BREXIT, BOLDRINI: NOTIZIA GRAVE, ORA SERVE UNA SVOLTA STRATEGICA Roma - "Il sì alla Brexit è una notizia grave per tutta l'Europa. Ora si apre un lungo e complesso periodo di negoziati per definire le modalità con le quali la Gran Bretagna si separerà dall'Unione, e c'è il rischio che in parallelo prenda forza la richiesta di altri Stati di uscire o di rinegoziare le condizioni della loro permanenza. Ma la vittoria del leave è soprattutto la dimostrazione degli esiti ai quali ha condotto l'europeismo timoroso e incoerente di questi anni, insieme ai disastrosi effetti delle politiche di austerità”. Lo dice in una nota la presidente della Camera Laura Boldrini. “Non si può dimenticare, infatti, che per consentire alla Gran Bretagna di restare le erano state fatte concessioni che comunque intaccavano i principi e i valori fondamentali dell'Unione – continua Boldrini -: era stata pericolosamente messa in discussione la libertà di circolazione e l'eguaglianza di trattamento sul lavoro tra i cittadini di un Paese e quelli degli altri Stati Ue, così come il godimento delle stesse prestazioni sociali. Neanche questo è servito”. Secondo la presidente della Camera “il referendum britannico può tuttavia diventare un'opportunità di rilancio della costruzione europea se prevarrà la consapevolezza che è giunto invece il momento di una svolta strategica”. “Alle grandi sfide del presente - dal lavoro ai flussi migratori, dal terrorismo al cambiamento climatico - può rispondere solo un'Europa politicamente più unita e più forte. I Paesi che non avvertono l'urgenza di procedere verso una maggiore integrazione europea, ma sono disponibili a condividere soltanto il mercato interno, non devono sentirsi costretti in un percorso che non li convince – dice Boldrini -. Però non possono pretendere di frenare tutti gli altri. E' il momento, dunque, di lavorare ad un'Europa a due cerchi. Il primo, più ampio, caratterizzato da una dimensione prevalentemente economica, come era la vecchia Comunità Economica Europea. Il secondo, più ristretto, che faccia perno sui Paesi dell'Eurozona, integrato politicamente, con una piena condivisione di responsabilità, la cui anima, superando l'assetto intergovernativo, sia il Parlamento europeo, eletto direttamente con liste transnazionali, che, oltre a fare le leggi, dia la fiducia ad un vero Governo europeo”. “È con questo obiettivo che nel settembre scorso, insieme ai miei omologhi di Francia, Germania e Lussemburgo, ho sottoscritto a Montecitorio la Dichiarazione ‘Più integrazione europea: la strada da percorrere’. Sotto quel testo ci sono le firme di ben 15 Presidenti di assemblee parlamentari di 13 Paesi dell'Unione. Chiediamo attenzione all'impatto sociale delle scelte economiche e puntiamo a costruire un'Unione federale di Stati. Soltanto così l'Europa potrà uscire dalla palude nella quale sta affondando” conclude la presidente della Camera. (NoveColonne ATG)
 
BREXIT, RENZI: GIORNO NON FACILE, MA L’EUROPA E’ PIU’ FORTE DELLE DIFFICOLTA’
 
Roma - “Il popolo britannico ha scelto e noi rispettiamo la decisione, ora si volta pagina. È un giorno senza precedenti e non facile ma l’Europa ha dimostrato di essere più forte di ogni difficoltà e l’Italia farà la sua parte nel percorso che oggi si apre. Il governo e le istituzioni europee sono nelle condizioni di garantire con qualsiasi mezzo la stabilità del sistema finanziario e la sicurezza dei risparmiatori, e del resto l’Italia è tornata solida e oggi ha un dovere: offrire questa solidità anche agli altri partner europei”. Lo dice il premier Matteo Renzi, nelle sue comunicazioni sull’esito del referendum britannico – venerdì 24 giugno - che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue. “Se devo dare un nome all’Europa voglio chiamarla casa, non soltanto come luogo fisico ma insieme di sentimenti e di emozioni, solidità e sicurezza. L’Italia è casa nostra, e dei nostri figli e nipoti: lo diciamo oggi più che mai, consapevoli che abbiamo bisogno di una rinfrescata, di una ristrutturata, ma è la casa del nostro domani. Il mondo che verrà ha molto bisogno di Europa dei valori, della fantasia, dell’innovazione, del coraggio, della cultura, della libertà, della democrazia, dell’umanesimo che ha segnato la nostra civiltà per secoli”. Secondo Renzi “ci sono 70 anni di storia a dimostrare che la pace è stata possibile grazie all’Unione, non alla divisione, che il periodo più incredibile di pace è stato garantito da questa associazione che ha posto fine a decenni di guerre fratricide. Questo è il tempo della lucidità e dell’equilibrio, il tempo della forza calma che in un momento non semplice può veder tornare l’Europa protagonista”. (NoveColonne ATG) Dopo la visita del premier Renzi
 
