ORLANDO: “PALERMO MODELLO ANTIMAFIA, STOP A PERMESSO DI SOGGIORNO” Dopo la conferenza stampa di presentazione di stamani a Villa Niscemi, al Cerisdi di Castello Utveggio, a Palermo, si è aperto l’XI Colloquio ICPC sul tema della mobilità e del ruolo della prevenzione della criminalità organizzato dall’International Centre for the Prevention of Crime (ICPC) in collaborazione con il Consorzio Nova Onlus e il Comune di Palermo. Ad aprire i lavori del Colloquio, cui partecipano rappresentanti governativi da 21 paesi del mondo, organizzazioni internazionali come UN-HABIAT (Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) e ONG, sono stati il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il presidente di Nova Onlus Vincenzo Castelli, il direttore generale di ICPC Daniel Cauchy e la presidente dell’International Centre for the Prevention of Crime Chantal Bernier. Nel dare il benvenuto a i più importanti esperti internazionali di sicurezza, politiche sociali e mediazione dei conflitti invitati a confrontarsi per tre giorni sulle strategie più efficaci in materia di prevenzione della criminalità, il sindaco Leoluca Orlando ha introdotto come caso di studio il “modello Palermo”, che vuole trasformarsi “da capitale della mafia e della criminalità a capitale dei diritti umani”. In questa nuova cornice che l’Amministrazione ha dato alla città di Palermo, il sindaco ha posto l’accento sull’impegno contro la pena capitale: “E’ nostra intenzione conferire la cittadinanza onoraria di Palermo a tutti i condannati alla pena di morte, a prescindere dal reato commesso”. Infine il sindaco Orlando ha dichiarato che l’impegno successivo è quello di abolire il permesso di soggiorno, che diversamente dal passaporto, è oggetto di manipolazione per criminali e mercanti di esseri umani. “La mobilità – ha dichiarato concludendo il suo intervento Orlando – non ha nulla a che fare con i diritti dell’uomo”. È possibile seguire la diretta streaming dei lavori del Colloquio, dalle ore 9.30 sul sito istituzionale del Comune di Palermo: www.comune.palermo.it. (fonte: siciliainformazioni)
 
SANITÀ, DIGIACOMO: “ARS SCONGIURA LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI”
 
La commissione Sanità dell’Ars nel corso della seduta di oggi ha accolto ad unanimità, con il parere favorevole del governo, la proposta del presidente Pippo Digiacomo che, nell’ambito del parere da rendere rispetto al Piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera, prevede che fin da ora si definisca una griglia di valutazione di tutte le unità operative complesse e semplici del sistema sanitario siciliano. “Per la definizione del nuovo Piano ospedaliero – dice Digiacomo – è necessario procedere ad una valutazione delle nostre strutture, e solo alla luce di questa deciderne il futuro. In pratica, nessun ospedale oggi e’ ‘predestinato’ ad essere convertito o ridimensionato. Questa indicazione e’ stata accolta dalla commissione e dal governo: un segnale deciso, dunque, di trasparenza e rassicurazione per i territori, oltre che per le strutture e il personale”. In base alla decisione assunta dalla commissione Sanita’, dunque, anche i nove ‘ospedali per acuti’ destinati ad essere riconvertiti nel 2017 in ‘ospedali di comunita” (dei quali oggi si e’ data notizia su organi di stampa) saranno valutati alla stregua di tutte le altre unita’ operative della Sicilia, sia pubbliche che private. “Oltretutto – conclude Digiacomo – alla data del 2017 potranno cambiare le condizioni, recuperando fondi che oggi vengono utilizzati per coprire la ‘mobilita’ passiva’ (i cosiddetti ‘viaggi della speranza’) per destinarli ad una riduzione dei tagli ai posti letto”.
 
I MINISTRI GENTILONI E ALFANO PRESIEDONO LA IV CONFERENZA MINISTERIALE EURO-AFRICANA SU MIGRAZIONE E SVILUPPO
 
ROMA - Sarà presieduta dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, insieme al collega dell’Interno Angelino Alfano, la IV Conferenza Ministeriale euro-africana su Migrazione e Sviluppo nel quadro del Processo di Rabat, che si terrà il 27 novembre si svolgerà a Roma, presso l’NH Midas Hotel. La conferenza avrà la co-presidenza onoraria del Senegal, che ha ospitato a Dakar, nel 2011, l’ultima edizione dell’appuntamento ministeriale. All’evento parteciperanno i rappresentanti di 58 Paesi europei e dell’Africa occidentale, centrale e mediterranea, della Commissione europea e dell’Ecowas, per discutere di collaborazione in materia migratoria lungo i due assi prioritari del nesso tra migrazione e sviluppo e della cooperazione nel contrasto ai fenomeni criminosi legati all’immigrazione irregolare (in primis traffico di esseri umani e tratta di migranti), sviluppando altresì i temi della migrazione legale e della protezione internazionale. Si tratta di un evento qualificante del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’UE, che ha fatto del dialogo con i Paesi terzi di origine e transito dei flussi migratori, e dell’integrazione tra politiche migratorie e azione esterna dell’Unione europea, un punto centrale del suo programma in materia migratoria. (aise)
 
