LE PETIZIONI E IL PARLAMENTO ... Un nuovo trend nasce tra gli eletti all'estero: la petizione mania! Si accavallano petizioni su argomenti di rilevanza parlamentare ed allora la domanda, credo legittima, è: se le petizioni partono da parlamentari e non riguardano temi di interesse mondiale i globale ma questioni da "legge di stabilità" - per essere chiari - vuol dire che i parlamentari sollecitano se stessi a far qualcosa? O più semplicemente che si sta perdendo gradualmente fiducia nella capacità del Parlamento di "far la differenza"? (On. Marco Fedi)
 
ARGENTINA. FABIO PORTA PARTECIPA AGLI INCONTRI DEL PRESIDENTE RENZI CON LA COLLETTIVITA’ ITALIANA: “UNA VISITA STORICA, ITALIA E ARGENTINA NAZIONI ‘SORELLE’ DESTINATE A COSTRUIRE UN FUTURO COMUNE”
 
Il Presidente del Comitato italiani nel mondo con il Presidente del Consiglio agli incontri con gli studenti delle scuole italiane, l’Università di Buenos Aires e la collettività italiana “Una visita che guarda al futuro”, così Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto in Sudamerica, ha definito la prima visita di un capo di governo italiano dopo diciotto anni in Argentina. “Matteo Renzi ha mantenuto la sua promessa e, dopo il viaggio in quattro Paesi dell’America Latina di pochi mesi fa, continua con la sua politica di rafforzamento delle relazioni italo-latinoamericane”, continua l’On. Porta. “Questo viaggio a Buenos Aires ha un significato particolare, e non soltanto perché colma un vuoto lunghissimo di presenza di un primo ministro italiano nel Paese al mondo con più cittadini italiani”. Secondo Porta, “l’intensa visita del Presidente del Consiglio prelude ad una serie di importanti presenze istituzionali e di governo in Argentina ed è stata corroborata da una forte sintonia tra Matteo Renzi e Mauricio Macri, il neo-eletto Presidente dell’Argentina”. “Non sono solo le ‘radici italiane’ di Macri a favorire questa sintonia ma anche la comune esperienza di Sindaci di due grandi città e la forte propensione al cambiamento”. “L’omaggio alla grande emigrazione italiana che qui in Argentina ha contribuito in maniera determinante alla storia e alla crescita economica e culturale del Paese e l’attenzione dimostrata dal Presidente del Consiglio alle istanze ricevute dalla nostra collettività confermano la volontà del governo italiano di porre nuovamente gli italiani all’estero al centro dell’Italia che riparte e delle politiche per fare uscire definitivamente il nostro Paese dalla crisi”, ha concluso il Presidente del Comitato italiani nel mondo e promozione del Sistema Paese della Camera dei Deputati.
 
MOSTRE, “LA NUOVA LUCE DELL’EMIGRAZIONE” SBARCA IN GERMANIA
 
Roma - “La nuova luce dell’emigrazione” è il titolo del nuovo progetto artistico di Morena Antonucci, accolto e promosso dall’associazione Abruzzesi di Wolfsburg (Germania) presenziata dal Cav. Rocco Artale, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione sindacale Arbeit und Leben nella Regione Bassa Sassonia e l’Ufficio Emigrazione presso la Volkswagen di Wolfsburg. Il nuovo progetto arriva a due anni dalla presentazione della personale dell’artista, “Majas Wolf- Il Lupo di Maja” presso l’Istituto italiano di cultura della città tedesca. L’inaugurazione dell’evento, sponsorizzato dall’Agenzia Consolare d’Italia di Wolfsburg, si terrà il 4 aprile alle 16 presso lo spazio espositivo del Comune di Wolfsburg (Bürgerhalle), alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Wolfsburg, Thomas Muth, che ha patrocinato l’iniziativa. “La nuova Luce dell’emigrazione”, aperta al pubblico fino al 22 aprile, è nata dall’idea progettuale e dalla collaborazione del sociologo Vittorio Di Salvatore e dalla sensibilità dell’artista che, puntando sul ruolo centrale della cultura della migrazione italiana, rielabora e riscrive artisticamente tematiche a sfondo sociale, anche in chiave autobiografica, legate al proprio vissuto di figlia di emigranti italiani in Germania. Morena Antonucci approda in Germania dopo un percorso decennale di ricerca pittorica sviluppata in Abruzzo, che l’ha vista impegnata a ridefinire quello che per lei fosse il senso dell’arte contemporanea. Il progetto artistico “La nuova Luce dell’emigrazione” va a integrare e implementare la mostra documentale/fotografica denominata “Buona fortuna”, presentata in più occasioni dall’associazione culturale Abruzzesi Wolfsburg, diventando ad essa complementare. L’artista presenta una singola opera di grandi dimensioni, per un totale di 28 mq, realizzata con la tecnica di acrilici su tela, composta da quattordici moduli (tele), lo stesso numero dei pannelli espositivi inerenti alla mostra “Buona fortuna”. Le tele verranno esposte su una struttura in legno di forma ellittica realizzata per l’occasione dalla Città dell’Auto della Volkswagen di Wolfsburg, coprendo una superficie di circa 50 mq. per un’altezza di tre metri. L’artista vuole lanciare un messaggio positivo della nuova migrazione contemporanea: Antonucci pone particolare attenzione alla “Luce” che distingue la vecchia generazione di emigrazione italiana da quella attuale. Secondo l’artista la nuova generazione, in una società pienamente informatizzata e globalizzata, è destinata a un futuro più roseo rispetto a quella passata. (NoveColonne ATG)
 
