(SA) - Da tempo, specialmente nell’ultimo periodo, il rapporto tra il PD Mondo e le associazioni non è stato certo idilliaco. Un poco per l’accresciuta autoreferenza all’interno del PD, un poco per carenze direttive ed un poco per l’aumentata distanza delle associazioni dai partiti,

in maniera impercettibile ma continua, il solco tra i due mondi si è allargato. Ad aggravare la situazione, non è mancata una certa crisi dell’associazionismo che ha visto azzerare i contributi a sostegno delle attività sia da parte dei governi di Roma che da parte di governi di diverse regioni. A livello nazionale è scattato un atteggiamento di autodifesa da parte delle associazioni, che ha portato alla nascita di sovrastrutture di livello più alto per cui, archiviate o quasi le sigle nazionali come FILEF, Fernando Santi, UNAIE, Aitae Aitef ecc., complice anche la diaspora della sinistra, si è passate a nuove sigle quali la Consulta Nazionale dell’Emigrazione (CNE), la Federazione Italiana Emigrati ed Immigrati (FIEI), fino ad arrivare al FAIM. La vita delle associazioni non è certo migliorata, come non si è recuperato un ruolo che ebbe un peso importante in emigrazione e che oggi necessita ritrovare anche alla luce di una ripresa del dramma del fenomeno migratorio. Anche all’interno del centrosinistra si è tentato u n processo di aggregazione. Si è cercato di dare vita alla Consulta dell’emigrazione del PD, sdi è fondato un Forum presieduto da Ignazio Marino. Queste istituzioni ebbero purtroppo vita effimera e non diedero alcun risultato apprezzabile. A superare l’impasse, è sopraggiunta una iniziativa del PD Mondo, promossa dal responsabile Francesco Cerasani, alla quale ha partecipato anche l’USEF nella persona del suo Segretario Generale Salvatore Augello, che come si ricorderà tempo fa aveva scritto una lettera allo stesso Cerasani, chiedendo di sapere che tipo di rapporto volesse tenere il PD con l’associazionismo. Una iniziativa interessante, che ha dato inizio ad una riflessione sul rapporto PD ed associazioni ed il modo come procedere per lavorare in mezzo alle comunità degli Italiani nel Mondo. Diversi e tutti interessanti gli interventi che hanno fatto seguito all’introduzione di di Francesco Cerasani ed alle relazioni introduttive di Delfina Licata e di Toni Ricciardi. Interessante anche l’intervento di Maria Chiara Prodi in collegamento dalla Francia e del Senatore Francesco Giacobbe in collegamento dall’Australia, di Fabio Porta e di Francesca La Marca presenti alla riunione, unitamente a Laura Garavini ed a Massimiliano Ungaro. Tra gli intervenuti anche Daniele Marconcini, Petrucci, Noberto Lombardi ed Eugenio Marino già responsabile degli italiani nel mondo. Nel suo intervento, il segretario generale dell’USEF ha sottolineato il progressivo erodersi del ruolo delle associazioni tra la indifferenza dei partiti, sottolineando la mancanza di una sponda politica seria e costante, come era prima nei partiti del centrosinistra. Parlando della Sicilia, ha sottolineato la gravità della politica di una regione che è rimasta l’unica a non avere la consulta dell’emigrazione che manca dal 1999. A nulla sono valse pressioni e prese di posizione, come a nulla sono approdate le richieste di incontro avanzate sia dai parlamentari siciliani eletti all’estero, sia dal Coordinamento delle Associazioni Regionali Siciliane dell’Emigrazione (CARSE) sia a Crocetta che al suo successore Musumeci. L’intervento è continuato sottolineando il fatto che il PD e le associazioni sono certamente due soggetti politici complementari, che lavorano in ambiti diversi per raggiungere obiettivi comuni. Necessita quindi rafforzare un ambito di collaborazione tra le due entità, che debbono da un canto organizzare e dirigere la comunità e dall’altro fornire servizi e supporto politico agli italiani nel mondo, ognuno secondo le proprie competenze ed il ruolo giocato nella società. Unanime è stata sottolineata la necessità di ripristinare un rapporto di collaborazione come è stato in passato in tempi migliori e contrastare le millanterie di personaggi che al posto di operare per il bene della comunità, millantano conquiste ed altri interventi che servono solo a spargere fumo che serve solo a mascherare il loro obiettivo vero che è quello di conquistare o di mantenere una poltrona in parlamento, aumentando la confusione in un ambiente che ha invece bisogno di chiarezza e sopratutto di certezze. Stiamo parlando di chi ha scoperto l’emigrazione per sfruttarla e strumentalizzarla usando macchiavellamente ogni mezzo al fine di raggiungere l’agognata poltrona. L’attuale iniziativa del PD, finalmente riprende una strada che negli ultimi tempi era caduta non nel dimenticatoio, ma certamente nell’indifferenza. Una iniziativa che sottolinea quanto meno il riconoscimento della necessità di approfondire l’analisi sulla composita tematica delle migrazioni, riannodando nell’interesse delle comunità, quelle fila che vicende e disattenzioni passate hanno contribuito ad allentare. Salvatore Augello