PERMESSO DI SOGGIORNO: DA OGGI SCATTA L’OBBLIGO DI PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DA 80 A 200 EURO. Il nuovo contributo deve essere versato sul cc postale 67422402 in unica soluzione insieme all’importo per il permesso di soggiorno elettronico. Poste italiane non accetterà i kit sprovvisti del versamento ed il procedimento di rilascio o rinnovo sarà sospeso nel caso di importo inferiore. Svanita, almeno per il momento, l’ipotesi di una revisione del decreto che ha imposto il contributo sulle pratiche di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, a partire da oggi, 30 gennaio, i cittadini stranieri dovranno aggiungere il nuovo balzello (80,00/100,00/200,00 a seconda della tipologia della richiesta) al contributo già esistente di € 27,50, versando la somma in unica soluzione sul cc postale 67422402. Chi e quanto dovrà pagare: a) € 107,50 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno; b) € 127,50 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni; c) € 227,50 per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo e per i richiedenti il permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 27, comma 1, lett. a) del testo unico e cioè i dirigenti ed il personale altamente specializzato delle multinazionali. Sono esclusi dal pagamento del nuovo contributo i minori di 18 anni; i cittadini stranieri che entrano nel territorio nazionale per ricevere cure mediche, nonché i loro accompagnatori; i cittadini stranieri richiedenti il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari; i cittadini stranieri richiedenti l’aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validità . Le questure, come ha precisato il Ministero dell’interno con circolare della scorsa settimana, dovranno verificare la correttezza dell’importo versato e, qualora sia inferiore, dovranno sospendere la trattazione della pratica ed informare lo straniero circa le modalità da seguire per il versamento e l’importo della somma ancora dovuta. Se l’importo versato sarà superiore, il sistema informatico Stranieri web predisporrà una nota per informare l’interessato che potrà chiedere il rimborso per la parte eccedente. Per Poste italiane, l’Ufficio comunicazione ha confermato alla redazione di ImmigrazioneOggi che non saranno accettati i kit sprovvisti del bollettino comprensivo di entrambi i contributi. (R.M.)
TASSA SUI PERMESSI DI SOGGIORNO: AL GOVERNO DEI CURRICULA MANCA IL CORAGGIO DI SOSPENDERLA. DA OGGI IL BALZELLO COLPIRÀ TUTTI GLI IMMIGRATI CHE RICHIEDONO O RINNOVANO IL PERMESSO.
Pressioni del Pdl fanno fare marcia indietro ai ministri tecnici. Si studia una misura “di riordino†per l’intera materia dei permessi di soggiorno. Una misura ideologica e che penalizza le famiglie ed i lavoratori immigrati. Tutto è stato detto sulla “tassa di soggiornoâ€, ma se dubbi rimanevano sul carattere punitivo e dall’intenzione discriminante del provvedimento sono stati suffragati da quanto emerso nel corso del Consiglio dei ministri di venerdì scorso. Sembrava cosa fatta una sospensione della misura dopo i ripetuti annunci dei ministri competenti – Riccardi e Cancellieri su tutti – che contavano di inserire un decreto di sospensiva all’interno del più vasto pacchetto “semplifica Italiaâ€, ma nel corso del Consiglio qualcosa è andato storto. Fonti ministeriali parlano di una pressione del Pdl per il mantenimento del provvedimento varato da Tremonti e Maroni a scapito di un’approvazione delle altre misure in tempi brevi e possibili “agguati†parlamentari. Il Governo ha così ripiegato per una “modifica legislativa†più allargata da fare in futuro che, “in tempi breviâ€, riordinerà l’intera materia dei permessi di soggiorno. Con l’augurio, da parte nostra, che al Governo tecnico dai curricula altisonanti non manchi il coraggio di apportare provvedimenti a favore dei più deboli, anche se non italiani. A partire da oggi, quindi, scatta l’obolo a carico dello straniero che va dagli 80 euro per il rilascio ed il rinnovo del permesso di durata compresa tra tre mesi ad un anno ai 200 euro per quello di lungo periodo. Bisogna poi aggiungere 27,50 euro per le spese del documento elettronico. La metà del contributo, prevede il decreto, andrà ad un Fondo rimpatri finalizzato a finanziare le spese di rimpatrio degli stranieri irregolari verso i Paesi di origine. La restante quota è assegnata ad altri capitoli di spesa del Ministero dell’interno. (Al. Col.)
ISTAT: SONO 4,8 MILIONI I RESIDENTI STRANIERI, L’8 PER CENTO DELLA POPOLAZIONE.
