aise) CGIE: A FRANCOFORTE LA CONTINENTALE EUROPA – AFRICA DEL NORD FRANCOFORTE - La Commissione Continentale Europa e Africa del Nord del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si è riunita a Francoforte dal 2 al 4 Dicembre 2016. All’incontro hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Germania, Pietro Benassi, il Consigliere di Ambasciata Massimo Darchini, i presidenti dell’InterComites di Germania, Svizzera, Francia e Gran Bretagna, il presidente del Comites di Francoforte, l’On. Laura Garavini, e, per il Comune di Francoforte, l’assessore Carmela Castagna ed il consigliere Luigi Brillante, il nuovo dirigente scolastico del Consolato di Francoforte Alessandro Bonesini ed in rappresentanza del Consolato di Francoforte Laura Bartolini. La Commissione – si apprende da una nota del Cgie – ha aperto i lavori con una discussione riguardante il referendum confermativo del 4 dicembre. In particolare sono state evidenziate le informazioni “molto positive” giunte da tutta Europa circa il fatto che “nonostante alcuni articoli stampa critici, non sono state riscontrate anomalie o disservizi da parte delle istituzioni preposte”. La Commissione ha quindi ribadito che “il diritto di voto è costituzionalmente garantito a tutti gli italiani indipendentemente dal luogo di residenza”. Il secondo punto dell’Odg, riguardo la riforma delle rappresentanze degli italiani all’estero (Comites e CGIE), ha visto la discussione e l’approvazione della bozza di sintesi presentata dall’Ufficio di Presidenza. I punti espressi dai Consiglieri verranno integrati nella versione finale che verrà redatta dalla Commissione III e presentata per l’approvazione finale alla prossima Assemblea Plenaria. Il tema della diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo è particolarmente sentito. Dopo un resoconto degli Stati Generali della Lingua Italiana nel mondo, tenutisi a Firenze lo scorso Ottobre, i consiglieri del Cgie hanno richiamati “con fermezza” il governo “ad una pianificazione pluriennale dei finanziamenti, per permettere ai territori una programmazione rispettosa del corpo docente e delle decine di migliaia di alunni”. Ampia rilevanza – si legge ancora nella nota - è stata data al tema della nuova emigrazione, in particolare è stata sottolineata “l’esigenza di una riforma dell’AIRE che tenga conto delle nuove mobilità, la necessità di acquisire elementi scientifici sul fenomeno, nonché la volontà, particolarmente sentita dalla Commissione, di lavorare alla realizzazione di una nuova Conferenza mondiale dei giovani italiani nel mondo”. L’assemblea ha messo in evidenza la necessità di “armonizzare nei territori di insediamento le pratiche amministrative offerte dai Consolati italiani e di sollecitarli al rispetto e all’applicazione delle leggi italiane vigenti. Si è richiamata l’attenzione ad una maggiore collaborazione territoriale tra la rappresentanza elettiva ed organizzata degli italiani all’estero e l’amministrazione pubblica, affinché i cittadini italiani possano usufruire ovunque essi risiedano degli stessi diritti e degli stessi servizi consolari”. A chiusura della tre giorni, la Commissione ha sottolineato come il proprio lavoro “sia intrinsecamente legato alla vita dell’Unione Europea e del diritto comunitario”. La Commissione ha quindi posto il problema dell’avanzare dei populismi, ricordando “come la nostra esperienza migratoria passata e presente non sia dissimile da quella di chi si presenta alle coste italiane in barconi della speranza”. Concludendo, i consiglieri si sono impegnati a “lavorare con maggior tenacia nella direzione di una collaborazione con gli omologhi europei, in particolare sul tema dei diritti dei lavoratori e della mobilità intraeuropea, attualmente in discussione in diversi paesi”. (aise)