Festeggiare l’avvento della Repubblica, è diventata ormai una solennità dovuta alla democrazia ed a quanti si sono immolati prima per liberare l’Italia dal fascismo e poi per liberarlo da una monarchia che non si era dimostrata all’altezza del compito che la storia gli aveva affidato. Ma anche per raggiungere questo nuovo obiettivo: la Repubblica, le forze politiche si avvalsero di un metodo democratico: IL REFERENDUM. Sono stati i 12.717.923 voti, l’Italia dove ancora vi erano circa 11 milioni di monarchici, scelse di mandare in esilio la famiglia Savoia e di voltare completamente pagina, affidando i destini dell’Italia ad una nuova forma di governo, quello di repubblica parlamentare, che dava mandato ad una costituente, democraticamente eletta dal popolo di scrivere le regola della neonata repubblica. C’erano voluti 85 anni e gli errori dei Savoia, grande responsabilità va certamente imputata a Vittorio Emanuele III, per liberarsi dalla monarchia ed avviarsi su una strada diversa, che almeno nelle intenzioni dei Padri Costituendi doveva essere più giusta, più vivibile, più rispettosa dell’uomo. Una carta costituzionale che ancora oggi è attualissima e merita rispetto anche e principalmente in quelle parti che delimitano la Repubblica ed i cardini principali su cui si articola: lavoro, cooperazione, eguaglianza, valori sociali ed etici rispetto dell’uomo e delle istituzioni. Di tutti questi valori è pregna la festa del due giugno, che oltre a ricordare l’avvento della Repubblica, richiama fortemente alla memoria quel senso di unità che a tratti sembra si smarrisca da parte di forze politiche che mal sopportano l’unità, che a tratti pur di guadagnare qualche voto, sono pronti a tradire quei valori di solidarietà su cui si basa la costituzione e quei valori inestimabili di una unità nazionale che va difesa ad oltranza non solo dalle forze politiche che a volte se ne dimenticano, ma dal popolo tutto in onore ed a memoria di quanti con una sanguinosa guerra civile, con una cruenta guerra partigiana che costò moltissime vite umane, permise di venire fuori dal buio del dominio e della follia nazifascista, per affermare valori nuovi, per cancellare i danni della seconda guerra mondiale, senza dimenticare sacrifici ed eroismi che ci hanno regalato sia la Repubblica che la democrazia. Spetta a noi ora, ricordarla alle generazioni che non hanno vissuto quei periodi, creare le premesse perché non si ripetano più avventure come quella dell’ultima guerra, per sconfiggere il terrorismo e per agevolare la crescita della democrazia nel mondo. (Salvatore Augello)