“LA REPUBBLICA SI VIVE: COSTITUZIONE E PARTECIPAZIONE” DOMANI A VIENNA CON IL COMITES
VIENNA - “È l’esercizio democratico che sostanzia la nostra libertà”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha marcato l’ottantesimo anniversario della Liberazione. A ricordarlo è il Comites di Vienna che commenta: “proprio da questo principio cardine della Repubblica viene un appello: non arrendersi all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori,
a una democrazia a bassa intensità. La Festa della Repubblica è la “festa di noi italiani”, e per questo vogliamo celebrare noi italiani e italiane che diamo vita alla Carta costituzionale, anche all’estero”. Per festeggiare questa importante ricorrenza, il Comites ha quindi organizzato “La Repubblica si vive: Costituzione e partecipazione”, un incontro per capire cosa significa “una Repubblica viva”: l’appuntamento, per la collettività italiana, è per domani, giovedì 5 giugno, alle ore 18:30 nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura. Relatori saranno Vitalba Azzollini – giurista, giornalista e membro del Comitato Scientifico del Policy Observatory della Luiss – e Federico Anghelé – Direttore di The Good Lobby Italia: grazie al loro contributo, annota il Comites, “sarà possibile conoscere esempi concreti di come noi cittadine e cittadini possiamo essere al cuore della “cosa pubblica”, promuovendo e difendendo dei principi condivisi della Carta costituzionale. L’evento vuole essere un momento per ricordare come i valori costituzionali non siano astratti ma diventano tangibili nella partecipazione attiva alla vita civile quotidiana, anche degli italiani all’estero”. L’incontro sarà in presenza e in lingua italiana, senza traduzione. L’ingresso è gratuito, ma per partecipare è necessario registrarsi a questo link. (aise 04/06/2025)
L’UE “SCEGLIE LA SCIENZA” E ATTIRA I TALENTI DELLA RICERCA
Bruxelles - L'Unione europea sta intensificando l’impegno per diventare la destinazione più attraente al mondo per i ricercatori e gli innovatori. In occasione del Consiglio "Competitività", la Commissaria per le Start-up, la ricerca e l'innovazione, Ekaterina Zaharieva, presenta una panoramica degli oltre 60 regimi di finanziamento e sostegno regionali, nazionali e dell'UE che aiutano i ricercatori a progredire professionalmente. L'annuncio fa parte dell'iniziativa dell'Unione europea Scegli l’Europa, del valore di 500 milioni di €, presentata il 5 maggio dalla Presidente Ursula von der Leyen. Per rafforzare ulteriormente tale ambizione, la Commissione propone un nuovo invito a presentare proposte per le cattedre dello Spazio europeo della ricerca (SER) del valore di 230 milioni di € nell'ambito del programma di lavoro di Orizzonte Europa per il periodo 2026-27. Il pacchetto consolidato “Scegli l’Europa per la scienza” sarà presto disponibile al pubblico sulla piattaforma EURAXESS, e metterà in evidenza opportunità per miliardi di euro per i ricercatori in tutti i 27 Stati membri. La Commissaria Zaharieva ha dichiarato: "L'Europa sceglie la scienza e stiamo dimostrando il perché la scienza dovrebbe scegliere l'Europa. I finanziamenti e il sostegno sono disponibili a livello europeo, nazionale e regionale. Stiamo riunendo tutto in un unico luogo, in modo che i ricercatori internazionali possano diventare protagonisti attivi del team Europa". (NoveColonneATG)
“ANDEMO IN MERICA”:IN UN LIBRO DI FRANCESCO JORI UN SECOLO E MEZZO DI EMIGRAZIONE DA VENETO E FRIULI
PADOVA – “Andemo in Merica – Veneto e Friuli, un secolo e mezzo di emigrazione di massa”: è il libro del giornalista Francesco Jori (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, Pordenone, 2025) che sarà presentato il 5 giugno alle ore 20:00 presso l’Atrio della Scuola Primaria Montessori di Campodoro (Padova). La presentazione è organizzata dall’Associazione Veneti nel Mondo in occasione dei 150 anni di storia dell’emigrazione veneta e italiana nel Rio Grande do Sul. L’autore dialogherà con il presidente dell’Associazione Aldo Rozzi Marin che ha curato l’introduzione del volume e condividerà con il pubblico il suo punto di vista sull’importanza della memoria storica legata all’emigrazione. L’editore presenta