COMUNICATO

La legge 279/2000 che ha dato possibilità di chiedere la cittadinanza italiana per i discendenti degli italiani emigrati dell’ex impero austroungarico (principalmente dalle regioni Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) iniziò il 19/12/2010.

Più di dieci anni dopo, ancora sono in attesa di soluzione un gran numero di pratiche. Il tempo trascorso esageratamente esteso, assommato alla mancanza di risposte, diedero origine all’unione spontanea di alcune persone interessate, che decisero di cercare aiuto ed informazione. Il M.I.E.R.O. ha iniziato a dare il proprio appoggio e contenuti a questo gruppo coinvolgendo i meccanismi necessari al fine di porre il problema sul tavolo ed avere risposte su questa problematica. Abbiamo incontrato ascolto in Salvatore Finocchiaro presidente dell’Union e Sicilia Emigrati e Famiglie (USEF) argentina e consigliere del COMITES di Rosario; in Salvatore Augello (segretario generale dell’USEF in Italia) e nell’On. Fabio Porta con i quali verniamo lavorando insieme fin dall’anno passato, alla ricerca di una soluzione. Grazie alla gestione congiunta del MIERO, dell’USEF, degli On. Fabio Porta, Francesca La Marca ed Angla Schirò, si arrivò a porre il problema a Roma mediante richiesta di informazione al Ministero dell’Interno durante il 2020 ed il presente anno attraverso l’attuale Sottosegretario al Ministero dell’Interno per sbloccare queste pratiche di cittadinanza e porre fine all’inusitato ritardo delle soluzioni. Come già abbiamo informato, da pochi giorni, dopo molto tempo, abbiamo ricevuto alcuni decreti da Roma per il riconoscimento della cittadinanza italiana, nel contesto della legge 379/2000. Noi del MIERO ci sentiamo molto orgogliosi di essere parte della soluzione di un problema di tanti anni e aggradiamo la necessaria partecipazione dell’USEF e specialmente di Fabio Porta per la gestione ed il raggiungimento di questi risultati. Comprendiamo che c’è ancora molto cammino per ottenere ad avere risposta a tutte le pratiche in pendenza e speriamo che continuino ad arrivare i decreti di riconoscimento da Roma. In questo senso apprendiamo e gradiamo che il COMITES di Rosario si unisce al nostro re