Mark Pisoni (foto accanto) - Mi ha colpito l’ultima telefonata arrivata a Filo Diretto oggi, in cui si è evidenziato come, chi si oppone al populismo nazional-qualunquista di Salvini, stia potenzialmente commettendo l’errore fatto un tempo dagli avversari di Berlusconi.
L’errore consisterebbe nel dedicare tutte le proprie energie alla demonizzazione dell’avversario e di essere invece poco convincenti, almeno nei confronti dell’elettore medio del fronte opposto, sul lato delle proposte. Salvini, come tutti i grandi demagoghi, invece è molto abile nel concentrarsi su alcuni temi di grande risonanza, nel suo caso i migranti e la sicurezza, proponendo risposte semplicistiche, riducibili a slogan accattivanti, che amplifichino gli errori di percezione della realtà del suo elettorato di riferimento. Fino ad oggi è stato purtroppo irrilevante che l’intero programma di Salvini, ad un esame attento, sia palesemente svantaggioso per l’economia italiana. Il fatto che questo non venga percepito dal suo elettorato appare certamente dovuto in parte alla scarsa capacità di analisi e all’ancor più basso livello di alfabetizzazione economico-finanziaria dell’elettore medio. Tuttavia, è chiaro anche che la critica ai programmi della destra si è concentrata troppo sul lato dei valori e dei principi etici. L’elettorato di riferimento della destra (quello che vota Salvini o Meloni) è insensibile ad un discorso di valori etici e umanitari, ai quali risponde subito con lo slogan demenziale del cosiddetto “buonismo”. In un’epoca in cui, incredibilmente, le organizzazioni umanitarie vengono accusate di essere “taxi del mare” quando soccorrono i naufraghi, ed in cui il Papa, quando richiama ai valori cristiani del Vangelo viene tacciato di comunismo, l’unico modo di fare breccia nell’elettorato della destra è di parlare di interesse. Bisogna quindi dimostrare, con parole e concetti semplici, comprensibili anche all’elettore medio della destra, che il programma di Salvini è catastrofico per l’economia del Paese e per i suoi elettori. Questo è chiaro, in quanto una combinazione di sovranismo isolazionista, protezionismo, sfondamento del deficit, flat tax, disgregazione della UE e blocco dell’immigrazione porterebbe rapidamente al default e condannerebbe l’economia italiana ad un inarrestabile declino economico e demografico. Quanto sia assurdo e controproducente il programma di Salvini è dimostrabile anche se si esaminano le due iniziative della Lega quando è stata al governo. “Quota 100” ed i due decreti sicurezza sono due vere e proprie picconate all’economia del paese. È ampiamente dimostrato, ma questo messaggio non è passato in quanto richiede una spiegazione più lunga di quella di un post che un leghista leggerebbe. Si tratta quindi di trovare il modo di trasmettere questo messaggio al leghista medio, spiegandolo in maniera sintetica e semplice, in modo che anche chi ha capacità di concentrazione e comprensione limitate, come la maggioranza dei fan del Capitano, possa comprendere. È una sfida dalla quale dipendono le sorti del Paese.