SERGIO MATTARELLA A BUENOS AIRES, ITALIA E ARGENTINA SEMPRE PIÙ VICINE
 
Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella sarà in Argentina, in visita ufficiale, il 9 luglio, proveniente dal Messico. Si tratta di una visita significativa perchè avverrà nell'ambito delle celebrazioni del bicentenario dell'indipendenza dell'Argentina. Lo stesso Presidente italiano aveva anticipato al suo omologo argentino, Mauricio Macri, durante la visita di quest'ultimo a Roma, nel febbraio scorso, l'intenzione di recarsi in Argentina. Al di là dell'occasione particolare, si tratta dell'ennesima conferma che i rapporti tra Italia e Argentina si stanno facendo sempre più stretti. Infatti, precedendo il Presidente della Repubblica, anche il Primo Ministro Matteo Renzi quest'anno si è recato a Buenos Aires, mentre in questi giorni oltre 100 aziende italiane sono in Argentina per cercare nuovi investimenti. Attraverso un decreto pubblicato nel gennaio scorso, il 2016 in Argentina è stato dichiarato 'Año del Bicenteneraio de la Declaración de la Indipendenza Nacional'. L'indipendenza dell'Argentina dalla Spagna infatti fu infatti dichiarata il 9 luglio 1816 a Tucuman. Un 2016 di celebrazioni volute 'per la forte impronta che rappresenta per il popolo argentino ricordare i fatti storici che segnarono il nostro destino'. Così è stato presentato agli argentini questo anno così ricco di significati: 'Il Potere esecutivo Nazionale - si legge ancora nel bollettino ufficiale – auspicherà attività, seminari, conferenze e programmi educativi che contribuiscono alla diffusione nel Paese dei fatti allusivi alla Dichiarazione di Indipendenza della Repubblica Argentina'. Firmato il Presidente Mauricio Macri. (fonte: italiachiamaitalia)
 
DIBATTITO SULLA BREXIT E SULLE SUE CONSEGUENZE
 
Martin Schulz (S&D, DE), Presidente del Parlamento europeo, ha aperto il dibattito sottolineando che si tratta della prima volta in assoluto che ha luogo una sessione straordinaria indetta con un preavviso così breve, evidenziando come pure la decisione dei cittadini britannici di lasciare l'UE non abbia precedenti. Si è quindi rivolto all’ex Commissario Lord Hill, ringraziandolo per il lavoro svolto alla Commissione e per la sua decisione di dimettersi dopo aver sostenuto la campagna in favore della Gran Bretagna nell'UE. Il suo intervento è stato seguito da una standing ovation dei deputati e dei colleghi commissari. …… (Ufficio Stampa)
 
’ASERO: “ACCORDO STATO-REGIONE IN MATERIA FINANZIARIA, DA RIVEDERE”
 
La Commissione Speciale si è riunita alla Regione per l’esame dei disegni di legge in materia di revisione dello statuto della Regione. Il Governo regionale, ha presentato la proposta di accordo tra Stato e Regione Siciliana in materia di finanza pubblica. “Riscontriamo l’inizio di un dialogo tra Governo regionale e Parlamento siciliano in materia finanziaria” ha esordito il presidente della commissione, Nino D’Asero “è esattamente quello che è mancato sino ad oggi” “La bozza di accordo presentato – ha continuato D’Asero – ha, come tutti i documenti normativi, pregi e difetti. In materia di riscossione, per esempio, plaudiamo all’eliminazione del criterio del maturato in Sicilia che sostituisce il criterio del riscosso il quale tanto danno ha provocato alle casse della Regione in questi ultimi decenni”. “La Sicilia – ha continuato il capogruppo Ncd – si impegna a ridurre del 3% dal 2017 al 2020 la spesa corrente; con provvedimenti legislativi che si innestano purtroppo sulla competenza legislativa della Regione, obbligandola a recepire norme nazionali in materia di servizi locali, di riduzione del costo del pubblico impiego, di semplificazione amministrativa, del completo recepimento della Delrio, di rilevazione dei costi nei comuni. Mentre, a fronte di ciò, si stabilisce la percentuale certa di spettanza del gettito dell’irpef per il prossimo triennio”. “Non è una operazione indolore! – ha stigmatizzato Nino D’Asero – Infatti, presupposto chiesto dal governo nazionale per la sua attuazione è il ritiro di tutti i ricorsi in materia finanziaria entro il 30 settembre 2016, promossi dalla Regione nei confronti dello Stato. E ciò nonostante la recente mozione approvata dall’Ars che impegna il governo a fare esattamente il contrario”. “Comunque – tira le somme D’Asero – vi sono tanti motivi per tornare a un tavolo, prima regionale e poi nazionale, nel quale si possa ragionare sui torti subiti e sulla conseguente possibilità di modificare questo accordo. Un accordo da rivedere!” (fonte: www.siciliainformazione.it – redazione)