EMIGRAZIONE, SONDRIO: L’UFFICIO DEL LAVORO A FIANCO DEI MIGRANTI
 
Sondrio - Prosegue il ciclo di incontri sul tema del “migrare” promosso dall’associazione Amici della Biblioteca di Sondrio. Lunedì 22 febbraio presso la civica Pio Rajna si parlerà di “La Società Umanitaria di Milano e l’Ufficio del Lavoro e dell’Emigrazione di Tirano a fianco dei migranti 1900-1920” con Simona Schiantarelli Mazza. Il tema dell’emigrazione negli anni 1900-1922 è visto attraverso i documenti che legano l’opera della Società Umanitaria di Milano all’Ufficio del Lavoro e dell’Emigrazione di Tirano, che dell’Umanitaria è sezione staccata. È una pagina di storia che svela un “laboratorio politico e culturale”, a Milano e a Tirano, di assoluta avanguardia rispetto alla romanità delle istituzioni e rispetto al resto dell’Italia. Nell’incontro del 22 febbraio si parlerà della Società Umanitaria di Milano e dei migranti valtellinesi negli anni 1990-1922, dalle pagine de “L’Ufficio del Lavoro e dell’Emigrazione di Tirano” che ha pubblicato nel 1994 in occasione dell’Anno di Studi sull’Emigrazione valtellinese e valchiavennasca nel mondo. (NoveColonne ATG)
 
LE PUNTATE DI QUESTA SETTIMANA DI “UN GIORNO NELLA STORIA”
 
ROMA – Di seguito la programmazione di questa settimana di “Un giorno nella storia”, appuntamento di Rai Italia dedicato agli eventi della nostra memoria collettiva. Protagonista di oggi “Il caso Modi”, il ritrovamento a Livorno nel 1984 di tre sculture attribuite dagli esperti ad Amedeo Modigliani. In realtà i veri autori sono studenti universitari, ma quando la figlia dell’artista muore in circostanze misteriose lo scherzo si tinge di giallo. Mercoledì 17 febbraio una puntata dedicata invece a “Tangentopoli”, l’inchiesta di “Mani pulite” e la crisi della Prima Repubblica. È il 17 febbraio 1992 quando a Milano viene arrestato il presidente del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa, mentre riceve una tangente di 7 milioni di lire. Sembra un avvenimento come tanti altri, e invece è l’inizio di quel ciclone che in un paio d’anni spazza via un’intera classe politica. Giovedì 18 febbraio la biografia di Beppe Fenoglio, partigiano e scrittore. Nel 1949 pubblica i suoi primi racconti “Il trucco”, “Racconti della guerra civile” e “La paga del sabato”. Nel 1952 esce la sua prima raccolta “I ventitré giorni d’Alba”. Muore a Torino il 18 Febbraio 1963. Il suo romanzo più noto, “Il partigiano Johnny”, viene pubblicato postumo nel 1968. Infine, venerdì 19 febbraio, la puntata intitolata “L’infame e suo fratello”, su Patrizio Peci, il primo grande pentito delle Brigate Rosse. Le sue dichiarazioni, raccolte dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa agli inizi del 1980, saranno decisive per individuare covi e militanti, ma anche per fare luce su un decennio di terrorismo di sinistra. La risposta delle Brigate Rosse non si fece attendere, con il sequestro il 10 giugno del 1981 del fratello di Patrizio, Roberto Peci, condannato a morte per tradimento. Programmazione: su Rai Italia 1 (Americhe) – New York/Toronto da lunedì a venerdì alle ore 7.30; Buenos Aires da lunedì a venerdì alle ore 9.30; su Rai Italia 2 (Australia – Asia) – Sydney da lunedì a venerdì alle ore 9, Pechino/Perth da lunedì a venerdì alle ore 6; su Rai Italia 3 (Africa) – Johannesburg da lunedì a venerdì alle ore 9. (Inform)
 
LE PREOCCUPAZIONI DELLA CONFSAL UNSA ESTERI PER IL FUTURO DEGLI IIC
 
ROMA – La Confsal Unsa Esteri, sindacato degli impiegati italiani e stranieri del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, esprime in un comunicato la sua preoccupazione per il futuro degli Istituti Italiani di Cultura, da tempo soggetti a svariate ipotesi di riforma, ribadendo il suo impegno per la tutela del personale in essi impiegato. La sigla sindacale imputa la mancata riforma da tempo auspicata per il settore all’assenza “quasi totale di una politica culturale italiana per l’estero”, assenza testimoniata anche dai provvedimenti che negli ultimi anni si sono tradotti quasi unicamente nella chiusura di IIC, piuttosto che in termini operativi. “L’unica rimodulazione della quale si ha memoria è la chiusura tout court” di alcune sedi nel mondo – si legge nel comunicato, che teme tale tendenza venga confermata anche nel caso si proceda alla creazione di un “comparto di operatori culturali”. In particolare si teme una “semi-privatizzazione” degli IIC e che il vero obiettivo prefissato sia “la chiusura di sedi europee e l’apertura di qualche hub nel resto del mondo. Non più IIC ma uffici culturali alle dirette dipendenze delle rappresentanze diplomatiche. Ristrutturare per risparmiare e per rendere più snella la rete culturale italiana nel mondo”. Il sindacato annuncia pertanto “un’accesa lotta contro le chiusure insensate e a favore del mantenimento dei posti di lavoro dei nostri colleghi. Laddove le sedi degli Istituti non siano demaniali, chiederemo – si legge – una loro integrazione come Uffici culturali presso le rappresentanze diplomatico-consolari immediatamente vicine e laddove siano demaniali ci batteremo per il mantenimento del loro status”. (Inform)