CARNEVALE DI PALAZZOLO “Il Carnevale di Palazzolo si svolgerà regolarmente dal 4 al 9 febbraio 2016, come previsto dal regolamento del Carnevale 2016 pubblicato da questa Amministrazione nel mese di ottobre 2015”. Arriva la smentita, da parte dell’Amministrazione comunale, alle voci che in questi giorni annunciavano la fine dell’importante tradizione del Carnevale palazzolese, fra i più antichi carnevali di Sicilia. “Già nel mese di ottobre – ha dichiarato il Sindaco di Palazzolo, Carlo Scibetta – abbiamo provveduto alla pubblicazione del bando di concorso a premi per carri allegorici e gruppi in maschera e del relativo regolamento, al fine di organizzare e definire per tempo la partecipazione al Carnevale”. Il bando pubblicato prevede premi per quattro carri allegorici per un importo pari a 40 mila euro e premi per le maschere e i carri in miniatura per un importo pari a 11 mila euro. Un impegno economico di tutto rispetto, se si tiene conto delle difficoltà economiche dell’Ente, dovute principalmente ai tagli dei trasferimenti regionali e statali. Le voci che si sono diffuse in questi giorni lamentano principalmente il mancato pagamento, da parte dell’Amministrazione comunale, dei premi della scorsa manifestazione, Carnevale 2015, a causa dei ricorrenti problemi di liquidità di cassa del Comune. “Comprendo pienamente le loro ragioni - ha continuato Scibetta – e per questo non mi sento di replicare o polemizzare con nessuno anzi, rinnovo il mio impegno a pagare i partecipanti alla scorsa edizione entro il corrente mese, se non del tutto, quantomeno al 50 per cento. Ciò nonostante – ha aggiunto Scibetta - posso affermare e confermare che la manifestazione ci sarà anche quest’anno, e non sarà da meno rispetto ai precedenti anni e rispetto a quanto si organizzerà nel resto della Sicilia. Se da una parte infatti saremo costretti a confrontarci con una riduzione del numero di carri allegorici partecipanti alla sfilata, dall’altra possiamo ancora contare su un numero di gruppi in maschera consistenti e numerosi, su un’animazione di Piazza di altissimo livello e su uno scenario unico che solo la Città di Palazzolo Acreide e la sua gente possono offrire. Tutti elementi preziosi per costruire una manifestazione sana, sicura e divertente, degna della nostra tradizione e del nostro nome. E’ chiaro – ha concluso il Sindaco - che alla base della riuscita di una manifestazione, in particolare modo del Carnevale, vi è la collaborazione tra l’amministrazione e gli operatori economici della comunità e per tale motivo, nei prossimi giorni, saranno organizzati degli oppositi incontri anche nei locali degli operatori che daranno la disponibilità (fonte: ragusaoggi Redazione Palazzolo A)
DARIO CARTABELLOTTA INCONTRA I SINDACI DEI COMUNI IBLEI
Uno dei suoi primi atti come riconfermato commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, oltre quello di disporre in via straordinaria la riattivazione dei servizi per gli studenti disabili, Dario Cartabellotta ha voluto incontrare i sindaci dei comuni iblei per definire priorità di interventri comuni e soprattutto programmare un’attività sinergica in vista della costituzione del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Nel suo intervento Cartabellotta ha proposto ai sindaci una sorta di ‘road map’ su alcuni temi di interesse generale come l’accelerazione di spesa sui fondi ex Insicem, il problema dei rifiuti, la nuova programmazione europea e la condivisione di alcune scelte nella fuoriuscita o meno di alcune società partecipate come la Sosvi, la Film Commission Ragusa e il Consorzio Autostrade Siciliane “Diamoci un metodo di lavoro da qui al 30 giugno – ha detto Cartabellotta ai sindaci intervenuti – per ‘aggredire’ alcune problematiche e soprattutto fare azioni nella logica già del Libero Consorzio Comunale. Nonostante il mio impegno iniziale sui fondi ex Insicem con la scelta dell’incentivazione per le rotte dell’aeroporto di Comiso, si segna il passo sulla realizzazione di alcune opere assegnate ai Comuni e qui c’è bisogno di una