CITTADINANZA, RICCIARDI (PD): IL GOVERNO PREFERISCE SPEZZARE L’ITALIANITA' NEL MONDO

Roma - “Che cosa significa italianità? Dove la troviamo? Tra le comunità all’estero, nella lingua, nelle tradizioni, nell’italiano parlato in Brasile o in Argentina? Ma se vogliamo davvero una definizione comune di identità, è solo una: emigrazione”. Lo ha detto il 20 maggio in Aula alla Camera il deputato Toni Ricciardi,

vicepresidente del Gruppo Pd, esprimendo il voto contrario dei dem durante le dichiarazioni di voto finale al dl Cittadinanza. “Rischiamo – ha aggiunto l'esponente - di avere più italiani fuori dall’Italia che in Italia. Ve ne accorgete solo ora? Siete mai stati in un paesino dell’Appennino o delle Alpi dove gli iscritti all’AIRE superano i residenti? Sapete come si chiama questo? Spopolamento. Dal 1876 al 1975, sono partite 27 milioni di persone. E oggi abbiamo superato i 35 milioni. Dal 1868 al 1955, l’Italia liberale, fascista, repubblicana, ha firmato 184 accordi di emigrazione, una cinquantina fuori dall’Europa. E oggi? Questo governo preferisce spezzare il legame con le nostre comunità nel mondo”. “Il governo – ha concluso Ricciardi - parla di sicurezza nazionale, ma come spiegherà ai bellunesi, veneti, bergamaschi, umbri, lucchesi, marchigiani, abruzzesi, siciliani, laziali, cilentani, salentini e calabresi che i loro figli e nipoti, doppi cittadini, rischiano di non essere più italiani? A chi ha reso celebre il gelato, insegnato mestieri in Europa, inventato il fish and chips, fatto conoscere la pizza, lavorato nelle fabbriche tedesche e pagato con la vita a Marcinelle, ora voi dite che non trasmetteranno più la cittadinanza italiana. Diteglielo voi, ai vostri vicini, che i loro discendenti rischiano di perdere l’identità italiana. Non è una questione di sicurezza. Questo è un fallimento politico. Il vero pericolo per l’italianità nel mondo non sono gli italiani all’estero. Siete voi”. (NoveColonneATG N. 22 del 22 maggio)

PD IN AUSTRALIA: REFERENDUM MOMENTO DI DEMOCRAZIA PER RAFFORZARE I DIRITTI DI LAVORATORI E CITTADINI

CANBERRA - "Un'occasione irripetibile" per far sentire la propria voce e far contare i diritti. Così, il Pd in Australia ha invitato l'intera comunità italiana residente nel paese a partecipare attivamente ai referendum italiani dell’8 e 9 giugno 2025. Un appuntamento, secondo loro, che con i suoi quattro quesiti sul lavoro e quello sulla cittadinanza, rappresentano "non solo un’occasione per rinnovare e rafforzare i diritti dei lavoratori e dei cittadini, ma anche un fondamentale strumento di partecipazione democratica per gli italiani all’estero, il cui voto incide sul raggiungimento del quorum necessario". Secondo Giuseppe Ardica, Segretario di Paese per l’Australia, l’esperienza dell’immigrazione italiana in Australia è infatti "un capitolo unico e prezioso della nostra storia. Da pionieri che, sin dal XIX secolo, hanno affrontato sfide immense per costruire una nuova vita, fino ad oggi, i nostri connazionali hanno saputo coniugare il rispetto per le proprie radici con l’impegno a contribuire allo sviluppo della società australiana. Questa duplice identità – italiana e australiana – rafforza un legame che va ben oltre i confini geografici e che oggi si rinnova attraverso il diritto di voto nei referendum italiani". Il Pd in Australia si è fatto, per suo volontà, "portavoce di un ideale di modernità e inclusione". Per questo sostiene "con fermezza" la necessità di aggiornare le normative in materia di lavoro per "garantire maggiori tutele ai lavoratori" e di riformare la legge sulla cittadinanza "affinché rispecchi la realtà di una società globale e multiculturale". Ardica ha quindi citato le volontà dei rappresentanti del Pd eletti in Australia, cioè il Senatore Francesco Giacobbe e il deputato Nicola Caré, che hanno entrambi sottolineato l'importanza della partecipazione a questo voto, concludendo infine con l'invito a partecipare poiché "il contributo degli italiani residenti in Australia costituisca un tassello fondamentale per una visione di progresso che abbraccia sia la dimensione nazionale che quella internazionale" e per "una società inclusiva, in cui il rispetto per la storia e le esperienze degli italiani all’estero si traduce in azioni concrete a favore di diritti e progresso". (aise 27/05/2025)

