DISTACCHI NELLA UE, MAGGIORI TUTELE E PARITÀ DI TRATTAMENTO TRA LAVORATORI

Roma - "Tra due anni al massimo le imprese in Europa non potranno più distaccare i propri dipendenti in un altro paese, con l’obiettivo di pagarli meno. Qualche giorno fa, infatti, il Parlamento Europeo ha approvato una legge

(modifica alla Direttiva europea 96/71/CE sul distacco transnazionale) con cui mira ad arginare il “dumping sociale” e introduce l’obbligo di parità salariale e di parità di trattamento delle condizioni di lavoro tra i lavoratori distaccati dalle imprese e i lavoratori dello Stato ospitante. Gli Stati membri hanno due anni di tempo per uniformarsi alla nuova legislazione". "Il distacco è lo strumento, previsto dalla normativa comunitaria, con cui un datore di lavoro in uno Stato membro invia almeno un dipendente a lavorare in un altro Stato membro. I dipendenti sono definiti lavoratori distaccati. Le regole finora esistenti avevano creato disparità di trattamento retributivo tra i lavoratori “distaccati” e i lavoratori “locali” favorendo fenomeni di concorrenza sleale (dumping sociale) tra le imprese e consentito usi impropri, talvolta fraudolenti, della disciplina del distacco. Ora invece, in linea generale, il principio sarà che i lavoratori che lavorano nella stessa impresa e nello stesso Paese avranno diritto allo stesso trattamento economico e occupazionale (o più favorevole se del caso)". "In pratica, si impedisce alle imprese di utilizzare il distacco dei lavoratori per pagare stipendi più bassi. Gli Stati membri saranno obbligati ad applicare ai lavoratori distaccati le stesse regole che si applicano ai lavoratori “locali”, indipendentemente dalla legge che regola il rapporto di lavoro. In particolare, ai lavoratori distaccati si applicheranno le norme del Paese ospitante in materia di retribuzione; la durata del distacco viene ridotta a 12 mesi con possibile proroga di altri 6 mesi; ai lavoratori distaccati dovranno applicarsi anche le norme sui periodi massimi di lavoro e minimi di riposo e sulla durata minima dei congedi retribuiti; viene ridotto infine a 12 mesi il periodo in cui il lavoratore distaccato mantiene il regime previdenziale del Paese di provenienza". "L’utilizzo del distacco lavoratori è aumentato nella UE di quasi il 70 per cento tra il 2010 e il 2016, anno in cui i dipendenti distaccati hanno raggiunto quota 2,3 milioni. Per quanto riguarda l’Italia: sono quasi 120mila i lavoratori italiani distaccati all‘estero, di cui una buona parte in Germania, Francia e Svizzera. Sono invece oltre 60mila i lavoratori di origini europee distaccati in Italia, più della metà provenienti da Germania, Francia e Spagna. Fino al momento del recepimento della nuova Direttiva, il distacco transnazionale continuerà ad essere regolato dalle disposizioni vigenti".(USEF)

AL MAECI L'EVENTO “CREATIVITÀ E INNOVAZIONE ITALIANA NEL MONDO - TUTELA DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE SUI MERCATI INTERNAZIONALI”

FARNESINA – Si è svolto nelle scorse settimane alla Farnesina l'evento intitolato “Creatività e innovazione italiana nel Mondo - Tutela della proprietà intellettuale sui mercati internazionali”, iniziativa pensata per fare il punto su uno dei settori chiave per l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Tra gli interventi quello del segretario generale del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Elisabetta Belloni, che ha spiegato come “abbiamo voluto organizzare l'evento di oggi a breve distanza temporale dalla Giornata mondiale della proprietà intellettuale per sottolineare come la protezione e promozione all'estero del frutto degli investimenti in creatività e innovazione mediante i diritti di proprietà intellettuale sia per le aziende italiane, a prescindere dalla loro dimensione, un fattore strategico per la competitività delle imprese e l'internazionalizzazione del sistema Italia”. “La Farnesina – ha spiegato il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca - è molto attiva per la promozione del made in italy. Oggi – ha aggiunto - vogliamo fare un salto in avanti anche per la tutela della proprietà intellettuale che vale il 44% del Pil italiano e per l'export ancora di più; un salto in avanti nella nostra proiezione internazionale con il coinvolgimento della nostra rete diplomatica”. Di seguito anche l'intervento del presidente dell'Agenzia Ice, Michele Scannavini, che ha ricordato come “la tutela della proprietà intellettuale è fondamentale, particolarmente per un paese come l'Italia che fonda moltissimo della sua economia e della sua crescita sulle opere di ingegno”. “Nel 2017 l'Italia – ha evidenziato Scannavini - è stato il decimo paese al mondo in termini di domande di brevetti; quello che in Europa è cresciuto di più”. Tra i relatori anche Paolo Bastianello, presidente del Gruppo Tecnico “Made In” del Consiglio di Presidenza di Confindustria, e Francesca Cappiello, dirigente della Divisione Politiche di Lotta alla Contraffazione della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione del Ministero dello Sviluppo Economico. (Inform)

