"VERTICE ROMANO? IO NON C'ERO", FIRETTO SMENTISCE E "ATTACCA"
“Non ho partecipato ad alcun vertice romano. E' fin troppo evidente che i rumors cui si fa riferimento siano tirati ad arte da qualche 'accattone vestito da politico', e ho qualche idea al riguardo". A parlare è il sindaco di Porto Empedocle e candidato sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che interviene in seguito al nostro articolo in cui si fa riferimento ad un vertice che tenutosi a Roma per decidere le alleanze a supporto della sua candidatura a primo cittadino del capoluogo. Nonostante i palesati malumori di alcuni deputati nazionali, contrariati per il mancato invito a questa riunione, il candidato sindaco sostiene di non aver partecipato ad alcun vertice. "Ho visto in queste settimane tanti cittadini e associazioni agrigentine - ha affermato Lillo Firetto - e mi prometto di incontrare entro febbraio il ministro degli Interni agrigentino, e continuerò con altri nell'interlocuzione. Tirare in ballo personaggi che mi risultano oggi fuori dall'agone (si riferisce a Calogero Mannino, ndr) è pura interessata cattiveria. Al prossimo vertice - conclude scherzando - magari avrò dalla mia parte Mazzini, Cavour e Garibaldi". Nell'evidenziare che Firetto ha smentito di aver preso parte alla riunione, non facendo riferimento alcuno al fatto che questa ci sia stata o meno, ci chiediamo: ma questa possibilità di un’alleanza tra Ncd e Mpa per le prossime Amministrative agrigentine c’è? O è del tutto impossibile? Senza voler fare altri nomi, rispetto a chi "sta fuori dall'agone" politico, vero è anche che comunque la storia dell’Agrigentino lo insegna: tanti sono i politici che godono di un buon “bacino di voti” nonostante siano almeno in apparenza “fuori dai giochi”; continuano, insindacabilmente, ad avere un certo “peso”. (fonte: agrigentonotizie)
 
AGRIGENTOMANIFESTA: "NON CONCORRIAMO ALLE ELEZIONI MA RIMANIAMO PRESENTI"
 
Una frangia dell'organizzazione di AgrigentoManifesta comunica, ufficialmente, che il gruppo non parteciperà in alcuna forma (con lista propria o appoggiando altre esistenti) alle prossime elezioni amministrative del Comune di Agrigento. "Con questo segnale - si legge nella nota - AgrigentoManifesta ribadisce il proprio scopo, di attivismo extra-consiliare e sociale, soprattutto indicando un percorso delineato e chiaro a tutti coloro i quali, negli ultimi giorni, hanno maturato delle naturali perplessità. Sentiamo l'obbligo di questa presa di posizione dopo una serie di attacchi, spesso mirati e strumentali, soprattutto sui social network, volti a screditare l'immagine di un movimento spontaneo e propositivo che è riuscito a raccogliere più di duemila agrigentini in piazza, contribuendo sensibilmente alle dimissioni di massa dell'assise consiliare. Chiunque crede di indebolirci, ci rafforza. Non siamo interessati a scopi elettorali, lasciando fugare tutti i dubbi in tal senso. Siamo sicuri di possedere un requisito unico, nel panorama sociale agrigentino, rappresentato da un sentimento di protesta e trasformazione culturale che irrompe tra i cittadini, e che non intende spegnersi. Il nostro progetto è ben più ambizioso rispetto alla creazione di una lista civica o qualsiasi partecipazione politica: vogliamo trasformare l'indifferenza cittadina in attività, costringendo l'indifferenza politica, di conseguenza, a dissolversi nel cambiamento. Non servirà eleggere dei nostri rappresentanti per incidere, perché pretenderemo di essere rappresentati al massimo dell'onestà, della programmazione, della competenza, da ogni singolo individuo assumerà cariche di rappresentanza politica e amministrativa. Lo faremo rimanendo presenti, costantemente, nel territorio. Indiremo assemblee a cadenza fissa, confrontandoci con professionisti, cittadini e proponenti, esplorando a 360 gradi l'apparato socio-politico della nostra città. Impareremo e costruiremo un'educazione al voto, proponendo dei veri e propri dibattiti formativi, rilanciando proposte e idee. Promuoveremo eventi, manifestazioni, impegnandoci attivamente per fornire un contributo costruttivo, al fine di arricchire un panorama scarno e desolante. Pretenderemo da chiunque metterà piede a Palazzo dei Giganti la garanzia dei nostri diritti. Pretenderemo la fine della negligenza e dell'incapacità. Pronti a scendere in piazza e a mostrare la rabbia di un popolo stanco ogni volta sarà necessaria. Il gruppo manterrà la propria apertura a tutti gli individui che vorranno dire basta all'indifferenza, all'omissione e alle logiche che continuano a imperversare, facendo dell'attivismo, della proposizione e della protesta le proprie armi per contrapporsi a un male radicato nella società. Chiunque ha detto basta, ma soprattutto non vorrà smettere di farlo, sarà la linfa essenziale di questo gruppo, indipendentemente da orientamento politico, religioso, sessuale, razza o estrazione sociale. Questo vuole essere un manifesto, una sorta di 'documento zero' dal quale partire, e invitiamo chi si ritrova ideologicamente affine ai contenuti a porre la propria firma, che sarà aperta a tutti e avrà valore puramente indicativo. Servirà a confermare una volontà: quella di andare dritti e divincolarsi dagli inquinamenti partitici di questa campagna elettorale, che stanno rallentando e disorientando il grande potenziale di cambiamento del popolo agrigentino. AgrigentoManifesta ribadisce che l'adesione sarà equa in forme, strutture e partecipazione. Noi siamo altro, e non ci fermiamo". Il documento è firmato da Alberto Volpe, Alessandra Bordenca, Alessandro Sardone, Alessia La Porta, Alessio Nobile, Alfredo Bordenca, Angela Tornabene, Arianna Saviano, Azzurra Saviano, Carlotta Marchetta, Clara Scozzari, Claudia Messana, Daniele Spoto, Daniele Vinti, Dario Pìparo, Davide Saia, Domingo Profita, Enrica Daidone, Fabiola Baldanza, Fausto Burgio, Federica Salvo, Francesca Noto, Gianluca Randisi, Giorgia Amodio, Giovanni Vinti, Giulia Saviano, Giuseppe Alfieri, Giuseppe Romano, Ignazio Di Marca, Ilaria Bordenca, Irene Ciaccio, Irene Distefano, Ivan De Lorenzo, Lidia Saieva, Luisa Luparello, Marco Falzone, Marco Ingallina, Marisa Albano, Mauro Bartolomeo, Mauro Majorini, Mauro Raineri, Michele Sodano, Morena Di Natali, Nino Gangarossa, Pamela Bordenca, Roberta Saviano, Rosa Tirrito, Rossana Grillo, Salvatore Sabbia, Sergio Tedesco, Silvia Cardella, Tommy Lopez, Valentina Vella. (fonte: agrigentonotizie)
 
