CRONACA DELLA VAL DI MAZARA : UNO SGUARDO AD OCCIDENTE LE ISOLE EGADI TRA LE METE TURISTICHE PIÙ RICHIESTE SUL WEB Favignana cresce del 28 per cento per numero di clic sul web, terza in classifica tra i maggiori aumenti di accessi web. La maggiore delle isole Egadi registra un incremento significativo di ricerche riuscendo ad attrarre la domanda turistica e rientrando nella classifica dell’Osservatorio Trivago, che cita le dieci destinazioni estive italiane che hanno aumentato maggiormente le ricerche per l’estate negli ultimi tre anni a oggi sul più grande motore di ricerca hotel del mondo. Favignana è terza con il 28 per cento di aumenti, dopo Jesolo e la salentina Porto Cesareo. Un nuovo riconoscimento di prestigio per l’arcipelago delle Egadi, dopo quello recente di TripAdvisor, il sito per la pianificazione e prenotazione di viaggi, che la incorona tra le isole preferite dai vincitori dei premi Travelers’ChoiceTM Islands 2016. L’estate scorsa la spiaggia di Cala Rossa era stata incoronata la più bella spiaggia nella speciale classifica di SkyScanner, il noto sito per la ricerca di viaggi e vacanze fondato nel 2003, che registra il giudizio e il gradimento degli utenti sui luoghi. Risultati ancora una volta prestigiosi per Favignana e le isole Egadi sono arrivati anche dalla classifica del Mare piu? bello, l’edizione 2015 della Guida Blu alle vacanze di qualita? sulle coste dei mari e dei laghi italiani, curata da Legambiente e Touring Club Italiano. Lì Favignana risulta seconda nella classifica delle isole minori, mentre l’arcipelago delle Egadi si piazza al terzo posto come “comprensorio” turistico, il primo della Sicilia, nella speciale classifica che accorpa 35 aree geografiche con un’offerta turistica omogenea. Inoltre, il Comune di Favignana conquista nuovamente le 4 vele e si conferma nel “Club delle Vele”, il salotto dei Comuni virtuosi dal punto di vista ambientale. Importante anche l’aumento di presenze del 2015 (+14% di arrivi sull’isola). “Un altro risultato che e? anche una conferma – dice il sindaco di Favignana e presidente dell’Amp, Giuseppe Pagoto – del lavoro attento che ha saputo coniugare la tutela del territorio con la fruibilita? e la valorizzazione”. “Le Egadi – commenta, invece, Stefano Donati, direttore dell’Amp – vengono premiate dai turisti e dai giudizi sulle performance ambientali dell’Amministrazione. E’ il segnale che la tutela dei fondali e delle coste, la gestione oculata dei flussi turistici e la promozione del territorio in chiave di ecosostenibilita? sono una strategia di successo sia nel breve che nel lungo periodo”. (fonte: TrapaniOGGI)
TARIFFA PENDOLARI, IL SINDACO DELLE EGADI NE CHIEDE RIMODULAZIONE
La “tariffa pendolari” introdotta dalla Libertylines sulle tratte per le isole minori solleva perplessità tra gli interessati. Il sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, ha inviato una nota alla compagnia di navigazione chiedendo di rivedere la decisione che definisce, comunque, “apprezzabile, considerato che sono numerosi i pendolari che ogni giorno raggiungono le isole o la terraferma soprattutto per lavoro”. Pagoto evidenzia che da anni, per quanto riguarda i collegamenti Trapani/Marsala con le Egadi e viceversa, l’utente ha beneficiato, acquitando l’apposito abbonamento con piu’ corse, di uno sconto particolarmente importante tanto da pagare per tratta un costo inferiore anche al costo/tariffa singola del biglietto riservato ai residenti che l’Amministrazione ritiene di non doversi per nessun motivo aumentare. “Questa agevolazione ha consentito negli anni di sviluppare, forse più a Favignana che nelle altre isole minori siciliane – sottolinea il sindaco – non solo un notevole traffico di pendolari, ma anche il mantenimento e l’incremento di servizi pubblici, organizzazioni aziendali e/o di impresa, il consolidamento di abitudini nei lavoratori pendolari non solo su tratte/orari