AGRIGENTO 08 MAGGIO 2009
MAFIA: SEQUESTRATI BENI A "POSTINI" BOSS AGRIGENTINO LATITANTE
(AGI) - Beni mobili, immobili ed aziende per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza, che ha eseguito due distinti provvedimenti emessi dalla Prima sezione penale del Tribunale di Agrigento. La misura cautelare riguarda il patrimonio riconducibile ai componenti di una famiglia di spicco e fiancheggiatori di Cosa Nostra operanti sul territorio di Realmonte e Porto Empedocle. Destinatari dei provvedimenti ablativi Calogero Iacono e il padre Giuseppe, ufficialmente pastori, cosiddetti "Pacchiani" e alcuni loro congiunti, per un totale di 10 persone. Nel corso dell'operazione, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro dodici appezzamenti di terreno, quattro fabbricati e tre aziende agricole e di allevamento di ovi-caprini, con rispettivi locali aziendali, attrezzature, stalle, ed oltre 300 capi di bestiame. I due Iacono, gia' arrestati nell'ottobre del 2007 nell'ambito dell'operazione "Marna", e tuttora detenuti, sono considerati i "postini" del boss agrigentino latitante Gerlandino Messina: i due avrebbero smistato i "pizzini" che Messina scambiava con diversi affiliati del suo clan. A indicarli come fiancheggiatori del ricercato, due ex boss oggi pentiti, Maurizio Di Gati e Luigi Cutrone. Padre e figlio, secondo gli inquirenti, hanno inoltre custodito numerose armi da guerra, fra cui Kalashnikov, Uzi, Magnum 357 e calibro 38 con relativo munizionamento
AGRIGENTO: PRESIDENTE ATO PRONTO A DIMETTERSI, NETTURBINI IN SCIOPERO
(ASCA-AGRIGENTONOTIZIE) - E' sempre piu' pesante la situazione della gestione della raccolta dei rifiuti in provincia di Agrigento, dove i dipendenti dell'Ato Gesa 2 sono in sciopero perche' non hanno ricevuto diversi stipendi. Il presidente dell'Ato Gaetano Mancuso sarebbe pronto a dimettersi perche' ritiene che la causa dei disagi sono tutti da ricercare nell'ostruzionismo in alcune aree della maggioranza politica agrigentina che ostacolerebbe il percorso per superare la crisi dell'azienda di raccolta dei rifiuti. Il problema della crisi economica sembra anche legato al probabile imminente scioglimento di alcuni Ato, ed e' per questo che le ditte che si occupano della raccolta dei rifiuti preoccupate di non poter recuperare piu' le somme a loro dovute per il servizio svolto, stanno creando questa situazione di disagio. La notte scorsa, intanto, ignoti hanno incendiato 11 cassonnetti dell'immondizia tra Agrigento, Favara e Porto Empedocle.
 PARCO ARCHEOLOGICO, APPREZZAMENTI E DISSENSI
Il deputato regionale, Giacomo Di Benedetto, ha espresso il suo apprezzamento per la scelta di affidare in gestione ad un unico soggetto i terreni agricoli ricadenti all'interno dell'area archeologica della valle dei templi, oggi gestiti dall'ente Parco con difficoltà per via delle limitate risorse umane ed economiche a disposizione. "Con la formula della concessione - ha dichiarato il parlamentare del Pd - si realizzerebbe, oltre che un rilevante risparmio economico per l'ente Parco, la salvaguardia del territorio, l'utilizzazione economica di una importante risorsa e la fruizione e il godimento sociale del territorio. Ciò premesso, però, ci sono un paio di elementi contenuti nell'avviso pubblico - ha precisato l'onorevole Di Benedetto nell'interrogazione predisposta, insieme al deputato Lupo ed indirizzata all'assessore regionale ai Beni culturali - che vanno presi in considerazione e adeguatamente approfonditi. Il primo riguarda la verifica della legittimità della procedura seguita e della conformità dei mezzi di pubblicità adottati alle norme vigenti. Ovviamente a garanzia e a tutela della trasparenza amministrativa. Qualora la procedura in questione, tra l'altro oggetto di un atto ispettivo presso il Senato della Repubblica, fosse corretta - ha aggiunto Di Benedetto - l'assessore regionale ai Beni culturali, ed ecco arrivati al secondo elemento, deve farsi carico di intervenire presso l'ente Parco affinché la procedura in atto si possa concludere, tranne che per oggettive ragioni ostative, con l'affidamento dei terreni. Questa mia preoccupazione è dettata dal fatto che, facendo riferimento al testo pubblicato, sia l'avviso pubblico che la ricezione della manifestazione di interesse da parte dei soggetti non vincolano in alcun modo l'ente Parco alla concessione delle aree. Ed ancora, si legge nel testo pubblicato, l'ente Parco si riserva la facoltà di concludere il procedimento anche con una dichiarazione di non adesione a nessuna della manifestazioni di interesse presentate. E' evidente che questi passaggi - ha concluso l'onorevole Di Benedetto - rischiano di vanificare l'apprezzabile iniziativa, essendo affidata all'esclusiva discrezionalità dell'ente Parco la decisione circa l'eventuale affidamento dei terreni demaniali".


