(SA) - Anche in politica c’è un limite alla indecenza, un limite sottilissimo che ti fa passare dalla politica allo sciacallaggio in maniera istantanea. Alcuni personaggi, amano camminare su fili di questo linite spesso oltrepassandolo con noscialansa pur di raggiungere un loro obiettivo,

che spesso contrasta con la correttezza politica. Parliamo di personaggi che giocano con tutto, con metodi decenti e non, corretti e non, mantenendo sempre un atteggiamento da campagna elettorale permanente, condita con una buona dose di arroganza. Eppure, uno avvezzo alla politica dovrebbe essere a conoscenza di questo limite tra la politica e lo sciacallaggio o di quello tra la decenza ed il bon ton che vale anche in politica. In tempi di crisi come quella che stiamo attraversando, modulare gli atteggiamenti alla situazione non farebbe certamente male ed aiuterebbe ad affrontare la crisi. Un atteggiamento diverso, invece, lancia segnali negativi che non possono non incidere anche sulla borsa e sul mercato finanziario aggravando la situazione economica già precaria. Da tempo Salvini ci ha abituato a sentire svariate volte al giorno espressioni come: “governo di incapaci”; “al voto subito”; “governo non eletto dal popolo” ed altre amenità di questo tipo. Partiamo dall’affermazione più cara a Salvini ed a qualche altro: “governo non eletto dal popolo”, che significa? Era forse eletto quello precedente in maniera particolare? Un governo a dir poco innaturale formato da 5S e Lega? Salvini evidentemente dimentica che essendo l’Italia una democrazia parlamentare, i governi nascono in parlamento e che nel parlamento siede gente eletta dal popolo? Contrastare l’operato di un governo da parte dell’opposizione ci sta sicuramente, ma c’è sempre quel limite da tenere presente. Non basta dalla comoda posizione di opposizione, continuare a sparare fesserie senza senso quali ad esempio: il governo dice di mettere due miliardi per le famiglie? Lui, l’opposizione, ne propone dieci; il governo per superare questa crisi propone un primo intervento di 3,5 miliardi di euro? Lui ne vorrebbe 50; il governo propone il rinvio del pagamento delle tasse di alcuni mesi? L’opposizione propone l’abolizione temporanea delle stesse e così via. Tutto ciò, lascia solo emergere una posizione strumentale per approfittare di una crisi e di problemi gravi che stanno affliggendo la popolazione, per cercare di guadagnare qualche pugno di voti in più. Mette a nudo anche la mancanza più assoluta di ponderatezza e di senso di responsabilità nei confronti della nazione nonché un fin troppo palese tono provocatorio. Evidentemente, nessuno ha detto a Salvini che ci sono situazioni che impongono di accantonare l’ascia di guerra per marciare uniti e compatti contro la grave crisi che stringe d’assedio non solo l’Italia, ma il mondo intero? Domanda, vale di più puntare su qualche pugno di voti in più o la messa in sicurezza della Nazione e del popolo che la compone? Pugno di voti in più, ammesso che il popolo non si stanchi di sentire sciocchezze e spacconate ed alla fine portando l’autore a raggiunge alla fine risultati completamente opposti. Bisogna pur arrendersi all’evidenza, visti che è la gravità della crisi e dettare l’agenda alle forze politiche ed al governo e bisogna essere all’altezza della situazione ed il governo, a detta anche da altri governi, sta affrontando bene la grave situazione. Ciò lascia sperare che presto ci guiderà fuori da questa crisi, per ripigliare quella strada della ripresa economica sulla quale ci si era incamminati e che è stata interrotta da una nuova crisi della quale avremmo fatto volentieri a meno. (Salvatore Augello 03 marzo 2020)