ma anche sul costo stesso del biglietto. La decisione, quindi, di eliminare o cambiare tale opportunità, modificando tra l’altro così al rialzo il costo del biglietto stesso, rischia non solo di penalizzare economicamente i viaggiatori pendolari, ma anche di avere ricadute negative sui servizi e sui costi affrontati da quanti ogni giorno devono andare e tornare dalle Isole”. Alla luce di tale riflessione, quindi, la richiesta avanzata alla compagnia e’ proprio quella di riconsiderare la decisione aziendale con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze dei lavoratori. Il sindaco, infine, chiede di estendere il beneficio previsto anche ai nativi delle isole Egadi e ai proprietari di abitazioni nelle isole e ai loro familiari, categorie per le quali l’amministrazione comunale prevede l’esenzione dal pagamento della tassa di sbarco come per i residenti. (fonte: TrapaniOGGI)
"RINFIORATA" DI NARO: SUCCESSO DELLA "TRE GIORNI" DI FLORICOLTURA ED ECOSOSTENIBILITÀ
Grande partecipazione alla "Rinfiorata" di Naro, la tre giorni che ha visto - nella cittadina del barocco siciliano - la realizzazione di un percorso integrato polifunzionale, con l'esposizione di composizioni artistiche floreali e la promozione di una consapevole sensibilità ambientale attraverso le varie tecniche di riciclo e la raccolta differenziata dei rifiuti. L'iniziativa, promossa dalla associazione "Agorà delle donne" presieduta da Maria Grazia Brandara ha voluto riproporre l'antica festa dell'Infiorata, con nuovi contenuti legati alla promozione di valori ambientali. «Si è voluto - spiega Brandara - stimolare l'intero settore terziario, valorizzando il patrimonio produttivo e artigianale, nonché quello culturale ed enogastronomico». Tradizione e innovazione a braccetto: una intera infiorata realizzata con 36 mila bottiglie riciclate, venti spazi espositivi realizzati anch'essi con materiale da riciclo. «Un evento che ha registrato un ottimo riscontro da parte del pubblico - ha commentato Fabio Costarella, responsabile Area sud del Conai (consorzio nazionale imballaggi) - perché unisce temi e aspetti culturali e difesa del territorio e dell'ambiente». Protagonisti della manifestazione i giovani, le associazioni, i cittadini ma anche l'innovazione tecnologica e la pianificazione strategica per lo sviluppo del territorio. Migliaia i visitatori. Due le scalinate, Gueli Alletti e San Nicolò, l'una allestita con la tradizionale infiorata e l'altra con una infiorata 'riciclata' in quanto costituita da materiali di recupero. All'interno della manifestazione incontri e dibattiti che hanno visto, tra le altre, quella del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, del prefetto di Agrigento Nicola Diomede e del questore Mario Finocchiaro oltre che quella del comandante provinciale dei carabinieri Mario Mettifogo. Nel programma anche degustazioni di prodotti tipici ed esibizioni artistiche. Di grande interesse il momento sulle tecniche di riuso degli alimenti in cucina e quello di premiazione alla famiglia che più di altre ha contribuito alla raccolta di bottiglie riciclate, ma anche lo show cooking dal tema "La sacralità del cibo a tavola" oltre al convegno dal titolo "Lo start up della raccolta differenziata in Sicilia, con autorità, esperti e politici a confronto".(fonte: www.agrigentonotizie.it) Inaugurata sul lungomare "Falcone e Borsellino" di Agrigento la "Piccola isola dei giganti" Inaugurata la "Piccola isola dei giganti", l'area ludica sorta sul lungomare agrigentino. Il comitato "InsiemeXGioco" ha presentato ieri alla stampa la realizzazione del parco giochi pubblico dedicato ai bambini e progettato sul lungomare "Falcone e Borsellino" di San Leone. Presenti il sindaco Lillo Firetto, per la Fortitudo il coach Franco Ciani, Albano Chiarastella, Marco Evangelisti e, per l'Akragas, il capitano Ciro Capuano. (fonte: www.agrigentonotizie.it)