IL PRESIDENTE MATTARELLA HA RICEVUTO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO,TUSK.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk. Era presente all'incontro il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi. (USEF)

IL PRESIDENTE MATTARELLA HA RICEVUTO IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA SUGLI SCIOPERI, SANTORO PASSARELLI  

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il Presidente della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, Giuseppe Santoro Passarelli, con una delegazione della Commissione, in occasione della presentazione della Relazione annuale. (USEF)

GIORNATA MONDIALE CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE: DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE ALBERTI CASELLATI

Sono circa 218 milioni i lavoratori minori in tutto il mondo. Una cifra impressionante e drammatica che ci dà la reale dimensione globale di un fenomeno che è concentrato soprattutto nei continenti più poveri del pianeta, ma è presente anche in Europa e nel nostro Paese. Bambini, spesso molto piccoli, ai quali viene negata l'infanzia e la possibilità di un futuro migliore. In occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, mi auguro che ogni parte politica, in ogni Stato, favorisca e metta in campo iniziative concrete per contrastare la vergogna di questa moderna schiavitù, perpetrata ai danni di chi dovrebbe vivere con gioia e serenità la stagione più bella della sua vita, circondato costantemente dagli affetti familiari e aiutato a sviluppare i suoi talenti e la sua personalità anche in ambito scolastico. La lotta al lavoro minorile deve dunque essere un obiettivo di tutti e ogni società che voglia sentirsi veramente civile, ogni azienda nel mondo che voglia costruirsi un'immagine positiva, che non si limiti allo spot televisivo o alla pubblicità ad effetto, deve impegnarsi per raggiungerlo. (USEF)

ULTIMATUM DI MUSUMECI: "LA SICILIA SPROFONDA, O LE RIFORME O TUTTI A CASA" „

"O le riforme o tutti a casa". A lanciare questo ultimatum è il presidente della Regione, Nello Musumeci, dopo che ieri l'Aula ha deciso di rinviare in Commissione il collegato alla Finanziaria. Duro il commento del governatore: "La Sicilia sporofonda, aumenta il tasso di povertà, i nostri ragazzi continuano a partire all'estero e le imprese faticano, ma è come se nel palazzo del Parlamento si vivesse in un'altra dimensione. Siamo l'ultima regione d'Italia e la terzultima d'Europa". "Prendo atto, con assoluta serenità - dice Musumeci - della volontà appena espressa dal parlamento siciliano di rinviare in commissione Bilancio il disegno di legge sul collegato alla Finanziaria. Aspetto fiducioso che il testo torni in Aula per essere serenamente valutato da tutti i gruppi politici, soprattutto negli articoli riguardanti la creazione del Polo per il credito agevolato (fusione Crias-Ircac) e la soppressione dell'Esa, l'ultimo vergognoso carrozzone della Prima Repubbblica". "Una cosa è certa - sottolinea Musumeci - il mio è il governo del cambiamento, per il quale ho chiesto ed ottenuto a novembre il consenso del popolo siciliano. Se sulla strada delle riforme il Parlamento dovesse già da ora mettersi di traverso non ci sarebbe più alcuna ragione per restare al mio posto. In questa Regione devastata e saccheggiata dalla più famelica partitocrazia - conclude - non è più tempo per riproporre metodi antichi, tempi in cui la Regione mangiasoldi era utilizzata come bancomat. Voglio augurarmi che la mia preoccupazione sia del tutto infondata ma sentivo il dovere di informarvi". (da palermotoday.it)