forte intesa per addivenire a nuove soluzioni col finanziamento di nuovi progetti”. Il sindaco di Modica Ignazio Abbate ha proposto di privilegiare i progetti cantierabili rispetto a quelli previsti nell’accordo di programma del 2006 qualora gli enti che li hanno in carico accusano ritardo nella progettazione. Il vice sindaco di Comiso Gaetano Gaglio ha proposto che sulla nuova programmazione europea si individuino interventi di priorità per tutto il territorio presentando progetti condivisi per evitare la frammentazione e il rischio di non vederli finanziati. Ha posto poi con forza il problema del randagismo che sta diventando un’emergenza per diversi comuni e quindi di trovare una soluzione condivisa e unitaria per tutti. Sulle società partecipate Cartabellotta dopo aver ascoltato i sindaci e il loro impegno ha deciso di mantenere la partecipazione alla Sosvi e alla Film Commission Ragusa. (fonte: ragusaoggi - Gianni Molè)
MICHELE LIMOSANI: "CHI PUÒ CURARE MESSINA, CITTÀ MALATA? SERVE UNA TERAPIA D'URTO, UN'IMPRESA COLLETTIVA"
Tempostretto da oggi apre uno spazio a quanti vogliono contribuire alla crescita della città. C’è sete di partecipazione, di confronto, c’è voglia d’incontrarsi nel difficile percorso della condivisione. Vogliamo parlare di Messina e vogliamo che quanti hanno a vario titolo ruoli di responsabilità, che amano Messina come noi, che vogliono usare quei verbi al futuro che troppi ci vogliono togliere, lo facciano. Lo chiameremo
il DIBATITTO DEL LUNEDI’, lanciando ogni lunedì un tema, attraverso la “provocazione” (nel senso migliore e costruttivo del termine) di personalità che vorranno dare il loro contributo. Vogliamo costruire, non demolire, vogliamo includere, non mettere confini, vogliamo che si parli, si ascolti. Nel corso della settimana lo spazio sarà a disposizione delle risposte, dei commenti, delle riflessioni. E’ il tempo del dibattito, e lo faremo in “rete” in tutti i sensi, pubblicando in rete gli interventi e facendo rete tra quanti credono che Messina sarà diversa, sarà migliore, sarà il luogo dove intere generazioni resteranno e metteranno radici, sarà una terra dove se l’erba del vicino è più verde l’intero condominio ne sarà lieto e metterà il concime. Noi ci crediamo. Affidiamo il primo Dibattito del lunedì al pro Rettore Michele Limosani che pone un interrogativo di grande interesse: CHI PUÒ CURARE LA CITTÀ? Le notizie riportate dai quotidiani economici ed una lettura attenta della cronaca cittadina di queste ultime settimane ci consegnano un “quadro clinico” della città preoccupante; la città di Messina, città intesa come comunità di cittadini, sembra essere una città malata. La città appare incapace di generare opportunità di lavoro su larga scala e di creare condizioni in grado di migliorare la qualità della vita e delle relazioni sociali. I sintomi di questa malattia sono evidenti; dal punto di vista economico mi limito a segnalare i recenti dati sulla qualità della vita apparsi sul Sole 24 ore e le statistiche annuali sul mercato sul lavoro, sulla disoccupazione, in particolare quella giovanile, e sulla chiusura delle attività commerciali. Oltre a registrare un crescente divario tra le famiglie con reddito sempre più vicino alla soglia di sopravvivenza e quelle che godono di redditi simili a quelli delle regioni europee più ricche (circa il 5% del totale), il valore del patrimonio immobiliare cittadino si è ridotto di circa il 30%. Siamo tutti diventati più poveri. Il quadro si complica ulteriormente se alla crisi economica si accompagna un’endemica crisi morale e civile. Non può passare inosservato il crescente conflitto politico e sociale tra gruppi organizzati così come, solo per citare alcuni tratti distintivi del dato antropologico, una generale indifferenza e noncuranza per tutto ciò che non riguarda il proprio benessere, i propri interessi, i propri beni, gli amici e le reti di relazione. Con rassegnazione ormai assistiamo impassibili alla proliferazione delle argomentazioni “ad hominem”, ossia agli attacchi fallaci in cui