“IL VOTO È LIBERTÀ”. MARATONA CONTRO L'ASTENSIONISMO

In diretta da Piazza Vittorio, a Roma, l'iniziativa del Comitato promotore dei referendum dell'8 e 9 giugno. Appuntamento lunedì 19 maggio a partire dalle 17 16 maggio 2025 - Dopo le gravi dichiarazioni degli esponenti di governo e del presidente del Senato sull’astensione ai referendum, rispondiamo con una grande mobilitazione per la democrazia e il diritto di voto.

Partecipano Acerbo, Albano, Aprile, Azzariti, Baldanzi, Biani, Bolignano, Boccoli, Bonaccorsi, Bonelli, Boscaino, Calandrone, Caminito, Campailla, Casertano, Castellina, Caudo, Ciaccheri, Ciani, Cioffredi, Cirillo, Civica, Conte, Cossutta, Costante, Crocini, D’Amore, De Cicco, De Fiores, De Marzo, Di Mario, Di Paolo, Di Salvo, Falcone, Ferracuti, Ferruggia, Fratoianni, Gentili, Giartosio, Granaglia, Grandi, Gualtieri, Guanciale, Ioia, Ionita, Landini, Lanzi, Macheda, Magi, Manfredonia, Maraio, Marcon, Massa, Miccio, Muroni, Omizzolo, Orecchio, Paolantoni, Parisi, Pelagallo, Petruccioli, Pianta, Piergentili, Pierlorenzi, Prunetti, Raimo, Raitano, Ranucci, Reljic, Ricci, Sanna, Sbaraglia, Schiano, Schlein, Segre, Speranza, Susani, Telese, Testa, Tomassetti, Turi, Venditti, Vita e tante altre personalità. (FONTE: Collettiva)

URUGUAY: L’AMBASCIATORE PETRI ALLA VEGLIA FUNEBRE PER L’EX PRESIDENTE MUJICA

MONTEVIDEO - L’Ambasciata d’Italia in Uruguay e l’Ambasciatore Fabrizio Petri hanno espresso in queste ore le loro più sentite condoglianze per la scomparsa dell’ex Presidente uruguaiano José “Pepe” Mujica, scomparso a 90 anni nelle scorse ore. L'Ambasciatore Petri ha anche preso parte alla veglia funebre del Presidente Mujica, dove ha potuto esprimere personalmente le sue condoglianze al Vicepresidente e alla moglie, Lucía Topolansky, e ha firmato, a nome di tutti i cittadini italiani, il libro delle condoglianze aperto dal Ministero degli Affari Esteri dell’Uruguay. “Figura emblematica della storia dell'Uruguay, il presidente Mujica sarà ricordato per il suo enorme impegno a favore della democrazia e della giustizia sociale – ha spiegato l’Ambasciata in una nota -. Il suo instancabile lavoro a favore dei poveri e la sua umiltà hanno lasciato un segno profondo sia nell'Uruguay che nella comunità internazionale. Grazie anche alle sue origini italiane, il presidente Mujica ha mantenuto per tutta la vita un affetto particolare per l'Italia”. (aise 16/05/2025)

IL PAPA AI MEDIA: DISARMIAMO LE PAROLE PER DISARMARE LA TERRA

Roma - "Ripeto a voi l’invito fatto da Papa Francesco nel suo ultimo messaggio per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività". Così Papa Leone XIV, durante l’incontro in Vaticano del 12 maggio con i rappresentanti dei media, che lo hanno accolto con una vera e propria standing ovation. "Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare - aggiunge il Pontefice - ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce. Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana. Voi siete in prima linea nel narrare i conflitti e le speranze di pace, le situazioni di ingiustizia e di povertà, e il lavoro silenzioso di tanti per un mondo migliore. Per questo vi chiedo di scegliere con consapevolezza e coraggio la strada di una comunicazione di pace" è l'appello di Leone XIV ai media. Cari amici, impareremo con il tempo a conoscerci meglio" dice il Papa rivolgendosi ai giornalisti presenti, ringraziandoli "per il lavoro che avete fatto e state facendo in questo tempo, che per la Chiesa è essenzialmente un tempo di Grazia", ribadendo nel suo discorso che "la pace comincia da ognuno di noi, dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri: in questo senso il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza, dobbiamo dire no alla guerra delle parole, delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra". Inoltre, Leone XIV esprime "la solidarietà della Chiesa ai giornalisti incarcerati per aver cercato e raccontato la verità", chiedendone la liberazione. Infine, un passaggio sull'intelligenza artificiale "col suo potenziale immenso, che richiede, però, responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti, così che possano produrre benefici per l’umanità. E questa responsabilità riguarda tutti, in proporzione all’età e ai ruoli sociali". (NoveColonneATG N. 21 del 15_05)

