VAL DI MAZARA: UNO SGUARDO AD OCCIDENTE "MANIFESTA 12 ATTO ILLEGITTIMO": L'EVENTO MONDIALE RISCHIA DI SALTARE
Un investimento da 4 milioni di euro, potenzialmente addirittura da 20, che potrebbe portare a Palermo più di un milione di visitatori. Numeri da capogiro, eppure Manifesta 12 - la più importante biennale di arte contemporanea d'Europa - potrebbe scatenare una figuraccia "mondiale". La kermesse - programmata a Palermo per il 2018 - rischia di incepparsi prima del suo decollo perché Leoluca Orlando ha modificato la delibera del Consiglio senza autorizzazioni dello stesso. Negli scorsi giorni il sindaco aveva annunciato l'avvio della macchina organizzativa, ma ora un consigliere comunale, Salvo Alotta, del Pd, lancia l'allarme: "L'iniziativa potrebbe non vedere mai la luce e 'Manifesta' rischia di trasformarsi in una buccia di banana perché si sta configurando il rischio di un atto illegittimo. Il sindaco metta da parte operazioni politicamente furbesche altrimenti gli sforzi per organizzare Manifesta 12 potrebbero risultare inutili". Ecco i fatti: “Alla fine del 2014 - spiega l’esponente del Pd - il consiglio comunale ha approvato il progetto, obbligando però l’amministrazione a tornare in Aula prima della costituzione della fondazione che opererà per i prossimi tre anni per l’organizzazione della kermesse. Ebbene il sindaco Orlando sta procedendo all’istituzione della fondazione e ha annunciato, in una nota a Sala delle Lapidi, che riferirà in Consiglio solo a cose fatte. Si tratta di uno schiaffo alla dignità dell’istituzione, Alotta parla di "scorciatoie e accentramento di poteri che potrebbero mandare tutto all'aria". Il Sindaco nel pomeriggio è intervenuto sulla vicenda con una nota. "Si segnala che un mero errore materiale sul sito istituzionale del Comune è riportato uno statuto della Fondazione leggermente difforme da quello approvato dal consiglio comunale. Un errore già segnalato dagli uffici al notaio redattore dell'atto e che sarà corretto nelle prossime ore". Ma secondo Alotta Orlando sta solo "cercando di correre ai ripari, dopo che ho posto il problema". Il sindaco parla di "mero errore materiale". Ma dalle carte si evince che l'atto sottoscritto da Orlando in realtà è sostanzialmente diverso da quello approvato con la delibera del Consiglio. Il "nuovo" statuto (il riferimento è soprattutto all'articolo 12) infatti esclude alcuni parametri fissati in precedenza dal Consiglio. Non si fa completamente riferimento ad esempio al fatto che i componenti del collegio dei revisori dovrebbero essere eletti secondo questo metodo, criteri che venivano elencati nella delibera del Consiglio comunale. E cioè: un membro (il presidente) è nominato dal Consiglio comunale, uno dal sindaco e uno dalla International Foundation Manifesta. Ma ci sono altri aspetti che vanno chiariti, anche alla voce "retribuzioni" (l'articolo 14 non chiarisce i compensi) e a quella che riguarda il direttore generale (articolo 15). Figura che secondo la delibera del Consiglio comunale deve essere nominata dal Consiglio di Amministrazione che a sua volta ha il compito di stabilire durata e compenso. Non se ne parla invece nel testo emendato da Orlando.
LA MANIFESTAZIONE -
Con "Manifesta 12" di fatto Palermo diverrebbe la capitale mondiale della cultura nel 2018: il capoluogo siciliano ha vinto la concorrenza di Praga, prendendosi una rivincita sul "battage" per l'elezione a capitale dello Sport. La kermesse dovrebbe durare 4 mesi, forse nella fase primaverile. Costerà 4 milioni, ma l'assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano spiega che "il costo minimo della manifestazione è stato largamente ampliato da sponsorizzazioni private (si parla di banche, ndr) e che l'idotto risulta pari a 3 o 5 volte il costo dell'investimento iniziale". Che ammonta a sua volta a 540 mila euro (una tassa di iscrizione) al quale vanno sommate le tre rate da 300 mila, 500 mila e 2,6 milioni da versare entro il gennaio 2017. Insomma, numeri pazzeschi, per un evento che adesso si trascina con sé anche un punto interrogativo. "Noi siamo a favore di questa iniziativa - chiarisce Alotta - la vogliamo fortemente perché sappiamo quale volano di sviluppo possa rappresentare per Palermo, ma le scorciatoie e i colpi di mano rischiano potrebbero fare saltare tutto. Siamo di fronte a un atto illegittimo. Orlando venga subito in Aula a riferire e a confrontarsi con il Consiglio per decidere insieme come creare la fondazione”. (fonte: paleermotoday)
SBARCO MIGRANTI, INDIVIDUATO PRESUNTO SCAFISTA