viene sistematicamente aggredita la persona che asserisce o difende le proprie tesi, piuttosto che guardare al contenuto delle ragioni esposte. Si registra, con amarezza, un’incapacità diffusa di riconoscere anche i meriti altrui. Una città malata, dunque, incapace di rappresentare il luogo primario di identificazione e di auto riconoscimento dell’individuo in quanto cittadino. Certo a tutti i livelli – individuale e istituzionale, pubblico e privato, anche se a scala diversa, è possibile individuare esempi virtuosi e di buone prassi. Essi non sembrano, tuttavia, sufficienti a curare il malato e a generare anticorpi in grado di proteggere l’organismo. Che fare dunque? Forse quello che farebbe un paziente che si scopre malato; rivolgersi al medico. E ciò per il semplice motivo che solo il medico possiede le competenze necessarie per comprendere le possibili cause della patologia e proporre le necessarie terapie. Fuor di metafora, la vera questione è: chi può curare la citta? La risposta non è facile; una cosa però è possibile dire. Visto lo stato avanzato e diffuso della malattia bisognerà pensare a terapie d’urto, anche invasive, in grado di coinvolgere la comunità in tutte le sue componenti; una sorta di impresa collettiva. Una terapia che né le precedenti esperienze di governo, né, per la verità, quella attuale sono state capaci di proporre. Al di là delle possibili soluzioni che si vorranno pensare per il futuro governo della città e dell’auspicio di un coinvolgimento crescente di cittadini che per moralità, competenze e conoscenza possono dare un contributo alla rinascita della comunità, diventa indispensabile avviare da subito un grande progetto educativo. Si cominci dunque dalle scuole dell’infanzia, per continuare nelle aule universitarie, per poi estendere il progetto a tutte le componenti della città. L’obiettivo è quello di modificare la struttura antropologica del tipico cittadino messinese, che se rimanesse tale, vanificherebbe qualsiasi tentativo di buon governo della città. (da tempo stretto - Michele Limosani)
AEROPORTI, CATANIA E COMISO: 7,5 MILIONI PASSEGGERI NEL 2015
Sono stati 7.478.450 i passeggeri transitati nel 2015 dal sistema aeroportuale della Sicilia orientale costituito dagli scali di Catania e Comiso. Lo rendono noto le due società di gestione sottolineando "la forte crescita di passeggeri internazionali che a Fontanarorssa fatto registrare un significativo +14,6%". Nel 2015 lo scalo di Catania ha confermato il superamento della soglia dei 7 milioni di passeggeri, con un totale assoluto pari a 7.105.487. Tuttavia, dopo la crescita del 2014 (+14,3%), ha fatto registrare una lieve flessione (-2,7%) che si concentra tutta nel traffico nazionale. Il calo, secondo la Sac, e' da collegare: alla ridotta operatività (60%) dello scalo romano di Fiumicino, dai primi di maggio a fine luglio, che ha provocato una notevole riduzione dei voli sulla trafficatissima tratta Catania-Roma; l'interruzione dell'operatività di AirOne in conseguenza delle scelte operate con il nuovo piano industriale di Alitalia; il forte ridimensionamento, sul piano nazionale, delle attività di Meridiana. Nella fine del 2015 la crescita è ripresa e nel periodo natalizio l'aeroporto di Catania ha registrato un aumento del 15,9% nei movimenti e del 9,9% nei passeggeri (356.127 in termini assoluti) rispetto all'analogo periodo del 2014. Senza le cancellazioni per la cenere lavica, durante il ponte dell'Immacolata, forse si sarebbe evitata la lieve flessione. Per quanto riguarda l'aeroporto di Comiso, il numero complessivo dei passeggeri transitati dallo scalo nell'anno 2015 e' di 372.963. L'incremento, rispetto al 2014, è del 13,6%. Dall'1 dicembre 2015 al 6 Gennaio 2016 sono transitati dal "Pio La Torre" circa 50.300 passeggeri: un +39,6% rispetto allo stesso periodo delle festivita' 2014. Prosegue quindi la crescita dello scalo di Comiso, che operare in sinergia con quello di Catania, come evidenziato anche dalla gestione della recente ultima crisi eruttiva dell'Etna. (fonte: cataniatoday)