Quasi 300mila stranieri in più nel corso del 2011, un terzo perché nati in Italia. La popolazione totale stimata a fine 2011 è pari a 60 milioni 851 mila unita, i residenti stranieri sono 4 milioni 859 mila e rappresentano 8 per cento della popolazione. È la stima dell’Istat che ha presentato gli indicatori demografici del 2011. Per gli stranieri si parla di un aumento di circa 289 mila unità . Nel corso del 2011 quindi, la popolazione di cittadinanza italiana scende sotto i 56 milioni, con una perdita netta di 65 mila unità . L’età media dei residenti è di 43,7 anni. Il 14% della popolazione ha 0-14 anni di età , il 65,3% ha 15-64 anni, il 20,6% ha 65 anni e più. I cittadini italiani hanno un’età media di 44,7 anni; gli stranieri di 32,2 anni. Di questi ultimi, 4 milioni 124 mila sono nati all’estero (il 6,8% della popolazione totale), 736 mila sono nati in Italia da cittadini stranieri. Per quanto riguarda il saldo migratorio con l’estero, “la maggioranza dei flussi in ingresso nel Paese (93%) – spiega l’istituto di ricerca – è rappresentata da cittadini stranieri. Le iscrizioni dall’estero d’individui di nazionalità estera risultano, infatti, pari a 376 mila (-11,5% rispetto al 2010), mentre i rientri in patria degli italiani sono 30 mila (-11,6%). Per quanto riguarda le cancellazioni, si stimano 33 mila cancellati stranieri (+1%), a fronte di 50 mila cancellati di cittadinanza italiana (+9,3%)â€. Ne deriva, pertanto, che “il saldo migratorio netto con l’estero è pari a 323 mila nuovi soggettiâ€. Per il quinto anno consecutivo si è inoltre registrata natalità zero. “Sono 556 mila – rende noto l’istituto di ricerca – i bambini nati nel 2011, 6 mila in meno rispetto al 2010â€, mentre i morti lo scorso anno sono stati “592 mila, 4 mila unità in più dell’anno precedenteâ€. Il risultato è che, “per il quinto anno consecutivoâ€, la popolazione diminuisce, con 36 mila unità in meno per il 2011. Con un tasso di natalità che scende dal 9,3 per mille (2010) al 9,1 per mille (2012), il numero medio di figli per donna è pari a 1,42. “L’82% delle nascite – precisa l’Istat – proviene da donne italianeâ€, mentre “il restante 18% da straniereâ€, la cui età media al parto è di 28 anni, contro i 32,1 anni delle italiane. (Red.)
LA FATICA ALTRUI LA NOSTRA CARTA FONDAMENTALE INTENDE ESCLUDERE CHE L'ITALIA "POSSA FONDARSI SUL PRIVILEGIO, SULLA NOBILTÀ EREDITARIA, SULLA FATICA ALTRUI".Â
Oggi nel nostro Paese c'è un pezzo di classe lavoratrice in status di privazione dai diritti sindacali, sociali e di cittadinanza. E c'è un pezzo di classe dirigente attratta dalla tentazione di mistificare i problemi sociali, sindacali e civili in conflitti di civiltà . Per storia e cultura politica L'Avvenire dei lavoratori è fermamente contrario a ogni mistificazione della condizione migrante. Perciò, fatte salve le considerazioni di merito e di metodo che si possono svolgere nella complessa materia, ribadiamo qui due posizioni che per noi rivestono carattere fondamentale: 1) A tutti i lavoratori, e quindi anche agli immigrati, devono essere garantiti i diritti sociali e sindacali – "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". 2) A tutti i loro figli nati sul territorio della Repubblica va offerta (al più tardi con il raggiungimento della maggiore età ) la cittadinanza italiana. Questo principio, per cui chi nasce da grembo di donna ha perciò stesso il diritto di essere nato dentro la nazione in cui di fatto è nato, possiede un grado di evidenza talmente elevato da somigliare a una tautologia e viene rubricato alla voce ius soli. L'alternativa allo ius soli sfocia in modo diretto o indiretto nel "diritto di sangue" (ius sanguinis) in base al quale i figli dello "straniero" dovrebbero rimanere invece "stranieri" e così i figli dei loro figli. Ora, in linea di fatto, lo ius sanguinis è foriero di alti guai in quanto nessuna coesione sociale appare possibile nella "casa degli schiavi". Ed è proprio nella "casa degli schiavi" che si finisce una volta che ci sia accomodati sul piano inclinato sul quale i figli dello "straniero", privo dei diritti di cittadinanza, vengano privati anch'essi e stabilmente dei diritti di cittadinanza, cioè discriminati. Non c'è pace senza giustizia. Non c'è giustizia senza libertà . Non c'è libertà nella discriminazione. Lo ius sanguinis contrasta con l'ubi consistam della Repubblica Italiana in quanto fondata sul lavoro (Art. 1). Ponendo il lavoro a fondamento dello Stato i padri costituenti intendevano escludere che l'Italia "possa fondarsi sul privilegio, sulla nobiltà ereditaria, sulla fatica altrui" (A.C. p. 2369). (fonte: ADL Ermano)
