PARLAMENTO EUROPEO (foto accanto) …………….. OMISSIS…………………. 1. esprime il proprio turbamento e grave preoccupazione per gli attacchi mortali contro ospedali e scuole che si stanno registrando ad un tasso in allarmante crescita in conflitti armati intorno al mondo, con pazienti, studenti, personale medico e docente, operatori umanitari e familiari che diventano bersagli e vittime, mentre le condanne internazionali raramente portano ad indagini indipendenti e ad un'autentica presa di responsabilità; chiede che gli Stati membri, le istituzioni UE e il vicepresidente/alto rappresentante riconoscano la vera portata di quest'emergenza ed elaborino senza indugio un concreto piano di azione temporalmente definito, al fine di sfruttare al massimo l'influenza dell'UE e degli Stati membri per fermare questo tipo di violazioni e abusi;
2. condanna gli attacchi sugli ospedali e le scuole, vietati dal diritto internazionale, riconoscendo che tali atti possono costituire gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949 nonché crimini di guerra ai sensi dello Statuto di Roma del TPI; esprime il convincimento che la salvaguardia della salute e delle strutture scolastiche in quanto spazi neutri e protetti durante le situazioni di conflitto armato dipende dall'esito di indagini trasparenti, indipendenti e imparziali sui brutali attacchi che si sono registrati e dal conseguimento di un'autentica presa di responsabilità per i crimini commessi;
3. chiede alle parti in conflitto di rispettare i principi di base del diritto internazionale umanitario e di astenersi dal prendere deliberatamente di mira le infrastrutture civili; evidenzia l'importanza di incrementare la sicurezza degli operatori umanitari onde reagire più efficacemente agli attacchi;
4. incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a sostenere appieno l'appello del Segretario generale dell'ONU affinché tutti gli Stati membri dell'ONU colgano l'occasione del vertice umanitario mondiale per ribadire l'impegno a proteggere i civili e i diritti umani di tutti, rispettando le regole che hanno già concordato; sottolinea l'importanza attribuita dal Segretario generale dell'ONU al rafforzamento dei sistemi internazionali di indagine e giudiziari, compreso il TPI, ad integrazione dei quadri nazionali, onde porre termine all'impunità per le violazioni in materia di diritto internazionale umanitario;
5. riconosce l'importanza e il carattere eccezionale degli orientamenti dell'Unione europea per promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario, in quanto nessun altro Stato od organizzazione hanno adottato un documento equivalente; esorta le istituzioni e gli Stati membri UE ad attuare efficacemente gli orientamenti UE;
6. invita il Consiglio Affari esteri e il vicepresidente/alto rappresentante, al fine di garantire che le politiche e le azioni UE in materia di diritto internazionale umanitario siano sviluppate in modo coerente ed efficace, a rivedere l'attuale ripartizione delle responsabilità, in base alla quale l'attuazione degli orientamenti in materia di diritto internazionale umanitario rientra principalmente nell'ambito di competenza del gruppo di lavoro del Consiglio sul diritto pubblico internazionale, presieduto dalla Presidenza del Consiglio; evidenzia, in tale contesto, che gli orientamenti UE impegnano i "pertinenti gruppi di lavoro del Consiglio" a monitorare le situazioni in cui potrebbe essere applicabile il diritto internazionale umanitario e, in tali casi, a raccomandare azioni destinate a promuoverne l'osservanza (paragrafo 15, lettera a)); invita i pertinenti gruppi di lavoro del Consiglio a sfruttare questo mandato per affrontare l'attuale urgente crisi di inosservanza;
7. ricorda la posizione assunta negli orientamenti UE secondo cui si dovrebbe considerare la possibilità di valersi, se del caso, dei servizi della Commissione internazionale umanitaria per l'accertamento dei fatti (IHFCC), istituita ai sensi del protocollo addizionale I alle Convenzioni di Ginevra del 1949, che può essere di ausilio nel promuovere il rispetto del diritto umanitario internazionale grazie alla sua capacità di accertamento dei fatti ed alle sue funzioni di mediazione; rileva che non si è fatto ricorso ai servizi dell'IHFCC ed esorta il Consiglio, gli Stati membri e il Servizio europeo per l'azione esterna ad esaminare seriamente la possibilità di attivare tale Commissione, per la prima volta dalla sua creazione, al fine di affrontare gli attacchi sugli ospedali e le scuole come urgente situazione di crisi in materia di osservanza delle norme del diritto internazionale umanitario;
8. rileva con preoccupazione gli attuali limiti dello spazio istituzionale di cui gode la comunità internazionale per affrontare preoccupazioni comuni in materia di attuazione del diritto internazionale umanitario; deplora a questo proposito l'incapacità degli Stati partecipanti alla 32a Conferenza internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa del dicembre 2015 di concordare un nuovo meccanismo che avrebbe rafforzato il sistema di governance del diritto internazionale umanitario, istituendo una riunione annuale degli Stati per rafforzare il dialogo e introducendo una notifica periodica sull'osservanza del diritto internazionale umanitario a livello nazionale; esorta l'UE e i suoi Stati membri ad attivarsi per conseguire un migliore risultato nel prossimo processo intergovernativo;
9. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e ai governi degli Stati membri delle Nazioni Unite.
