Con a capo i rappresentanti d'istituto, i circa 500 giovani hanno sfilato da piazza Rosselli, lungo la piazza Vittorio Emanuele, fino ad arrivare al viale della Vittoria dove, in piazza Cavour, hanno rappresentato un pacifico sit-in. A partecipare sono stati gli studenti dei licei scientifici "Leonardo" e "Majorana", del liceo classico "Empedocle", dello psicopedagogico "Politi", e del ragioneria "Foderà ". Monitorati dalle forze dell'ordine, hanno dunque rappresentato una vera e propria protesta, con tanto di cartelli e cori da stadio. Quello che, però, chiedono è la "continuità nel sistema scolastico". "Ogni nuovo politico che siede sulla poltrona di ministro alla Pubblica istruzione- dice uno dei ragazzi partecipanti allo sciopero -sente la necessità di fare una nuova riforma, un nuovo sistema che scombussoli la scuola. È diventata quasi una moda". "Noi siamo scesi in piazza- dice Riccardo Rizzo Zangali, rappresentante al consiglio d'istituto del liceo classico "Empedocle" -perché vogliamo la continuità . Oggigiorno è sempre più difficile cercare di costruirsi un futuro, una carriera. Se poi i nostri politici si metto a giocare con le riforme, non abbiamo più scampo. Noi questa mattina stiamo protestando perché non capiamo il motivo di alcuni aspetti della riforma come, ad esempio, l'incremento in orario delle ore di italiano e matematica. L'aumento dovrebbe essere fatto in altre materie, in modo tale da garantire un'istruzione più equa". (fonte agrigentonotizie S.S.)