TERZO POLO: D’ALIA (UDC), “NON SI PUO’ ESSERE RIFORMATORI IN ITALIA E GATTOPARDI IN SICILIA"
CATANIA - Dal congresso provinciale e cittadino di Catania, il coordinatore regionale detta ‘la ricetta’ per politica ed alleanze. Risanamento economico e riforme strutturali, le parole d'ordine. Nel corso dell'assise eletti i quadri dirigenti provinciali e comunali etnei e commissari in provincia in vista delle amministrative. Nicotra nominato vice coordinatore regionale dei partito. “Il Terzo polo e’ un progetto politico che deve ridare significato proprio alla politica, svuotata da 17 anni di bipolarismo, dove l’unico contenuto e’ consistito nelle alleanze e non nel metodo, tantomeno nei programmi e nelle idee per risanare il Paese. Paese che a causa di cio’ ha rischiato il default, come lo rischia paurosamente la Siciliaâ€. Lo dice, da Catania, Gianpiero D’Alia, presidente dei senatori dell’Udc e coordinatore regionale, nel suo intervento al congresso provinciale e cittadino del partito. “Non si può sostenere il piano di riforme – anche dure – di Monti a livello nazionale e poi nella regione continuare a sprecareâ€, continua il parlamentare centrista. “I siciliani pagano le tasse piu’ alte ed il 30% di queste, finanziano il fallimentare sistema sanitario. Non si puo’, insomma, stare sull’altalena, tra l’esser riformisti oltre lo Stretto di Messina e gattopardi sull’Isolaâ€. D’Alia osserva: “La giunta regionale ha aumentato l’addizionale Irpef di 140 milioni di euro e, di contro, continua a mantenere nelle voci di bilancio la famigerata tabella H che spreca 250 milioni di euro per elargire (anche) ad espressioni che hanno una contiguita’ politica con chi sta alla Regione e all’Ars. Per ragioni come queste l’Udc è uscita dal governo regionale e, poiche’ riformatore e’ l’impegno de Terzo polo in Italia, lo sara’ anche in Sicilia. Dunque dialogo aperto con tutti, Fli e Api compresi, ma dialogo che passa per due punti essenziali: risanamento economico e riforme strutturaliâ€. “Le alleanze – spiega D’Alia - si valuteranno con quei soggetti e quelle forze che sul piatto metteranno idee, programmi, contenuti politici e soluzioni economiche per salvare la Sicilia, così il comune di Palermo. Una ‘ricetta’ che vale anche per tutti gli altri centri chiamati al votoâ€.
IL GIORNO DELLA MEMORIA È UN APPUNTAMENTO CON LA NOSTRA CULTURA
Ogni anno, nell’anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, che celebriamo il 27 gennaio come il Giorno della Memoria, ci riproponiamo di rileggere il significato della Shoah, approfondendola e comunicandola ai più giovani, affinché esso sia reso attuale e ciascuno sappia leggere nelle tracce della storia i segni del male che spesso vi fanno capolino" . Lo ha dichiarato Franco Narducci, deputato del Pd eletto in Europa. "Il Giorno della Memoria allora vuole essere un appuntamento della nostra cultura - ha precisato Narducci - e deve essere viva nella coscienza collettiva del nostro Paese e dell’intera Europa, oltre ogni negazionismo e relativismo storico che tenta di cancellare o minimizzare la portata della Shoah che, invece, è parte fondamentale della nostra vicenda umana. Nella celebrazione del Giorno della Memoria incontriamo la nostra storia per riscoprire l’identità di un’Europa libera, democratica e solidale che sembra oggi attraversare mari tempestosi". "Dunque - ha concluso Narducci - celebriamo il Giorno della Memoria convinti della sua insostituibile importanza nella coscienza collettiva per alimentare in ciascuno di noi la consapevolezza dei valori che distinguono l’identità del nostro Paese, sia sul piano culturale che sociopolitico, contribuendo così ad allontanare ogni tentativo di sopraffazione e di negazione della dignità dell’essere umano". (Franco Narducci)
CONVOCATA L’ASSEMBLEA DEL COMITES DI HANNOVER. I PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO
HANNOVER – Il presidente Giuseppe Scigliano ha convocato per sabato 4 febbraio, dalle ore 10 alle ore 14, l’assemblea del Comites di Hannover All’ordine del giorno: l’approvazione del verbale del 18 giugno 2011; l’approvazione del bilancio consuntivo Comites 2011, cap. 3106 ; l’approvazione del bilancio consuntivo Comites 2011, cap. 3103; la situazione finanziaria; l’analisi dell’attività del Comites nel 2011; la programmazione 2012; la situazione scolastica in Bassa Sassonia; la dismissione delle attrezzature deteriorate. (Inform)


