IMMIGRATI, SONO 4 MLN GLI EXTRACOMUNITARI (NoveColonne ATG) Roma - Al 1° gennaio 2015, in base ai dati forniti dal ministero dell’Interno, sono regolarmente presenti in Italia 3.929.916 cittadini non comunitari. Tra il 2014 e il 2015 il numero di cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti è aumentato di circa 55mila unità (+1,4%). Lo rileva l’Istat nell'indagine “Cittadini non comunitari: presenza, nuovi ingressi e acquisizioni di cittadinanza”, relativa agli anni 2014-15. I paesi più rappresentati sono: Marocco (518.357), Albania (498.419), Cina (332.189), Ucraina (236.682) e Filippine (169.046). I minori stranieri rappresentano il 24% dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti. Si tratta quindi di una popolazione relativamente giovane considerando che la quota di minori italiani e non, su tutta la popolazione residente al 1 gennaio 2015 è pari al 16,6%. La quota di soggiornanti di lungo periodo continua a crescere: passa da 2.179.607 nel 2014 (il 56,3% sul totale) a 2.248.747 nel 2015 (57,2%).
 
NASCE IL LABE, IL LABORATORIO DELL' EMIGRAZIONE DEL GARGANO
 
(NoveColonne ATG) Foggia - Il Labe, il Laboratorio dell' Emigrazione del Gargano con sede a San Marco in Lamis (Foggia), è stato inaugurato il 23 ottobre presso la Biblioteca Comunale di San Marco in Lamis. A fare gli onori di casa il sindaco Angelo Cera e i presidenti del Centro Emigrazione e del Centro "J. Tusiani", Matteo Coco e Sergio D' Amaro. Il Labe Gal Gargano lavorerà con gli altri suoi omologhi pugliesi al grande progetto di costituzione di una rete regionale dei laboratori dell' emigrazione parti del circuito costituito dai Gal locali. Ogni singolo Laboratorio dell' emigrazione si farà promotore di una serie di iniziative finalizzate a recuperare il legame storico e culturale tra le comunità locali ed il fenomeno migratorio che le ha riguardate. Tutti i materiali raccolti saranno digitalizzati e confluiranno in un archivio informatizzato dell' emigrazione pugliese, un database regionale unico che sarà fruibile da tutti e consultabile in ogni parte del mondo grazie alla pubblicazione sul Portale web della Rete regionale di Laboratori dell' emigrazione.
 
IL 31 OTTOBRE AL TEATRO NAZIONALE DI PRAGA LO SPETTACOLO DI JITKA FRANTOVA “LA MIA PRIMAVERA DI PRAGA” L’EVENTO È ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON L´ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI PRAGA E CON IL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE CEZ
 
PRAGA – Sotto l´Alto Patronato del Presidente della Repubblica Ceca, Miloš Zeman e con il patrocinio dell´ambasciatore d´Italia Aldo Amati, alle ore 19 di sabato 31 ottobre si terrà, presso il teatro nazionale di Praga (via Ostrovní 1), lo spettacolo di e con Jitka Frantova dal titolo “La mia primavera di Praga”. La regia della rappresentazione teatrale è di Daniele Salvo, le scene sono di Barbara Tomada, i costumi di Mario Pisu, le musiche originali di Marco Podda, l’elaborazione delle immagini video di Giandomenico Musu. “La mia Primavera di Praga non vuole essere esclusivamente uno spettacolo politico – spiegano Jitka Frantova e Daniele Salvo – Parliamo di fatti storici, eventi reali visti dal punto di vista di un’attrice, Jitka Frantova, moglie di Jiri Pelikan, grande uomo politico ceco, protagonista della vita pubblica della Cecoslovacchia in quegli anni difficilissimi, in prima linea contro l’invasione dei carri armati russi nel 1968”. La politica si è sempre ‘intromessa’ nella vita di Jitka, le ha fatto vivere situazioni inaspettate, non cercate, ha cambiato il corso della sua esistenza. Dai suoi ricordi affiora un’epoca lontana che non dovrebbe essere dimenticata. In quel tempo di eventi incredibili, l’eterno e sempre attuale bisogno di libertà dell’uomo venne più che mai alla luce. Jiri Pelikan attraversò quegli anni combattendo in prima linea con le armi del rigore intellettuale e della volontà; voleva che i giovani imparassero a non commettere gli stessi errori che aveva commesso, in buona fede, la sua generazione. Questa è la storia di due testimoni di quel tempo, due vite che incrociarono i loro destini in anni difficilissimi, tra mille difficoltà. Lo spettacolo è realizzato con la collaborazione dell´Istituto Italiano di Cultura di Praga e con il contributo della Fondazione CEZ. (Inform)
 
PRESENTATO AD ASTANA L’ANNO DELLA CULTURA ITALIANA IN KAZAKISTAN SCAMBIO DI MOSTRE STORICHE E ARTISTICHE, INSIEME A PROGETTI DI RICERCA ARCHIVISTICA
 
ASTANA – Un documentario su Marco Polo, la produzione congiunta di un’opera lirica kazaka, lo scambio di mostre storiche e artistiche, insieme a progetti di ricerca archivistica: sono solo alcune delle iniziative che vedranno la luce nell’Anno della cultura italiana in Kazakistan. A presentarlo, è stato l’ambasciatore italiano ad Astana, Stefano Ravagnan, con il ministro della Cultura e dello Sport kazako, Arystanbek Mukhamediuly, e il rettore dell’Università nazionale delle Arti kazaka, Aiman Musakhodzhaeva. Si tratta, ha spiegato Ravagnan, di un’occasione per compiere un salto di qualità, arricchendo i rapporti, già ottimi, tra Italia e Kazakistan, in altri settori oltre a quelli politico ed economico. “Quello culturale è sicuramente una priorità, già molto si è fatto ma il potenziale è sicuramente più ampio”, ha spiegato il diplomatico, indicando anche “la collaborazione tra i due sistemi universitari” come un settore sul quale si sta lavorando molto. L’obiettivo della manifestazione, che si estenderà fino a ottobre 2016, è “allargare l’offerta culturale ad altri settori come musica classica e lirica, jazz, musica pop, danza moderna e cinema, coinvolgere gli artisti kazaki per favorire un processo di scambio”, mettere in campo “altre città oltre ad Astana e Almaty”, come per esempio Karaganda e Pavlodar, dove si terranno concerti di trombone in collaborazione con le orchestre locali. Inoltre, si punta a “promuovere iniziative utili allo sviluppo di competenze professionali locali, coinvolgere regioni ed enti locali e sviluppare collaborazioni stabili tra le istituzioni culturali dei due Paesi”. Tra le iniziative in programma, la realizzazione di un documentario sul viaggiatore veneziano Marco Polo, “un progetto molto importante”, come ha commentato il ministro kazako, ricordando le grandi opere del mercante veneziano, che ha scritto della “nostra terra e delle nostre tradizioni, descrivendole positivamente rispetto ad altri Paesi”. (Inform)