MAZZINI E L’EUROPA: A BRUXELLES L’INCONTRO PROMOSSO DALLA FONDAZIONE INSIGNITI OMRI

BRUXELLES - Sarà l’Istituto di Cultura Italiano a Bruxelles ad ospitare lunedì prossimo, 19 maggio, l’incontro “Mazzini e l’Europa” a 75 anni dalla Dichiarazione Schumann, che segnò l’inizio del processo di integrazione europea. Organizzato dalla Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Bruxelles e Domus Mazziniana e sotto l’Alto Patrocino del Parlamento Europeo, l’incontro si inserisce nel quadro delle celebrazioni della Giornata dell’Europa 2025. La serata inizierà alle 19.00 con un messaggio inviato dalla Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola. A seguire, saranno presentati i saluti istituzionali da parte di Pierre Di Toro, Direttore “di chiara fama” dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, Alessandro Butticé, Presidente del Comitato internazionale della Fondazione OMRI, Paolo Mancarella, Presidente della Domus Mazziniana e del Comitato provinciale di Pisa della Fondazione OMRI, Federica Favi, Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, Antonio Tajani, Primo Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’evento proseguirà approfondendo il pensiero civico, repubblicano ed europeo di cui Mazzini è stato portatore. Pietro Finelli, Direttore e Coordinatore dell’attività scientifica e di ricerca della Domus Mazziniana, parlerà? della “Visione europea di Mazzini”, esplorando la sua concezione di un’Europa unita non solo politicamente, ma anche culturalmente e socialmente. A seguire, Paolo Peluffo, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Insigniti OMRI, approfondirà l’eredità di Mazzini analizzando le pratiche e i simboli che Mazzini considerava fondamentali per costruire una società democratica e repubblicana. A moderare l’intero evento sarà il Prefetto Francesco Tagliente, Presidente della Fondazione Insigniti OMRI, che guiderà la discussione tra i relatori come momento di riflessione collettiva sull’eredità di Giuseppe Mazzini. (aise 17/05/2025)

EMIGRAZIONE, RICCIARDI (PD): NOSTRA ESSENZA PROFONDA, IMPARARE DAL PASSATO

Roma – “La storia serve non solo per capire quello che è accaduto nel passato, serve per capire come, che cosa sta accadendo oggi. E questo documentario ha il pregio di far riscoprire una storia che in parte è stata dimenticata, in parte viene nascosta in questo paese: come venivamo trattati in Svizzera, quali erano le condizioni, il divieto di raggiungimento familiare, la difficoltà nelle richieste di seconda e terza generazione nell'acquisire un passaporto, una cittadinanza che poi veniva negata o resa difficile”. Così Toni Ricciardi, deputato del Partito democratico eletto nella circoscrizione estero, in occasione della proiezione del documentario “La trasformazione della classe operaia in stranieri” del regista svizzero Samir, il 13 maggio alla Camera. Questo documentario serve intanto per far capire la sua storia, secondo per far capire che i problemi che noi vivevamo cinquant'anni fa in Svizzera sono i problemi che gli stranieri vivono oggi in Italia, e l'appuntamento del referendum è un appuntamento decisivo perché ci sono 2,5 milioni di persone che sono italiani, ma che attendono la formalizzazione”. Ma perché c'è questa forma di cancellazione di un passato di migrazione che c'è ancora, anche se chiaramente in forme diverse? Ricciardi ricorda che sono partite “190mila persone nell'ultimo anno. Perché? Perché si fa fatica a ricordare al mondo che eravamo morti in fame, che dovevamo emigrare e che ci accontentavamo delle condizioni pessime delle baracche che non erano dissimili dalle baracche dei migranti oggi in Italia e che pur di lavorare, di offrire una soluzione di prospettiva alle proprie famiglie si accettava di tutto”. Quanto al concetto di identità, che Ricciardi dice di “non amare”, “se c'è un elemento che accomuna questo paese negli ultimi due secoli è sicuramente la migrazione. Non esiste casa, dalla Val d'Aosta a Lampedusa, che non abbia avuto un parente più o meno alla lontana, un vicino di casa che non sia emigrato: Allora questa è l'identità italiana, è la mobilità l'essenza profonda dell'italianità a tutto il resto è finzione, retorica e molte volte politica”. Per vedere l’intervista video realizzata da 9colonne: https://www.youtube.com/embed/odtYQmZQB20 (NoveColonneATG N. 21 DEL 15_05)