ALLA UIL INIZIA L'ERA BARBAGALLO: "SINDACATI PIÙ FORTI SE UNITI"
 
Cambio della guardia in Uil. E' Carmelo Barbagallo il nuovo segretario della confederazione di via Lucullo che raccoglie così il testimone di Luigi Angeletti. L'elezione, all'unanimità, arriva al termine del XVI Congresso, epicentro, in questi tre giorni di dibattito, della protesta sindacale e di un rinnovato braccio di ferro con il governo. E' nei freddi corridoi del palazzo dei Congressi a Roma, infatti, che è maturato l'accordo Cgil-Uil sullo sciopero generale il 12 dicembre e, contemporaneamente, lo strappo con la Cisl che non ha aderito alla protesta oltre a un botta e risposta con il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, dopo la sua decisione di disertare volutamente l'assise sindacale dove era atteso un suo intervento. Ma, nonostante l'inedito tandem, l'unità sindacale resta per la Uil di Barbagallo un'obiettivo primario. "Uniti siamo più forti", ripete più volte nel suo discorso di insediamento, circoscrivendo però subito l'area di azione di questa unità che qualche perplessità aveva sollevato, soprattutto tra i metalmeccanici della Uilm, preoccupati da una eventuale 'convivenza' con la Fiom-Cgil da cui la separano anni luce. Nessun 'matrimonio' nè con Cisl nè con Cgil "ma solo una condivisione di obiettivi e rapporti di breve convivenza" , dice escludendo categoricamente che mai il sindacato ha pensato di fondersi con altri, men che meno con la Cisl compagna di viaggio più frequente che la Cgil. "A volte si è parlato di sindacato unico e qualcuno me lo ha anche proposto formalmente, ma io ho sempre risposto, perché questo regalo alla Cgil? Il risultato finale, infatti, sarebbe stato un sindacato unico con la metà degli iscritti che non sarebbe servito ai bisogni del nostro Paese", racconta. E alla Fiom non fa sconti: "deve sapere che non condividiamo nè la condivideremo mai la sua idea di sindacato: non dobbiamo essere noi a cambiare, devono essere loro a firmare i contratti che noi firmiamo, essere solidali con gli altri sindacati e soprattutto devono smetterla di insultare", dice assicurando agli oltre mille delegati che "mai firmerò un accordo con loro che non sia rispondente ai nostri interessi". Non solo: l'atteggiamento delle tute blu di Maurizio Landini, a questo punto, attacca, "mi pare imbarazzi anche la Cgil". Ma alle barricate di uno sciopero generale la Uil di Barbagallo preferirà sempre il dialogo e il confronto, "a Termini imerese mi avevano soprannominato il prete perché parlavo e ascoltavo tutti", racconta. E anche oggi, a 21 giorni dallo stop che vorrebbe fermare il Paese rinnova l'invito al governo: "sempre pronti a revocarlo se ci arriveranno risposte alle nostre richieste".(fonte: adnkronos)
 
DRAGHI: "E' IMPROBABILE UNA RIPRESA PIÙ FORTE, I GOVERNI SOSTENGANO GLI INVESTIMENTI"
 
Gli ultimi dati "indicano come un rafforzamento della ripresa sia improbabile nei prossimi mesi" ma al tempo stesso "è essenziale riportare senza perdere tempo l'inflazione agli obiettivi" del 2 % fissati dal mandato della Bce. In un discorso a Francoforte il presidente della Bce Mario Draghi è tornato a rilanciare l'invito a interventi forti da parte dei paesi membri dell'Eurozona per sostenere l'impegno della Banca Centrale.Dal momento che "la politica monetaria opera sul fronte della domanda, altre politiche possono sostenerla in questo processo". "O perlomeno - ha aggiunto - possono non contrastarla". Per Draghi lo scenario dell'inflazione nell'Eurozona è "sempre piu' impegnativo". "Al tempo stesso - ha aggiunto - la politica di bilancio complessiva dell'Eurozona deve essere coerente con la nostra posizione" e cio' significa che "deve sostenere la fiducia". Un ruolo fondamentale, in questo, è rappresentato "adeguate politiche strutturali" a favore degli investimenti, visto che questi "non solo creano domanda corrente, ma anche richiesta futura". Per questo, e' stato l'invito di Draghi "dobbiamo creare un ambiente per le imprese che renda attraenti gli investimenti". In ogni caso, ha ribadito, se le scelte di politiche monetaria "non saranno abbastanza efficaci" nel rialzare le aspettative di inflazione "o se si dovessero materializzare ulteriori rischi" la Bce e' pronta "ad aumentare la pressione e ad ampliare ancora di piu' i canali di intervento, modificando di conseguenza le dimensioni, il percorso e la composizione dei suoi a