Poteva accadere anche questo in quel tempo che, con tanto superficiale che impropria definizione, è stato liquidato come l’età dei “secoli bui”. La vicenda che raccontiamo riguarda un fanciullo di nome Teofilatto, appartenente a una nobile stirpe, i conti di Tuscolo che, allora, spadroneggiavano a Roma
Pasquale Hamel (foto accanto) - La lotta fra le famiglie romane e le mire egemoniche dei francesi portarono, il 5 giugno 1305, alla infausta decisione di eleggere un papa, sponsorizzato dal cardinale Napoleone Orsini, come Bertrand de Got, già arcivescovo di Bordeaux, che prese il nome di Clemente V.
La lingua perduta:
“… Hor di questo nuovo papa universalmente se ne dice molto male; che egli è vitioso, superbo, rotto et di sua testa” – dove per “rotto” sta per sodomita -, così scrive Girolamo Muzio a don Ferrante Gonzaga a proposito dell’elezione di Giovanni Maria Cecchi,
di Pasquale Hamel - “… Hor di questo nuovo papa universalmente se ne dice molto male; che egli è vitioso, superbo, rotto et di sua testa” – dove per “rotto” sta per sodomita -, così scrive Girolamo Muzio a don Ferrante Gonzaga a proposito dell’elezione di Giovanni Maria Cecchi,
Nasce oggi “I CONTI con la storia. Appunti sulla Sicilia preunitaria“, nuova rubrica settimanale su ilSicilia.it curata da Pasquale Hamel, noto storico, scrittore e direttore del Museo del Risorgimento Vittorio Emanuele Orlando di Palermo. Di seguito il primo contributo.
Nel 1328, Federico III aveva messo insieme una consistente flotta di cinquanta galere e un consistente corpo di spedizione per unirsi alle forze imperiali e assestare agli angioini di Roberto d’Angiò quel colpo decisivo che avrebbe messo fine alla lunga lotta iniziata con la rivolta del Vespro.
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