Credo si debba tutti ringraziare molto Roberto Speranza non solo per il lavoro fatto da Ministro della Salute nel periodo drammatico del Covid19 ma anche per aver voluto raccontare quell’esperienza con un bel libro, che ieri è stato presentato alla Camera dei Deputati da Elly Schlein e Giuseppe Conte, moderati da Lucia Annunziata.

 

Il titolo “Perché guariremo – Dai giorni più duri a una nuova idea di salute” risente ancora di quello spirito positivo, direi quasi ottimista, con il quale abbiamo affrontato i problemi durante e subito dopo la pandemia. In tanti momenti – pure segnati dai troppi lutti, dai sacrifici di tanti operatori e operatrici, dai dubbi e dalla paura di non riuscire a proteggere i più fragili – ci siamo detti che saremmo usciti da quella tragedia migliori, che la coesione mostrata dal nostro Paese in quel frangente difficilissimo avrebbe spinto tutti noi, e la politica in particolare, a non sottovalutare “mai più” l’importanza della salute di ognuno e di tutti. La fascetta rossa che avvolge il volume recita però “ un libro a difesa del nostro servizio sanitario nazionale” e aggiunge una riflessione che, a distanza di meno di un anno dalla dichiarazione ufficiale di fine dell’emergenza sanitaria da parte dell’OMS, purtroppo ci dice che stiamo rischiando di “sprecare” la lezione del Covid19. E infatti Roberto, sia nella prefazione che negli ultimi capitoli del libro – aggiunti al corpo centrale scritto nell’estate 2020 – rende esplicite le ragioni della sua e nostra preoccupazione: dopo aver fatto uno sforzo straordinario per portare la spesa sanitaria pubblica sopra al 7% del Pil (aumentando di molto anche la spesa procapite) siamo tornati al definanziamento del Fondo Sanitario e siamo alle prese con una situazione di grave crisi del Servizio Sanitario Nazionale. La testimonianza che ci offre il libro di Roberto Speranza si presta ad innumerevoli occasioni di approfondimento e di dibattito. Per questo spero che si possano avere tante presentazioni con il coinvolgimento di diversi attori importanti di quella stagione: gli scienziati, prima di tutto. La pandemia ha fatto emergere una minoranza rumorosa e aggressiva di novax, complottista e antiscientifica, che esisteva anche prima, ma per fortuna ha anche dimostrato la fiducia e l’affidamento che la maggioranza dei nostri concittadini ha riposto nelle persone competenti e nella scienza. Il mondo delle imprese e i sindacati: nell’emergenza per tutelare la salute fu necessario chiudere le fabbriche e poi occuparci in modo inedito della sicurezza nei luoghi di lavoro. La salute prima di tutto, prima della produzione e della crescita. Ecco perché oggi possiamo e dobbiamo dire – anche guardando le prossime elezioni europee – che la spesa sanitaria non è un costo ma un investimento. I professionisti del Servizio Sanitario Nazionale: medici, infermieri, tecnici sono stati i protagonisti principali di quella lunga e inedita battaglia contro un virus sconosciuto e dannatamente pericoloso. Molti di loro hanno sacrificato famiglia e affetti per essere ogni giorno in prima linea, molti hanno perso la vita per salvare quella degli altri. Oggi, soprattutto nelle strutture pubbliche, c’è una grande sofferenza per la carenza di personale e troppi professionisti stanno abbandonando per andare a lavorare nel privato o all’estero, mentre in molti territori sono introvabili i medici di medicina generale. L’allarme è enorme e per questo non possiamo rinunciare alla battaglia per eliminare il tetto di spesa per il personale. Un obiettivo che Speranza ammette con grande onestà intellettuale di non essere riuscito ad ottenere pur avendolo più volte portato all’attenzione del CdM. Se vogliamo salvare il Servizio Sanitario Nazionale dobbiamo affrontare seriamente il nodo delle retribuzioni e delle condizioni di lavoro e il libro di Speranza può essere uno strumento per dare vita a tutti i livelli ad un dialogo proficuo tra la politica e le tante professionalità che rendono il nostro Servizio Sanitario Nazionale un patrimonio da difendere e salvaguardare. Concludo con una riflessione sul dibattito che, a partire dal libro, si è sviluppato ieri alla Camera. Alcuni commentatori hanno rappresentato una discussione molto diversa da quella che ho ascoltato io. La dico così: l’esperienza di governo che Roberto Speranza racconta – e di cui ho fatto parte anche personalmente come Vice Ministra degli Esteri – è stata tra le più difficili che si potessero immaginare. L’emergenza sanitaria e le conseguenze economiche e sociali che ne sono derivate hanno costretto le forze politiche che sostenevano quel governo, e in particolare Pd e M5S, a confrontarsi ogni giorno con problemi enormi, a costruire relazioni positive in Europa per poter ricevere l’aiuto e la solidarietà di cui avevamo bisogno. La fine traumatica di quell’esperienza e il passaggio al Governo Draghi, non più un governo politico bensì istituzionale, non possono cancellare un dato di fatto: abbiamo lavorato insieme, sapendo gestire le nostre differenze e mettendo al primo posto l’interesse del Paese e soprattutto delle fasce maggiormente svantaggiate. Le elezioni politiche del 2022 ci hanno sbattuto in faccia un altro dato di fatto: la destra ha vinto perché aveva una coalizione ampia, noi abbiamo perso andando divisi. Non voglio essere semplicistica ma di fronte a ciò che vediamo fare ogni giorno dal Governo Meloni non possono esserci dubbi sulla necessità di darsi un metodo politico per costruire le condizioni dell’unità tra le forze di opposizione. E’ faticoso? Sì, ma chi si sottrae sottovaluta i danni che questa destra può fare all’Italia e all’Europa. Insieme a Marwa Mahmoud, Responsabile per la Partecipazione e formazione politica nella Segreteria Nazionale del PD, abbiamo promosso questo webinar rivolto a iscritti e simpatizzanti che vogliono saperne di più sulla mobilitazione a difesa del Servizio Sanitario Pubblico. Per partecipare compila il form https://onepd.it/registrazioneWebinarSanita