Presentazione libro "Il linguaggio della leadership politica tra la prima e la seconda Repubblica" - Mercoledì alle 17 diretta webtv dalla Sala Aldo Moro
Mercoledì 27 aprile, alle ore 17, presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio verrà presentato il libro dal titolo "Il linguaggio della leadership politica tra la prima e la seconda Repubblica - Problemi di metodo e linee di ricerca", a cura di Luca Giuliano e Paola Villani, edito dalla Camera dei deputati. Oltre ai curatori, interverranno Fabrizia Giuliani, Tullio De Mauro, Andrea Riccardi. Moderatore Gerardo Bianco. L'appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.
Seminario internazionale su migrati e rifugiati - Sessione inaugurale alla Camera - Mercoledì alle 15 diretta webtv dalla Sala della Regina
Da mercoledì 27 aprile a venerdì 29 si terrà una tre giorni di seminario internazionale dedicata ai migranti e rifugiati in Europa - "Migrants and refugees across Europe: how to share the challenge for a shared world of peace"- organizzata dal Centro di eccellenza Altiero Spinelli - Jean Monnet (Ceas) dell'Università Roma Tre e dal Research Centre on Identity and Migration Issues (Rcimi) dell'Università di Oradea, in Romania. La sessione inaugurale si terrà presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a partire dalle ore 15 di mercoledì, con diretta webtv. Aprirà i lavori Michele Bordo, Presidente della Commissione Politiche Ue della Camera. Il seminario proseguirà nella giornata di giovedì presso l'Università Roma Tre e venerdì nella sede dell'Istituto Luigi Sturzo, a Palazzo Baldassini.
ARS: LA SICILIA RICONOSCE IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato ieri all’unanimità la mozione che riconosce il Genocidio del popolo armeno. Il riconoscimento da parte dell'Ars giunge a tre giorni dal 101° anniversario di quei tragici fatti (24 aprile 1915). Il Governo della Regione siciliana si impegna così a promuovere d’intesa, con il Governo Nazionale, iniziative per ricordare il Genocidio degli Armeni e a diffonderne i fatti storici.
“L’approvazione della mozione - afferma il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone - è una testimonianza di amicizia nei confronti di un popolo al quale ci legano antichi rapporti di fraternità e scambi culturali. Ma è anche un contributo alla ricerca di una verità storica che per troppo tempo è stata negata e che, ancora oggi, si vuole occultare. Già nello scorso di mese novembre, in occasione della sua visita a Palermo, avevo manifestato all’ambasciatore armeno in Italia, Sargis Ghazaryan, la vicinanza e la solidarietà dei siciliani per la difesa dei loro diritti inviolabili e per il riconoscimento di quello che è stato il primo genocidio del XX secolo.”
Molto soddisfatto anche l’Ambasciatore armeno in Italia Sargis Ghazaryan che ha voluto subito ringraziare i promotori della mozione gli onorevoli Cordaro, D’Asero, Papale e Grasso, il Presidente Ardizzone e tutta l’Assemblea Regionale Siciliana per aver scritto una nuova pagina di storia nei rapporti Sicilia Armenia.
“Quando ho incontrato il Presidente Ardizzone ero sicuro che la nostra storia comune, che risale al X secolo, avrebbe proseguito il suo percorso di amicizia, collaborazione e condivisione di valori.” Ha poi aggiunto: “Oggi la Sicilia si è unita a quel coro di città, regioni, stati, organizzazioni internazionali che lavorano proattivamente alla prevenzione dei genocidi e dei crimini contro l’umanità. La cultura della pace, della democrazia e del principio dell’autodeterminazione dei popoli, citati nella mozione, devono essere continuamente e risolutamente affermati, soprattutto in un momento come quello attuale che li vede messi a repentaglio con la forza delle armi, in vari angoli del mondo, così come sta accadendo in Nagorno Karabakh.”