AGRIGENTO, DIMISSIONI DI MASSA: DECADUTO IL CONSIGLIO COMUNALE
 
Decaduto il Consiglio comunale di Agrigento. “Siamo stati messi nella impossibilità di continuare il nostro lavoro. Pertanto abbiamo deciso, tutti insieme, di fermarci a due anni dalla elezione. Il sindaco ha abbandonato la città e il Consiglio; abbiamo cercato di lavorare in tutti i modi con il commissario, ma è stato un continuo muro di gomma. Oggi continuare non avrebbe avuto più senso”. Lo ha affermato - alle 15 di oggi pomeriggio - il presidente del Consiglio, Carmelo Settembrino, nel corso di una conferenza stampa convocata urgentemente oggi pomeriggio negli uffici di Presidenza, durante la quale sono state ufficializzate le dimissioni di massa dei Consiglieri comunali di Agrigento. Il passo indietro arriva dopo il "caso Commissioni" e dopo la nomina del Commissario ad acta per le prescrizioni esecutive del Prg. Hanno presentato le dimissioni i consiglieri Settembrino (presidente), Cicero, Civiltà, Di Rosa, Galante, Galvano, Gibilaro, Gramaglia, Mallia, Mandracchia, Pisano, Puleri, Urso, Vaccarello, Vassallo, Vita e Vullo. Dimissioni che vanno ad aggiungersi a quelle di Messina, Trupia, Amato e Saeva, già presentate la scorsa settimana. “Abbiamo deciso di spegnere la luce, - ha detto successivamente Giuseppe Di Rosa - ma ne accendiamo un’altra. Qualcuno ha pubblicato che noi saremmo stati esautorati per quanto riguarda le prescrizioni del Prg. Ma è meglio chiarire: questo Consiglio non ha mai avuto le prescrizioni. E allora noi oggi accendiamo la luce che in tanti avremmo voluto vedere. L’accendiamo potentemente con i fari. Abbiamo contrastato i poteri forti. Noi adesso spegniamo la luce del Consiglio, ma l’accendiamo su un altro problema che nessuno di noi tratterà fin quando la Procura della Repubblica non scioglierà le riserve. Chiudo la conferenza stampa ringraziando i miei colleghi. Vi assicuro che noi, fiduciosi nella macchina giudiziaria italiana, siamo in attesa - quanto la città - di capire se veramente questa terra vuole uscire da ciò in cui si trova. Noi c’abbiamo provato. Ora rimaniamo in attesa che la Procura renda a tutte le nostre famiglie quello che ci è stato tolto”. (fonte: agrigentonotizie)