Campagna elettorale sul filo dei sondaggi. Nell’ultimo giorno in cui possono essere resi noti, emerge che la forbice tra centrodestra e centrosinistra si accorcia: di 5 punti secondo alcune rilevazioni, di 7 secondo altre. Ed è anche su questo che i leader portano avanti la loro battaglia.   Pier Luigi Bersani (Pd) non sembra troppo preoccupato: «Sono molto contento di cosa dicono i sondaggi» sostiene. Anche se ammette che «è chiaro che la destra cerca di chiamare a raccolta un pezzo di quelli che l’hanno abbandonata ma si vede la tendenza di fondo che è positiva e ho grandissima fiducia». E Massimo D’Alema, in videochat a LaStampa.it, ammette: «Abbiamo cominciato la campagna elettorale con il piede sbagliato, ma ora va meglio».  «Vinciamo e non ci sarà solo un cambio di governo: costruiremo ed obbligheremo a costruire un cambio di sistema della politica italiana», promette il segretario del Partito democratico. «Questa volta - aggiunge - non è un’elezione qualsiasi, non è in gioco solo la vittoria, c’e la possibilità di chiudere una vicenda cominciata vent’anni fa che ci ha portato al disastro ed è diventata contagiosa». Bersani annuncia poi un intervento sul conflitto d’interessi: «Sarà una delle prime leggi che porterò all’approvazione ed è mia intenzione far entrare l’Italia in Europa anche in materia di normative antitrust e di autonomia del servizio pubblico».   Silvio Berlusconi ostenta sicurezza e da La7, lancia un nuovo appello agli elettori: «Gli italiani devono dare il loro voto al Pdl» ribadisce. E dopo aver di nuovo attaccato quella «corrente di magistrati corrotti politicamente», definendoli un «cancro della nostra democrazia», ha anche cercato di “demolire” Beppe Grillo che i sondaggi tra l’altro dicono in continua crescita. Ma per il Cavaliere, «Grillo non ha la fisicità adatta» per poter “sfondare” in tv, qualora decidesse di chiudere la sua campagna elettorale non solo in piazza ma anche in televisione. Poi parla della Minetti: «Non è stata una scelta felice» quella di presentarla, «ma le colpe non ce le ha tutte lei». Il Cavaliere spiega poi che «Nicole Minetti fa fermare il traffico perché in questo momento è la donna più popolare d’Italia, anche più di Belen, ma per una bella donna fare politica è difficile, gli italiani, infatti, preferiscono Rosy Bindi».   Caustico, invece, Pier Ferdinando Casini (Udc) sulla possibile rimonta del Pdl: «Silvio Berlusconi vede la rimonta elettorale esattamente come io vedo i 4 milioni di posti di lavoro che ha promesso...». Per il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, «Berlusconi ha recuperato un po’ ma non c’è alcuna concreta possibilità che abbia la maggioranza alla Camera. Non lo sottovaluto. Ritengo che sia politicamente finito. Oggi è più pericoloso Monti di Berlusconi». E Nichi Vendola (Sel) torna a ripetetr che «è fantapolitica l’ipotesi di un governo che veda contemporaneamente Monti e Vendola».  (fonte: La Stampa) Â