Non è certo la prima volta, che gli studenti lamentano la carenza di trasporti adeguati al numero di ragazzi che ogni mattina si spostano

 su Caltanissetta per frequentare le scuole superiori. Il humrro di autobus messi a disposizione dalla società dei trasporti SAIS, spesso risulta insufficienti e potrebbe accadere che alcuni ragazzi restino a piedi, perché gli autisti npn permettono, giustamente, che vi siano passeggeri in piedi. Alle lamentele degli studenti, ora si assommano quelle di parecchia gente che ogni mattina si sposta in città, per andare a lavorare. Una scelta, quella di pigliare l’autobus, che è cresciuta parallelamente all’aumento dei carburanti, ma il servizio offerto, non incentiva certo questa scelta. Ogni mattina. A detta degli utenti, è una guerra riuscire a prendere il pullman. Non parliamo poi dei ritorni, che sono previsti nella fascia oraria che va dalle 12,00 alle 14,00. Dopo di che, non solo non ci sono più autobus diretti per Serradifalco, ma non viene consentito di pigliare nemmeno quelli che raggiungono altre località, pur passando da Serradifalco. Una situazione davvero scomoda per tanta gente che ogni mattina si muove per studio o per lavoro o per altre esigenze che portano ad andare in città. Pensiamo che l’Amministrqazione comunale debba fare sentire la sua voce nei confronti della SAIS, non basta dire, come fa il vice sindaco, stipuliamo tanti abbonamenti quanti sono gli studenti. Questi, salvo alcune eccezioni, sono già abbonati con il contributo del comune. Allora un’altra deve essere la strada. Potrebbe forse sortire un risultato migliore, se il comune convocasse l’azienda. La mettesse davanti ai fatti incontrovertibili, che documentano il numero degli abbonamenti fissi, comparandolo con il numero di autobus che partono la mattina e calcolando un minimo di passeggeri non abbonati. Con queste cifre, chiedere alla SAIS di garantire il numero di posti di cui riscuote un corrispettivo. Posti su pullman degni di questo nome, non autobus di città adattati a trasporto studenti, che danno l’impressione di non essere in Sicilia, ma in tutt’altro luogo. (S.A.)