da un fornitore, alla periferia di Campobello di Licata e senza accorgersene avrebbe camminato su un filo scoperto della corrente elettrica che attraversava l'azienda agricola. Giuseppe Gattì era il figlio di Giacomo, coordinatore cittadino del Pd. Il giovane era stato protagonista, meno di un mese fa, di una violenta contestazione, durante la presentazione del libro ad Agrigento, al sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. "E' con immenso dolore che vogliamo unirci alla tragedia della famiglia di uno dei più valorosi ragazzi conosciuti nel nostro cammino: Giuseppe Gatì. Avevamo offerto a lui il nostro sostegno quando, preoccupato per le reazioni che le sue grida 'Viva Caselli, viva il pool antimafia' davanti al sindaco di Salemi avevano suscitato, si era rivolto a noi". Lo afferma Sonia Alfano, presidente dell'associazione nazionale familiari vittime di mafia. "Il dolore per la sua morte è qualcosa di difficilmente spiegabile - aggiunge - perché Giuseppe era diventato parte del nostro mondo e delle nostre battaglie e per questo si era conquistato la nostra stima ed il nostro affetto. Ci ha seguito ovunque e sostenuto sempre. Ci eravamo affezionati a lui ed avevamo deciso di sorreggerlo e difenderlo dagli attacchi, fisici e verbali, che aveva ricevuto". Sappiamo che il dolore della sua famiglia e dei suoi affetti più cari è inconsolabile ed insanabile ma vorremmo invitarli a lasciare che la fierezza per aver cresciuto un ragazzo con i sani valori che ha dimostrato avere, prevalga sul dolore".


