BULGARIA, A SOFIA “NICODEMO MISITI: TRADIZIONI MILLENARIE DEL SUD ITALIA”

SOFIA – “Nicodemo Misiti: Tradizioni Millenarie del Sud Italia” : la mostra, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura a Sofia, si è tenuta presso il Palco di Centralni Halli. Nicodemo Misiti, fotografo e ricercatore, ha dedicato il suo lavoro a documentare le tradizioni millenarie del Sud Italia, unendo la sua passione per la fotografia con una profonda conoscenza storico-antropologica.

Il progetto di Nicodemo Misiti abbraccia gli ambiti della storia, della cultura e delle tradizioni delle regioni italiane del Sud, mirando a salvaguardare e divulgare usanze, feste, tradizioni religiose, gastronomia e immagini dei piccoli villaggi del Sud. In particolare, le sue opere mettono in evidenza la ricchezza culturale della Calabria. Misiti ha fotografato, ad esempio, la Festa della Pita, un antico rito di fertilità che si svolge sulle montagne del Pollino, e il Carnevale Alessandrino, che si distingue per le sue maschere bianche, ricoperte di coloratissimi orpelli (specchi, fiori, piume) e grandi scialli che celano completamente l’identità di chi le indossa. Altre tradizioni includono i “Vattienti” di Nocera Terinese, una pratica di autoflagellazione in pubblico legata alla religiosità popolare, e la festa degli “Spinati” di San Rocco a Palmi, dove si percorrono a piedi scalzi le strade della città indossando un canestro conico fatto di rami spinosi di Ginestra, chiamato “Spalas”. Misiti ha anche documentato le “Danze Arberëshe”, un’antica danza dei discendenti degli albanesi migrati in Italia nel XV secolo. La loro danza, La Vallja, consiste in un ballo fatto da uomini e donne vestiti in costume tradizionale, che tenendosi a catena per mezzo di fazzoletti si snodano per le vie del paese eseguendo canti tradizionali.(Inform lunedì, 5 Maggio, 2025)

VOLTI E STORIE DELL'EMIGRAZIONE POLITICA NELLA GENOVA DEL RISORGIMENTO: DOMANI LA CONFERENZA AL MEI

GENOVA - Nell’ambito di Genova nell’Ottocento il Museo dell’Emigrazione Italiana di Genova ha organizzato per domani, 6 maggio, alle ore 17.00, la conferenza “Volti e storie dell'emigrazione politica nella Genova del Risorgimento”, dedicata a ripercorrere uno degli aspetti forse meno noti della storia dell’Ottocento genovese e nazionale. Genova, città del Risorgimento, ha rappresentato il principale crocevia dei flussi migratori degli esuli politici, creando un legame profondo tra le due sponde dell’Atlantico, tuttora vivo nelle comunità italo-americane. Giorgia Barzetti, curatrice del MEI, sarà colei che introdurrà la relatrice Raffaella Ponte, già direttrice del Museo del Risorgimento di Genova. Raffaella Ponte è una storica che fino al dicembre 2021 ha diretto l’Istituto Mazziniano - Museo del Risorgimento e l’Archivio Storico del Comune di Genova. Due istituti nei quali ha potuto mettere a frutto il suo curriculum specialistico nel settore storico e archivistico, attraverso un’intensa attività di conservazione, valorizzazione e studio delle collezioni civiche. Tra il 2009 e il 2014 ha svolto attività didattica quale docente a contratto presso l’Università di Genova - Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia, nei Corsi di Laurea triennale e magistrale in “Scienze storiche”. Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (ANVRG) per un mandato (2022-2024), attualmente è Consigliere nazionale della stessa. Ispettrice Archivistica Onoraria del Ministero della Cultura, Accademica dell’Accademia ligure di Scienze e Lettere, in tali vesti svolge attività di studio e ricerca finalizzate alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio culturale, con particolare riferimento alla storia del Risorgimento. (aise 05/05/2025)