con queste parole il volume: “Andare all’altro mondo per non morire di fame in questo. Un secolo e mezzo fa, nel 1875, partiva dal Veneto e dal Friuli un fiume ininterrotto di povera gente, per lo più mezzadri e braccianti, diretti in larga misura oltre oceano, tra Brasile e Argentina: da allora e fino alla fine degli anni Sessanta del Novecento, più di cinque milioni di triveneti, a prezzo di sacrifici inauditi, hanno dovuto abbandonare la loro casa. Ma non le proprie radici: andandosene, hanno portato con sé i valori della loro terra, che ancor oggi le generazioni successive conservano gelosamente, fino a dar vita a una piccola grande Italia “di là del mare”. Non a caso la città con il maggior numero di italiani al mondo non è né Roma né Milano, ma la brasiliana San Paolo. Andemo in Merica ricostruisce una lunghissima Storia fatta di faticose conquiste, che parte dagli sbarchi iniziali del 1875 e arriva ai nostri giorni. Dentro c’è non tutto ma di tutto: la miseria del Veneto e del Friuli dell’epoca; le false lusinghe con cui veniva arruolata la povera gente; il drammatico viaggio attraverso l’Atlantico; le condizioni proibitive; l’apporto determinante degli emigrati al benessere dei rispettivi Paesi, Brasile e Argentina in testa; ma anche il “taliàn”, la lingua mai dimenticata; le feste tradizionali; l’impronta triveneta di un’economia basata sul fai-da-te. E su tutto le moltissime storie di vita dei Veneti e dei Friulani”. Nato nel 1946, laureato in Scienze Politiche all’Università di Padova, Francesco Jori è un giornalista professionista con una lunga carriera che lo ha visto collaborare con importanti testate italiane, come Il Resto del Carlino, Il Mattino di Padova, e Il Gazzettino. Attualmente editorialista per il Gruppo Espresso, Jori è autore di numerosi libri che trattano di storia, cultura e tradizioni venete. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo Veneti ricettario della memoria (2023) e Storia del Veneto (2018). L’ingresso alla presentazione è gratuito fino a esaurimento posti. Consigliata la prenotazione via email:
INSEDIATA LA CONSULTA DEI LOMBARDI NEL MONDO
MILANO - Si è svolta oggi a Palazzo Lombardia la seduta di insediamento della Consulta Lombardi nel Mondo. L’incontro, presieduto dal Presidente della Regione, Attilio Fontana, ha visto la partecipazione del sottosegretario alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo e dei rappresentanti istituzionali che fanno parte di questo organismo. La Consulta, istituita con la legge regionale del 2024, “guarda alle comunità lombarde in Europa e nel mondo” ha spiegato il presidente Fontana e “ci permette – ha aggiunto - di agire e collaborare in numerosi ambiti come, ad esempio, la diffusione della conoscenza del territorio e della società lombarda, l’attrattività turistica, l’interscambio tra talenti con borse di studio, i soggiorni culturali e la formazione professionale. A questi ambiti si aggiungono tutela dei Lombardi nel mondo in caso di calamità naturali, emergenze umanitarie, sanitarie o pandemiche, indigenza e grave necessità". “L’insediamento della Consulta – ha dichiarato il sottosegretario Cattaneo –rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare il legame tra la Lombardia e i suoi cittadini nel mondo. Vogliamo accompagnare chi parte, sostenere chi vive già fuori dai confini regionali e agevolare il rientro di chi desidera riportare in Lombardia competenze, esperienze e nuove visioni. Questa Consulta sarà una piattaforma concreta per far sentire la vicinanza della Regione a tutti coloro che, per studio, lavoro o crescita personale, hanno scelto di realizzarsi altrove. È un passo avanti verso una Lombardia più internazionale, aperta e connessa”. Come deliberato nella seduta del 12 maggio scorso (numero XII/ 4332) la Consulta è composta dal Presidente della Regione, o suo delegato, che la convoca e presiede; Christian Garavaglia, Luca Marrelli, Marco Carra (Consiglieri Regionali della Lombardia); Mario Martinelli (Confartigianato Lombardia), Giovanna Mavellia (Confcommercio Lombardia), Ilaria Pozzoli (Confindustria Lombardia); Don Alberto Vitali (Fondazione Migrantes); Matteo Luigi Bianchi (ANCI Lombardia); Gian Domenico Auricchio (Unioncamere Lombardia); Francesca Ferrari (Università dell’Insubria); Daniele Marconcini (Associazione Mantovani nel mondo); Carlo Personeni (Associazione Ente Bergamaschi nel mondo); Nicola Stivala (Associazione Gente Camuna); Donato Mainieri (Canada), Paola Sabatti (Cile); Andrea Adamo (Emirati Arabi Uniti); Verónica Crego Porley (decano pro tempore del Corpo consolare di Milano e della Lombardia). (aise 03/06/2025)
