Ha sortito gli effetti sperati questa mattina la protesta del sindaco Vincenzo Corbo e della sua Giunta che si sono incatenati davanti la sede della Presidenza della Regione

 per chiedere un quantitativo di acqua sufficiente a garantire una migliore distribuzione idrica in città. "La gente - dice il sindaco Corbo, eletto due anni fa con una coalizione di centrosinistra e ora transitato nel centrodestra - non può né lavare né cucinare". Il primo cittadino ha anche denunciato la circostanza per cui "nella provincia più assetata d'Italia, di erogazione continuino a occuparsi ben cinque enti pubblici che costituiscono fonti di sprechi e soprattutto di cattiva gestione". Ricevuti da due funzionari dell'agenzia regionale per i rifiuti e le acque, il sindaco e gli assessori sono stati rassicurati che a partire da stasera, riparata l'ennesima rottura, verranno pompati ai serbatoi del comune 90 litri di acqua al secondo per recuperare i quantitativi persi sino ad oggi. Per il futuro, invece, il Comune di Canicattì avrà assicurati almeno 75 litri di acqua al secondo che potrebbero diventare molti di più appena verrà completata la condotta dissalata che porta l'acqua da Gela. Una volta completati i lavori del raddoppio della condotta che porta la dissalata da Gela, infatti, i Comuni consorziati con il Tre sorgenti dovrebbero ricevere circa 30 litri di acqua in più al secondo. (fonte agrigentonotizie C.V.)