IL MITTE: UN LIBRO PER SVELARE LA MEMORIA CONDIVISA DEGLI ITALIANI IN GERMANIA

Dortmund – Giovedì 6 maggio alle 18.00, la comunità italiana in Germania avrà l'opportunità di partecipare a un importante momento di riflessione culturale. Il Comites Dortmund presenta in streaming il saggio "Verso una memoria condivisa" di Gino Chiellino, figura di spicco dell'emigrazione intellettuale italiana. L'autore dialogherà con Lucia Conti, editrice de Il Mitte, e Maddalena Tirabassi, direttrice del Centro Altreitalie, in un evento patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri. A riportarlo è un articolo del Mitte, il quotidiano online di Berlino pensato per gli oltre 822.000 italiani che vivono in Germania. Il lavoro di Chiellino offre una rilettura profonda dell'esperienza migratoria italiana, andando oltre la tradizionale narrazione economica per esplorare dimensioni culturali e identitarie. "La nostra comunità in Germania rappresenta un caso unico", spiega l'autore, "non solo per la sua consistenza numerica, ma per come ha saputo arricchire il tessuto sociale tedesco". Nato in Calabria nel 1946, Chiellino vive in Germania dal 1970 dove ha sviluppato pionieristici studi sulla letteratura interculturale. All'incontro parteciperà anche Maddalena Tirabassi, tra le massime esperte di fenomeni migratori, che porterà la sua lunga esperienza di ricerca sulle comunità italiane nel mondo. "Oggi più che mai", sottolinea Tirabassi, "l'emigrazione italiana va letta come un fenomeno complesso, dove aspetti economici si intrecciano con processi di costruzione identitaria". L'evento si configura come un'occasione preziosa per riflettere sul ruolo delle comunità italiane all'estero come ponti culturali e laboratori di integrazione. La presentazione si concluderà con un dibattito aperto al pubblico, momento in cui i partecipanti potranno condividere esperienze e prospettive. Un appuntamento che dimostra come la memoria migratoria possa diventare risorsa per comprendere le sfide del presente e immaginare nuovi modelli di convivenza interculturale. Per chi volesse partecipare, l'evento sarà trasmesso sulle pagine Facebook e Zoom del Comites Dortmund, previa registrazione via e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Un'opportunità per riscoprire, attraverso le pagine di Chiellino e il confronto con esperti, il valore dell'esperienza migratoria italiana come patrimonio condiviso. (NoveColonneATG)

L’EMIGRAZIONE FRIULANA DAL 1946 AI GIORNI NOSTRI: A UDINE L’EVENTO “FRIULOUT”

UDINE - Si terrà questa sera, lunedì 5 maggio, alle ore 20.00 presso il Centro Polifunzionale di Morsano di Strada, a Udine, la serata di riflessione sul tema della fuga dei cervelli e dell'emigrazione dal Friuli Venezia Giulia dal titolo “FriulOut”. La serata è organizzata dal Drin Drin di Udine e avrà come ospiti Massimo De Liva, autore e manager, Claire Poletto, Project Manager e expat italo-francese, e Fabrizio Biscotti, Managing VP Gartner Londra. Durante l'evento, De Liva presenterà le sue ricerche e le storie raccolte nel suo ultimo libro “Friûlout”, offrendo uno sguardo approfondito sulle esperienze dei friulani che hanno scelto di trasferirsi all'estero. Si avrà anche l'opportunità di ascoltare testimonianze dirette di friulani espatriati e rimpatriati, che condivideranno le loro sfide e motivazioni. Una vera e propria esplorazione delle dinamiche del fenomeno migratorio e una discussione su come poter rendere il FVG un luogo più attrattivo per i talenti di oggi e di domani. (aise 05/05/2025)

LIBRI, FRANCESCO JORI: "ANDEMO IN MERICA"

Roma - L'ondata di richieste di passaporti italiani da parte dei discendenti dei nostri emigranti – che di recente ha costretto il governo a intervenire con una stretta legislativa - ha portato alla ribalta il rapporto del nostro paese col fenomeno migratorio, che ha disseminato nel mondo 6 milioni di italiani e un'ottantina di milioni di oriundi. Ma chi se n'è andato dall'Italia e perché, dov'è andato e cosa si è portato dietro, e soprattutto come ha contribuito alla crescita dei paesi ospitanti? A queste domande risponde il saggio di Francesco Jori "Andemo in Merica", che illustra - come recita il sottotitolo - "Un secolo e mezzo di emigrazione di massa" dal Veneto e dal Friuli soprattutto verso l'America del Sud (Edizioni Biblioteca dell'Immagine): un libro – riferisce Il Piccolo in un articolo del 28 aprile- con un ricco apparato di foto d'epoca che arriva in concomitanza col 150mo anniversario (nel 2026) della fondazione di Caxias do Sul, città del Rio Grande capitale dell'emigrazione veneta e friulana in Brasile. Dopo l'introduzione di Aldo Rozzi Marin, presidente dei Veneti nel Mondo, i primi capitoli ricostruiscono le drammatiche condizioni economiche e sociali che a cavallo del ‘900 allontanarono dal nostro Paese oltre 600 mila persone ogni anno (9 milioni solo fra il 1900 e il 1915), di cui 3 milioni tra veneti e friulani. (NoveColonneATG)