Imprenditore agrigentino finanzia esportazione casearia. E'  l'imprenditore agrigentino Simone Cimino,

 a capo della società di gestione del risparmio Cape Spa, il fautore dell'operazione di private equity del valore di circa dieci milioni di euro nei confronti del gruppo lattiero caseario dei fratelli Zappalà. Un'operazione certamente ambiziosa, effettuata con quote sottoscritte da Cape tramite tre fondi distinti, che prevede lo sbocco in borsa del marchio caseario siciliano. Una manovra che dovrebbe portare il gruppo Zappalà a superare i 100 milioni di ricavi nel triennio con un'incidenza del margine operativo lordo rispetto al fatturato superiore al 10 per cento. "L'obiettivo è affermare il marchio Zappalà come sinonimo di gastronomia siciliana nel mondo – dice Cimino in un'intervista rilasciata a La Repubblica -. Le cifre del business plan sono credibili perché fino a 3 anni fa il fatturato dipendeva interamente da vendite realizzate in Sicilia, mentre già dall'anno prossimo metà degli introiti avverranno fuori dall'isola. Sfrutteremo le catene della grande distribuzione, ma anche la rete della ristorazione italiana sparsa nel mondo”. La conquista dei mercati esteri avverrà anche grazie ad un nuovo processo di surgelazione in acqua dei prodotti caseari, messo a punto dal gruppo Zappalà, che ha già permesso la commercializzazione di ricotta e mozzarelle in Giappone e fra breve anche in Australia. Lo sviluppo dell'azienda avverrà inoltre con l'integrazione del catalogo con la produzione e commercializzazione di melanzane, carciofini e peperoni fritti o surgelati con il marchio "Campi di Sicilia” del polo produttivo di Butera. "Siamo convinti che sulla base di elevati standard di qualità e di un catalogo integrato di prodotti tipici potremo affermare i nostri prodotti a livello internazionale – dice ancora Cimino dalle pagine del quotidiano Repubblica-. Zappalà si propone come polo aggregante, capace di calamitare le tante aziende di eccellenza del settore alimentare siciliano che non hanno, però, sufficienti mezzi finanziari e strategie distributive per crescere in solitudine. Sono arrivato a Milano nei primi anni '80, ma non dimentico le mie origini e le straordinarie ricchezze della Sicilia – dice l'imprenditore originario di Agrigento-. Vorrei dare una mano alla mia terra perché sono convinto che abbia enormi potenzialità, tali che quando queste energie saranno liberate lo sviluppo sarà formidabile". (fonte agrigento notizie V.C.)