ASSOCIAZIONE BELLUNESI NEL MONDO: MILANO ACCOGLIE IL “TRAM DOLOMITICO”, UN VIAGGIO TRA SAPORI E CULTURA BELLUNESE
BELLUNO – Un tram storico nel cuore di Milano si è trasformato per una sera in un angolo di Belluno: è il “Tram Dolomitico”, iniziativa organizzata sabato 31 maggio dalla Famiglia Bellunese di Milano, con l’obiettivo di valorizzare l’identità culturale e gastronomica della provincia dolomitica. A bordo del tram ATM n. 1723, partito alle 18.00 dal Deposito Messina, i partecipanti hanno percorso alcune delle principali vie della città, tra momenti conviviali e culturali. Durante il tragitto sono stati degustati prodotti tipici bellunesi, tra cui la soppressa, la birra Dolomiti, il DolomitiMais e il Prosecco Bellenda, che hanno contribuito a ricreare un’atmosfera autentica e familiare. L’iniziativa ha incluso anche momenti di cultura: la fotografa Giovanna Roncada ha esposto a bordo alcuni suoi scatti dedicati alle Dolomiti, mentre Antonella Morassutti, nipote di Dino Buzzati, ha letto un racconto dello scrittore bellunese, offrendo un omaggio alla sua eredità letteraria e al suo legame con le montagne. Spazio anche alla presentazione del volume “Di rocce, di cuore” di Michela Canova, dedicato ai 70 anni del Soccorso Alpino, con testimonianze e storie raccolte nel territorio. “Abbiamo voluto portare un pezzetto di Belluno nella città dove tanti nostri conterranei vivono e lavorano – ha dichiarato Samanta Cornaviera, presidente della Famiglia Bellunese di Milano –. Il Tram Dolomitico è stata un’occasione per ritrovarci, condividere sapori, racconti e immagini che ci riportano a casa, anche se per poche ore”. L’evento si è concluso intorno alle 20.45 con il rientro del tram al deposito, lasciando nei partecipanti il piacere di una serata all’insegna della memoria, dell’identità e della comunità. Un ringraziamento è arrivato anche da Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che ha voluto esprimere apprezzamento per l’iniziativa e per il lavoro della presidente Samanta Cornaviera, del tesoriere Daniele Dall’Ò e di tutto il comitato della Famiglia Bellunese di Milano, per l’impegno nel mantenere vivo il legame con il territorio d’origine.(Inform martedì, 3 Giugno, 2025)
CITTADINANZA, PD SVIZZERA: IL DECRETO TAGLIA I DIRITTI AGLI ITALIANI ALL’ESTERO
Roma – “Il 21 maggio 2025 sarà ricordato come un giorno nero per le comunità italiane nel mondo. Con 137 voti favorevoli, 83 contrari e 2 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il decreto-legge n. 36 del 2025, che introduce modifiche radicali alla cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis)”. È quanto si legge in una nota del Pd Svizzera. “Il Partito Democratico ha espresso una ferma opposizione, denunciando un provvedimento ingiusto nei contenuti e viziato nel metodo: si è agito con decretazione d’urgenza su una materia di rilievo costituzionale, senza vera urgenza né confronto parlamentare – prosegue la nota -. Il decreto modifica la legge n. 91/1992, stabilendo che chi nasce all’estero con un'altra cittadinanza non trasmetterà più automaticamente la cittadinanza italiana, con effetti retroattivi e limitate eccezioni (come domande presentate entro il 27 marzo 2025). Il PD ha duramente criticato l’assenza di una consultazione degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, come il CGIE, e ha ricordato l’importanza storica ed economica dell’emigrazione italiana, con 35 milioni di partenze e miliardi di rimesse che hanno contribuito allo sviluppo del Paese. Questo decreto taglia diritti, crea disparità temporali assurde tra figli di emigrati e complica la vita degli italiani all’estero, già alle prese con consolati sovraccarichi e lentezze burocratiche”, conclude la nota. (NoveColonneATG)