PALERMO: FESTINO 2016, PRESENTATE SEI OFFERTE
Sono sei le offerte artistiche inviate all’area Cultura del Comune per l’organizzazione del 392^ Festino di Santa Rosalia, dedicato alla figura di Giuseppe Pitrè, di cui quest'anno ricorre il centenario della morte. Il bando di gara, il cui termine scadeva oggi alle 12, era stato pubblicato all’Albo Pretorio e online sul sito istituzionale lo scorso 19 aprile. Per questa edizione, l’amministrazione ha scelto la forma della "procedura aperta". Il criterio di selezione utilizzato sarà, cioè, quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al contrario di quanto accaduto negli anni scorsi, quando le procedure sono state negoziate. L'importo a base d'asta del Festino 2016 è di 254.508,00 euro oltre iva. "Nel bando - si legge in una nota - è espressamente indicata la previsione dell’articolo 57 che prevede la ripetizione di servizi analoghi, fissando un importo globale presunto di 509.016 mila euro più Iva. Questo consentirà, qualora la capacità finanziaria dell’amministrazione sia disponibile e, ovviamente, nel caso in cui la realizzazione del Festino 2016 sia stata effettuata a regola d’arte, nel rispetto del capitolato d’oneri, del contratto e senza alcun rilievo negativo, di ricorrere alla procedura negoziata senza bando, affidando l’edizione dell’anno 2017, all’operatore economico già affidatario del contratto iniziale". Il bando individuava anche i requisiti di ammissione alla gara. Oltre a quelli di capacità tecnico-professionale, sono stati previsti quelli di capacità economico-finanziaria, finora mai contemplati, ma che costituiscono elemento di garanzia e affidabilità per l’amministrazione degli enti partecipanti alla procedura. Il bando, inoltre, è supportato da due elementi: una scheda tecnica, redatta sui principi che il settore Cultura ritiene fondamentale per la manifestazione e che, con le finalità, obiettivi e azioni, ne caratterizza l’ambito, l’approfondimento dell’idea progettuale. E il formulario che, in caso di mancato utilizzo, non costituisce motivo di esclusione dalla gara, ma è d’ausilio sia per gli enti partecipanti nella stesura del progetto artistico, sia per la Commissione esaminatrice nel lavoro di valutazione. Infatti, detto strumento è strettamente correlato con i criteri e sub criteri di valutazione richiamati nell'avviso pubblico. L’11 maggio verrà nominata la commissione aggiudicatrice. (fonte: www.palermotoday.it)
IL BOMBARDAMENTO SU PALERMO 9 MAGGIO 1943 - BLOG
Nel 1943 le sorti del conflitto mondiale cominciavano ad assumere contorni precisi, quasi definiti. La Germania aveva fallito le sue campagne più importanti: il Leone Marino, ossia l’invasione dell’Inghilterra, che era costata ad Hitler buona parte delle sue Luftwafe e quindi il controllo dei cieli. E l’invasione della Russia (operazione Barbarossa), tragicamente conclusasi a Stalingrad (febbraio 1943), con perdite incalcolabili di vite umane. Gli alleati erano sbarcati in Africa alla fine del 1942 e Palermo, il cui porto nelle fasi iniziali della guerra era stato di notevole importanza per l’Asse, adesso rappresentava un punto cruciale nella rete di sorveglianza antiaerea organizzata dai tedeschi nel Mediterraneo. Nonostante ciò le difese della città erano tutt’altro che impenetrabili e si affidavano prevalentemente alla batteria antiaerea di Capo Zaferano, tra Aspra e Porticello, ad alcune postazioni su Monte Pellegrino, funzionali fino ad un certo punto data l’estrema vicinanza alla città. E poi c’erano gli aerei militari a Boccadifalco, pronti a intervenire in caso di attacco nemico. A partire dal Febbraio del 1943 la presenza degli Alleati, che ormai hanno comoda base in Marocco e Algeria, si fa pressante. Si susseguono i bombardamenti: 3 febbraio (colpito il porto e piazza Magione), 1 marzo (ancora il porto, ma sfiorata anche la Cattederale e colpite la catacombe dei Cappuccini) e 22 marzo (ancora porto). Ma è ad aprile che comincia il vero massacro della città. E parlo di massacro, dato che l’unico vero obiettivo militare, il porto, era stato già quasi completamente distrutto nelle precedenti incursioni. Ad aprile le fortezze volanti colpiscono ben quattro volte la città, utilizzando bombe incendiarie e al fosforo. Il 18 aprile, una bomba “destinata” alla Cattedrale finisce a piazzetta Sett’angeli colpendo una sorta di rifugio antiaereo, in realtà un cunicolo profondo appena un paio di metri, provocando un strage. Un numero imprecisato di morti, decine, forse centinaia, specialmente donne e bambini. Dopo i bombardamenti di aprile, in una Palermo dialaniata e impaurita con le comunicazioni interrotte e semi abbandonata da tutti coloro che avevano un qualsiasi appoggio nei paesi dell’interno o da qualsiasi altra parte lontano dalla città, ci sono alcuni giorni di pace. Ma è una pace apparente. A cui si aggiunge l’ironia della storia. Il 9 maggio il Regime Fascista ha deciso di consegnare un riconoscimento a Palermo come città mutilata, con una cerimonia pubblica prevista a piazza Bologni. Ma quel giorno, proprio per rendere ancora più paradossale tale celebrazione del Regime, gli Alleati decisero di scatenare l’inferno su Palermo, preannunciandolo su Radio Londra. A metà mattinata una formazione di caccia bimotori bombarda l'aeroporto di Boccadifalco, mettendo completamente fuori gioco i 70 aerei dell’aeronautica militare italiana presenti. Poco dopo mezzogiorno giungono le Fortezze volanti sulla città. Come dice lo stesso nome erano enormi: 23 metri di lunghezza e 32 metri di apertura alare. Per capirci, le ali di questi giganti erano grandi quanto la Fontana di Piazza Pretoria o avrebbero toccato due facciate opposte dei Quattro Canti. Ma se era impressionante vederne una sulla propria testa, immaginate quando sulla città se ne presentarono contemporaneamente 220, provenienti dall’Algeria, scortate da più di 100 caccia pesanti. Come se non bastasse, alcune ore dopo giunsero altre 100 fortezze, con altri caccia di scorta. Questo sciame non poteva non ricordare la piaga bibblica delle cavallette, in questo caso di metallo e piene di esplosivo. E poi non si capì più nulla. Palermo sperimenta il primo bombardamento in Italia, con oltre 1500 bombe lanciate sulla città. La contraerea non si fermò mai, ma i bombardieri volavano troppo in alto ed erano difficili da colpire,e si andò avanti per ore, fino quasi a sera. Ma ai registi di questo film dell’orrore l’opera non appariva ancora completa, mancava un finale ad effetto. E allora, scempio nello scempio, mentre di notte si spegnevano gli incendi e si soccorrevano i feriti, ecco ripresentarsi 23 bimotori Wellington su Palermo. Ancora bombe sulla città e sui soccorritori, con l’utilizzo anche di bombe Hc (High capacity) di quasi 2.000 chili l’una. L’elenco degli edifici distrutti è lunghissimo: case, chiese, biblioteche, ospedali. Il numero delle vittime fa tra gli 800 e le 1.500 persone. Le sirene suonarono per tutto il giorno, e c’è chi non le ha mai più dimenticate. I cinegiornali dell’epoca, ovviamente fascisti, chiamarono i nordamericani Gangster dell’aria e terroristi! Perché Palermo fu bombardata così? Stupida domanda, perché eravamo in guerra, dalla parte sbagliata per giunta; e perché la distruzione della città doveva fiaccare la resistenza psicologica e servire da esempio per tutti gli altri italiani che non si mettessero contro gli Alleati. E serviva anche tastare il terreno in vista del grande sbarco alleato in Sicilia, nell’estate di quello stesso anno. E perché siamo ancora in guerra? Perché dopo 70 anni, basta andare in giro per la città e scoprire ci sono ancora macerie di quei bombardamenti. Forse le ultime rimaste in Europa. Igor Gelarda (Storico in pace) - pagina Facebook: https://www.facebook.com/Igor-Gelarda-911961728894076/ (fonte: www.palermotoday.it)