Individuato, dagli agenti della sezione “criminalità straniera” della Squadra Mobile uno dei presunti scafisti sbarcato al porto insieme ai 308 migranti giunti sabato scorso al molo Isolella dopo aver navigato a bordo della nave “Dignity I” di Medici senza Frontiere. Si tratta del senegalese Mohamed Chor, 25 anni, indagato – insieme ad altre persone al momento non identificate – per favoreggiamento aggravato all’immigrazione clandestina. A lui si è giunti attraverso le dichiarazioni raccolte, nell’immediatezza dello sbarco, da vari migranti che, sentiti singolarmente, hanno fornito versioni univoche riguardanti le fasi del viaggio e descrizioni sovrapponibili della persona che aveva condotto il gommone dalle coste libiche fino al momento del soccorso. I migranti hanno riferito di essere partiti la notte tra lunedì e martedì scorso dalla Libia a bordo di un gommone in precarie condizioni e che ha continuato ad imbarcare acqua per tutta la durata della navigazione. Hanno anche raccontato di aver pagato, per il viaggio, una somma in Dinari pari a circa 1.500 euro ciascuno. Secondo quanto riferito dai testimoni agli investigatori, prima della partenza, i mediatori libici avevano consegnato a Mohamed Chor una bussola e un telefono satellitare. Il giovane è stato posto in stato di fermo e, al termine delle formalità di rito, condotto – su disposizione del pubblico ministero Andrea Norzi – presso la Casa circondariale di Trapani a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dall’inizio dell’anno, quello nei confronti di Mohammed Chor è il sesto fermo eseguito nei confronti di uno scafista dagli investigatori trapanesi, frutto di una strategia che la Procura della Repubblica e la Questura (tramite la Squadra Mobile per gli aspetti investigativi e l’Ufficio Immigrazione con i suoi mediatori culturali), stanno consolidando nel contrasto all’immigrazione clandestina. (fonte: trapanioggi - Ornella Fulco)
MARSALA COMMEMORATE LE VITTIME DELLE STRAGI DI PARIGI
Organizzata dall’amministrazione comunale, si è svolta ieri, davanti a Palazzo VI Aprile, una manifestazione di commemorazione delle vittime della strage terroristica avvenuta a Parigi e di solidarietà nei confronti del popolo francese. Erano presenti il sindaco Alberto Di Girolamo e i componenti della giunta. Il palazzo del Municipio è stato illuminato con i colori della bandiera francese. Dopo un minuto di silenzio, da piazza Loggia si è formato un corteo che ha attraversato alcune strade del centro storico per poi fare ritorno nella piazza. Qui, con la partecipazione anche del presidente del Consiglio comunale, Enzo Sturiano, e di numerosi consiglieri si è tenuto un momento di preghiera guidato dall’arciprete don Giuseppe Ponte. Alla conclusione sono state rilasciate in volo alcuni alcune lanterne cinesi. (fonte: TrapaniOGGI)
ABUSIVISMO NELLA VALLE: "MANCANO I FONDI", AD AGRIGENTO SI FERMANO LE RUSPE
Bloccato l'avvio della seconda tranche di demolizioni di manufatti abusivi nel parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Causa dello stop: la mancanza di fondi da parte del Comune. L'elenco questa volta comprende 14 beni da demolire. Si tratta di costruzioni giudicate «abusive» le cui sentenze, la maggiora parte sono del Pretore di Agrigento, risalgono all'arco di tempo che va dal 1992 al 1999. La lista dei fabbricati da buttare giù è all'Ufficio tecnico del Comune da ormai diverso tempo, ma vi rimarrà almeno fino a quando non si troverà una soluzione alla mancanza di liquidità. Nella Valle dei templi, dopo che la Procura aveva diverse volte chiesto al Comune di avviare le attività di demolizione, sono stati abbattuti già otto manufatti, la maggior parte dei quali a opera degli stessi proprietari. (fonte: agrigentonotizie)
BUSTA CON PROIETTILI PER IL SINDACO DI CASTROFILIPPO, INDAGANO I CARABINIERI
Una busta con dentro tre proiettili di calibro 7,65 è stata recapitata al sindaco di Castrofilippo, Calogero Sferrazza, all’indirizzo del Comune. Il sindaco ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Sul grave episodio stanno indagando i militari. Attestati di solidarietà stanno giungendo a Sferrazza. Uno di questi è da parte del sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato, che si schiera dalla parte del collega. "Serve mettere ordine - dice Amato - per ridisegnare condizioni di vita civile e questo lo possono fare solo uomini che sanno di non potersi fermare davanti alle minacce fatte con buste, con denunce e con la delegittimazione, perché ciò altrimenti significarebbe cedere all'arretratezza tribale il futuro di questi territori, che invece possono vivere dei loro patrimoni, senza fare emigrare i propri giovani. Tutto ciò è possibile ma solo se rileghiamo al ruolo di delinquenti la presenza criminale e mafiosa dei nostri territori che degradano l'immagine e ci fanno rilegare ad aree marginali. Lillo Sferrazza non può abbandonare una cittadina che sta provando a rinascere dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose e dopo anni di commissariamento. Ma, non basta il nostro impegno di amministratori o la solidarietà delle persone per bene, serve che questo cancro venga debellato con attività di 'pulizia' e di prevenzione dello stato. Esigiamo la stessa determinazione adottata per ripulire l'Italia dalle brigate rosse. Allora lo stato lo volle e ci riuscì, adesso, con le dovute proporzioni, si alzi la soglia di contrasto alla presenza mafiosa e al suo strumento preferito per 'governare': la presenza della corruzione nella pubblica amministrazione e in tutte le istituzioni. Con la presente esprimo la mia rabbia, la mia insoddisfazione per la mancata assunzione dei giusti impegni da parte dello stato. Esprimo solidarietà al sindaco Lillo Sferrazza e a tutti i cittadini per bene di Castrofilippo, della Sicilia e dell'Italia che con la mafia non vogliono avere nulla a che fare".(fonte: agrigentonotizie)


