“L’accordo raggiunto a Tunisi dal ministro Maroni conferma che la politica dei rimpatri di massa non puo’ funzionare. Se a Lampedusa verra’ istituito il centro

 per l’identificazione e l’espulsione, presto l’isola scoppiera’ trasformandosi in un lager”. Lo dice Italo Tripi, segretario generale della Cgil siciliana, che torna a chiedere al Presidente della Regione di sostenere con forza la battaglia dei cittadini di Lampedusa contro il Cie. “Quella di Maroni- afferma Tripi- e’ una manovra propagandistica di sapore antimeridionalista a uso e consumo della Lega Nord e dei suoi sostenitori. Non si capisce perche’ fare il centro di identificazione proprio a Lampedusa, dove sbarca non piu’ del 6% dei migranti, e non utilizzare invece quelli che gia’ esistono sulla terraferma”. Secondo Tripi “ Lombardo non puo’ stare a guardare o limitarsi agli incontri di circostanza, mentre un pezzo della sua regione viene cosi’ ferocamente attaccato: deve battersi con energia per ottenere risultati”. E conclude: “Se il Cie dovesse divenire realta’ l’isola ne uscirebbe distrutta sotto tutti i profili e non c’e’ merce di scambio che possa valere la pena di accettare”. (fonte vivienna)