EURISPES: IL 29 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ITALIA 2025

ROMA – Il 29 maggio, alle ore 11,00, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Viale Castro Pretorio 105), il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, presenterà il Rapporto Italia 2025, il tradizionale appuntamento annuale dell’Istituto. Il Rapporto (giunto quest’anno alla 37^ edizione) si costruisce ogni anno attorno a sei dicotomie, illustrate attraverso altrettanti saggi accompagnati da sessanta schede fenomenologiche. Vengono affrontati, quindi, con una lettura duale e contrapposta della realtà, temi che l’Istituto ritiene rappresentativi, anche se non esaustivi, della attualità politica, economica e sociale del nostro Paese. Le dicotomie tematiche individuate per il Rapporto Italia 2025 sono: Unione/Divisione – Cura/Incuria – Concentrazione/Distribuzione – Scelta/Obbligo – Speranza/Rinuncia – Agio/Disagio Ad arricchire il Rapporto, le indagini campionarie che, nell’edizione di quest’anno, hanno sondato alcuni dei temi tradizionalmente osservati dall’Eurispes: la fiducia nelle Istituzioni; la partecipazione politica; l’opinione sui temi etici; l’italianità; l’antisemitismo; la situazione economica delle famiglie e i consumi; l’uso delle nuove tecnologie; le abitudini alimentari; il rapporto con il mondo animale e numerosi altri contenuti di stretta attualità.(Inform martedì, 27 Maggio, 2025)

BELLUNO: MOSTRA FOTOGRAFICA “BRASILE. TRA DUE MONDI, UNA STORIA”

Belluno - Da venerdì 23 maggio a domenica 27 luglio 2025, nella sala mostre del Museo Etnografico Dolomiti a Cesiomaggiore, in provincia di Belluno, è aperta al pubblico la mostra fotografica "Brasile. Tra due mondi, una storia" allestita in occasione del 150° Anniversario dell’emigrazione italiana in Brasile, curata dal fotografo italo-brasiliano Luis Tadeu Vilani. L’inaugurazione avrà luogo venerdì 23 maggio 2025 alle ore 18.00 nella sala conferenze del Museo. Il 21 febbraio 2024 si sono ufficialmente aperte le celebrazioni per i 150 anni dell’emigrazione italiana in Brasile, data che ricorda la prima partenza nel 1874 degli emigranti veneti, friulani e trentini dal porto di Genova. Le ricorrenze proseguono anche quest’ano nello stato del Rio Grande Do Sul, dove il 20 maggio 1875 giunsero i primi immigrati italiani a Campo dos Bugres, oggi conosciuta come Caxias do Sul e dove si trova attualmente la seconda più grande comunità di origine italiana dopo quella di São Paolo. Il Museo Etnografico Dolomiti ricorda l’esodo che cambiò i destini di tante famiglie e comunità bellunesi, riproponendo la mostra Foto de discendenti italiani in Brasile del fotografo Luis Tadeu Vilani che era già stata esposta nel 2003 in provincia di Belluno. Il Museo ha dedicato una sezione espositiva all’emigrazione italiana in Brasile sulla base delle ricerche storico-antropologiche condotte a partire dal 1977 da Daniela Perco e successivamente da Francesco De Melis, Loredana Corrà, Annamaria Seno, Daniele Gazzi, Giuliana Sellan, Andrea Zannini e Patrizia Pizzolotto. Inoltre, il Museo conserva nell’archivio sonoro un importante patrimonio di testimonianze (fiabe, leggende, canti, orazioni, racconti sui primordi dell’insediamento) registrate nella cosiddetta microregione italiana del Rio Grande do Sul. Anche per questa ragione e grazie alla preziosa collaborazione di Livio Benvegnù, che ha fatto da tramite con il fotografo Luis Tadeu Vilani per la donazione delle fotografie, il Museo ha deciso di allestire una mostra che racconta la vita quotidiana dei discendenti italo-brasiliani nel Rio Grande do Sul. Le immagini in bianco e nero, per precisa scelta di Vilani, sono il frutto di un reportage iniziato nel 2000 e che continua tuttora. (NoveColonneATG N. 22 del 22 maggio)

