"I 37 milioni salvati dalla Deputazione nazionale del centro destra, uniti ai 3 milioni e mezzo di euro stanziati e congelati dalla Regione

 per l'errata localizzazione dell'autoporto che si vorrebbe costruire tra Naro e Campobello di Licata, possono costituire il punto di forza per fare di Misilina l'aeroporto che non c'è". È quanto affermato da Piero Mangione della Cgil, in merito all'erronea localizzazione delle due infrastrutture. Secondo Mangione, non è possibile che da un canto si bruci la metà dell'investimento pubblico per movimentare e depositare altrove "le colline" di Racalmuto, e dall'altro si costruisca un autoporto, inutile per l'economia di quel territorio e non armonizzato con il sistema ferroviario che vuole Caldare come naturale scalo merci. Mangione, a nome del sindacato, spera nel licenziamento dell'ipotesi "Naro" e "Racalmuto", e non riesce a spiegarsi la caparbia resistenza di Massinelli e compagni e di qualche operatore dei trasporti di quella zona. Il sindacalista spera, inoltre, nell'assunzione di responsabilità da parte del presidente D'Orsi, del presidente Messina, del presidente Catanzaro e della Cna che possono provocare una svolta decisiva verso l'ipotesi Misilina che arricchirebbe particolarmente quell'area con l'insieme della provincia. "L'aeroporto- scrive Mangione in una nota stampa -serve come tutto il resto, ma serve non bruciare i finanziamenti pubblici e mettere a profitto gli investimenti privati con beneficio reale per il fragile sistema economico agrigentino che necessita di facilitatori dello sviluppo". ( fonte agrigentonotizie S.S.)