Secondo una elaborazione dei prezzi dell’Osservatorio di Cittadinanzattiva, la città di Agrigento è quella dove l’acqua si paga di più. La bolletta del prezioso liquido, nella città della Valle dei Templi,

 costa mediamente € 445,00 contro gli appena € 106,00 del costo medio della bolletta di Milano. Con la differenza, che Milano non ha certo problemi idrici, mentre il cittadino di Agrigento, deve sopportare turni di distribuzione a volte insopportabili di parecchi giorni. Al danno di non avere acqua disponibile tutti i giorni, si unisce quindi la beffa di pagare la bolletta più salata. Davvero singolare, i una città dove il turismo viene spesso messo in ginocchio, dove protestato gli agricoltori perché non hanno acqua a sufficienza per gli ortaggi, per gli agrumeti, una città dove il prezioso liquido scarseggia anche per gli usi civili. Questo stato di cose, dovrebbe preoccupare gli amministratori, che dovrebbero essere messi in cindizione di fare un intervento radicale innanzi tutti sulle reti idriche spesso fatiscenti. E’ calcolato, infatti, che circa il 50% dell’acqua immessa nelle tubature va persa prima di arrivare nei rubinetti. A queste perdite dovute alle reti colabrodo, per quanto riguarda Agrigento, vanno assommati i furti di acqua ad opera di coltivatori che lungo gli acquedotti, praticano deviazioni per riempire i bacini artificiali destinati all’agricoltura. Ultimamente, l’intervento delle forze dell’ordine e dell’esercito dislocato lungo la condotta che da Gela porta acqua ad Agrigento, ha consentito di sventare furti e di denunziare i ladri d’acqua, che aggravano la situazione di una popolazione, già abbastanza penalizzata. (S.A.)