DECRETO CITTADINANZA: "CARA ITALIA, NON TI DIMENTICARE DI NOI" – DI FLAVIO BELLINATO SANTO

DOMINGO - “Ciao, sono Daniela. Sono nata in Messico, sono di origini calabresi di terza generazione e mi sento 100% italiana. Cara Italia, non ti dimenticare di me, perché io non mi sono dimenticata di te”. Queste parole, pronunciate con emozione, semplicità e in un italiano perfetto da Daniela Zumpano, Consigliere del Com.It.Es. (Comitato Italiani all’Estero) del Messico, racchiudono lo spirito di milioni di italiani nati oltre confine: un senso di appartenenza che va oltre le distanze geografiche e oltre le generazioni. Ed è proprio pensando a loro – ai figli, ai nipoti, ai pronipoti degli italiani emigrati – che risuona forte il dovere di riflettere sul recente Decreto Legge che introduce nuove limitazioni alla trasmissione della cittadinanza italiana iure sanguinis. Il decreto è ormai legge. Tuttavia, prima della sua approvazione definitiva, avevo condiviso pubblicamente una riflessione che ritengo ancora oggi attuale. La comunità italo-discendente del Paese in cui risiedo, la Repubblica Dominicana, ha rappresentato – e probabilmente rappresenta tuttora – tra il 40% e il 50% degli iscritti all’AIRE. Parliamo di famiglie storiche, di cittadini attivi, che mantengono vivo il legame con la cultura e l’identità italiane. È comprensibile l’intento del legislatore di rafforzare il legame sostanziale tra l’Italia e i nuovi cittadini, contrastando eventuali abusi. Tuttavia, rimango profondamente perplesso di fronte alla parte della legge che limita la cittadinanza alle future generazioni di chi è già italiano per diritto di sangue. Non possiamo riscrivere la storia a posteriori, né introdurre criteri arbitrari che penalizzano chi, pur nato all’estero, coltiva un’identità italiana autentica e viva. Penso, ad esempio, al ruolo fondamentale svolto da istituzioni associative come Casa de Italia, che ha visto protagonisti molti italo-discendenti nella battaglia per la riapertura della nostra Ambasciata a Santo Domingo. Persone che non possono essere dimenticate. La cittadinanza non è soltanto un timbro o un documento. Forse, a livello legislativo, sarebbe stato opportuno trovare un punto di equilibrio tra la necessità di contrastare gli abusi e il dovere di tutelare chi porta con sé l’Italia non solo nel sangue, ma soprattutto nell’anima. La cittadinanza è riconoscimento, identità e appartenenza. Caratteristiche difficili da misurare quando ci si trova di fronte a generazioni figlie di storie di migrazione forzata dal Belpaese. E, come ci ha ricordato Daniela: “Italia, non ti dimenticare di me…”. (flavio bellinato*\aise 27/05/2025) *

Italiani Oltreconfine “CONTRIBUTI PIACENTINI ED EMILIANI ALL’EMIGRAZIONE NEL REGNO UNITO”: IL 28 MAGGIO CONFERENZA A PIACENZA DEL PROF. DIEGO ZANCANI (UNIVERSITÀ DI OXFORD)

PIACENZA – I “Contributi piacentini ed emiliani all’emigrazione nel Regno Unito”: è il tema della conferenza che il prof. Diego Zancani, docente di Lingue Medievali e Moderne e professore emerito all’Università di Oxford terrà il 28 maggio alla Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza. Un tema di grande suggestione che, partendo dall’esodo italiano degli inizi dell’Ottocento, intende ricostruire la storia dell’emigrazione piacentina ed emiliana in Gran Bretagna e l’impatto che essa ebbe sulla società anglosassone. Il prof. Zancani, egli stesso emigrante di lungo corso, evocherà alcune figure storiche poco conosciute che hanno segnato l’epopea degli emiliani in terra inglese, come per esempio Antonio Panizzi che diventò il primo docente di italiano dell’University College di Londra. Zancani tratterà poi del contributo che i migranti piacentini hanno portato nel Regno Unito, nei vari settori e in particolare nell’ambito della ristorazione. L’incontro, ad ingresso gratuito e riservato agli over 65 residenti a Piacenza, è promosso dall’Ufficio Attività socio-ricreative per la terza età del Comune. Necessaria l’iscrizione. Contattare l’Ufficio Attività socio-ricreative. (Inform 27 Maggio, 2025)