NOTIZIE DALLA VAL DI NOTO MESSINA SENZ’ACQUA
ECCO LE INDICAZIONI PER LA DISTRIBUZIONE DELL'ACQUA CON LA MAPPA DELLE ZONE IN BASE AI SERBATOI Dall’Amam fanno sapere che grazie all'intervento della Protezione civile nazionale, saranno attivate ulteriori misure di supporto all'emergenza idrica mediante un ulteriore apporto di autobotti che potranno rifornire le fasce di popolazione più disagiate Il by pass di collegamento con la condotta dell'Alcantara è stato ripristanito e ricomincia l’erogazione dell'acqua. Tuttavia, l’Amam scrive chiaramente di non esser in grado di fornire proiezioni di orari , limitandosi a indicare «l'arco della giornata in cui, salvo imprevisti, l'acqua verrà erogata stante il ripristino del by pass».
QUESTI GLI ORARI INDICATIVI PER LE VARIE ZONE
E' prevista l'erogazione durante la mattinata per i serbatoi di: Pace, Sant'Agata, Costarelli, San Corrado , Gonzaga, Vascone, Noviziato, Torre Vittoria, Curcuraci, Campola, Cataratti, Montepiselli, Santo, Mangialupi, Camaro Ummo, Camaro Pozzi, Mili San Marco, Mili Marina, Tremestieri basso. Erogazione nel pomeriggio per i serbatoi di: Cep, Vallevederde, Tremestieri alto. Dall’Azienda fanno, inoltre, sapere che «grazie all'intervento della protezione civile nazionale, saranno attivate ulteriori misure di supporto all'emergenza idrica mediante un ulteriore apporto di autobotti che potranno rifornire le fasce di popolazione più disagiate, in attesa del ripristino definitivo del servizio» L’Amam invita, infine, i cittadini a segnalare eventuali carenze idriche ai numeri: tel: 0907724106 - 0907724410 (solo per assistenza ad anziani e disabili) - fax: 090694888 - mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (da tempo stretto.it) Ecco il link completo con gli orari di distribuzione: http://www.amam.it/emergenza_idrica.htmI
MESSINA INSERITA NEL "PATTO PER IL SUD" IL GOVERNO DOPO LE PROTESTE DEI GIORNI SCORSI, QUESTO POMERIGGIO HA RETTIFICATO L'ELENCO E INSERITA LA CITTÀ DELLO STRETTO MESSINA
Il governo si ravvede e inserisce la città di Messina nel cosiddetto "Masterplan per il Mezzigiorno". Alla fine il grido d'allarme lanciato dal pro-rettore dell'Università di Messina, Michele Limosani, e dall'ingegnere Giacomo Guglielmo, consulete alla Regione, è servito a qualcosa. La reazione della politica è stata veemente e come d'incanto questo pomeriggio il sito del governo è stato aggiornato con l'inserimento di Messina à possibile verificare al link di seguito riportato: http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=79565 (da messinaoggi.it)
"CATANIA SI METTE IN MOSTRA", LE FOTO PIÙ SUGGESTIVE DELLA CITTÀ SCATTATE SU INSTAGRAM
Celebrare Catania e le sue bellezze, ammirarne gli angoli più insoliti e riscoprirla in chiave social. A questo mira la mostra fotografica "Catania si mette in mostra”, inaugurata nel Palazzo della Cultura e che è nata da una selezione delle migliori foto che gli Instagramers hanno pubblicato a partire dal tour promosso dalla card turistica "Catania Pass" nello scorso mese di maggio, quando sono stati postati oltre 1.500 scatti sui social media, accompagnati dall'hashtag #CataniaPassTour. "CataniaPass" è uno strumento voluto dal Comune di Catania e dagli altri partner per incentivare il turismo: l'acquisto consente di usufruire di ingressi gratuiti nei più importanti musei catanesi, dell'utilizzo illimitato dei trasporti pubblici e di convenzioni e sconti in numerosi esercizi commerciali. La mostra è visitabile fino al prossimo 12 novembre (dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, e la domenica solo la mattina). .. (da cataniatoday.it)
BIANCO A ROMA PER CANDIDARE CATANIA COME "CITTÀ EUROPEA DELLO SPORT"
E' stata ufficializzata questa mattina, nella sede del Coni a Roma, la candidatura di Catania a Città europea dello Sport 2017. Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, presente alla cerimonia che si è tenuta alla presenza del presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò e del presidente dell'Aces, l'Associazione Capitale europea dello Sport, Gian Francesco Lupattelli. A contendersi il riconoscimento sono comuni che hanno una popolazione tra i 25 mila ed i 500 mila e possono dimostrare un impegno costante e innovativo nella promozione dello sport. Una commissione di Aces valuterà le proposte e deciderà nella primavera del 2016 che ci sia corresponsione con i valori richiesti di promozione della salute e dell'integrazione dei cittadini e la qualità delle infrastrutture cittadine. Per l'assegnazione del 2017 oltre a Catania concorrono per l'Italia Cagliari, Forlì, Montecatini Terme, Orvieto, Pesaro e Vicenza. Nel passato sono state Città Europee dello Sport diversi e importanti comuni come Palermo (2007/08), Cardiff (2009), Salamanca (2010), Trieste, Parma e Nizza (2011); Firenze (2012), Reggio Calabria (2013), Cordoba (2014). "Catania - ha dichiarato il sindaco Enzo Bianco - ha tutte le carte in regola per avere assegnato questo importante riconoscimento. I nostri impianti sportivi sono in grado di ospitare qualsiasi evento sportivo anche di alto livello come, ad esempio, è accaduto per il recente Torneo Internazionale di Pallavolo Femminile". Annuncio promozionale "Come Presidente del Consiglio Nazionale dell'Anci - ha detto, tra l'altro, Enzo Bianco nel suo intervento - esprimo innanzitutto apprezzamento al presidente Malagò per il lavoro congiunto che stanno svolgendo i comuni italiani ed il Coni. Un impegno quotidiano che ci contiamo ci possa consentire di raggiungere uno standard europeo nello sport. Per quanto riguarda Catania che partecipa a pieno titolo per diventare Città Europea dello Sport nel 2017, ci daremo da fare per raggiungere l'obiettivo anche perché riteniamo di avere requisiti e capacità visto che nel passato abbiamo gestito importanti eventi sportivi di portata internazionale come, solo per fare un esempi, le Universiadi".(da cataniatoday.it)
SIRACUSA. IL GRANDE CUORE DEI COMMERCIANTI E DEI VOLONTARI: CIBO INVENDUTO AI BISOGNOSI
Sono una ventina le famiglie “adottate” dall’associazione Italiani in Movimento. Da Mazzarona alla Graziella, i volontari guidati dal presidente Peppe Giganti consegnano il cibo invenduto donato, a fine giornata, da bar, panetterie e rosticcerie siracusane. “Aumenta il numero dei commercianti che stanno rispondendo di cuore al nostro invito. Li ringrazio”, dice proprio Giganti. “Ci sono sacche di povertà dimenticate. Famiglie che vivono con grande dignità un momento difficilissimo. Cerchiamo di portare anche una parola di conforto ma non credevo di scoprire situazioni a Siracusa”, confida. Famiglie che vivono nell’indigenza più assoluta che ogni sera ricevono i volontari dell’Associazione Italiani in Movimento. Grande è il cuore dei commercianti che hanno aderito ala campagna, consegnando il cibo invenduto a fine giornata all’associazione. “Sono in aumento, ci contattano su Facebook ed è bello notare come Siracusa abbia ancora il senso di comunità”. Un senso che andrebbe sottolineato con un piccolo gesto anche da parte di Palazzo Vermexio. “Al sindaco di Siracusa e all’assessore ai tributi abbiamo chiesto di voler premiare questi gesti di grande umanità concedendo uno sgravio del 10% sui tributi locali a quei commercianti”. (da siracusaoggi.it)
BRUNO MARZIANO: ASSESSORE REGIONALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE PROFESSIONALE E…
SIRACUSA Assessore regionale da pochi giorni, Bruno Marziano inizia ad affrontare le problematiche dell’Istruzione e della Formazione Professionale. Sono le deleghe conferitegli da Crocetta, ma come conferma a SiracusaOggi.it proverà ad essere anche assessore “per Siracusa”, nel rispetto “degli equilibri provinciali”. Viadotto di Targia e nuovo ospedale i temi che proverà a rilanciare in ottica regionale. “Serve un rilancio della rete infrastrutturale media e piccola”. (da siracusaoggi.it)
ENI PREPARA LA FUGA DALLA SICILIA: IN VENDITA LA CHIMICA DI VERSALIS
«Eni non vuole solo cedere la chimica di Versalis a un fondo privato, il progetto è molto più ampio e in parte anche realizzato, ovvero quello di abbandonare definitivamente la Sicilia e l’Italia con la complicità del Governo». Lo affermano i segretari di Filctem, Femca e Uiltec di Ragusa, Giorgio Saggese, Filippo Scollo e Giuseppe Scarpata. E la risposta da parte del sindacato ai biechi disegni di eni non si è fatta certamente attendere: un pacchetto di assemblee per informare i lavoratori, due ore di sciopero, richiesta incontro con la presidenza del consiglio e assemblea generale il 28 novembre a Roma. «L’Italia rischia di rimanere senza chimica e raffinazione da un giorno all’altro. In Sicilia, inoltre, sarà il deserto industriale. Il problema è proprio questo. Non abbiamo di certo paura di una cessione di quote eni a un fondo internazionale di Private Equity per la chimica di Versalis: occorre però sapere, e subito, quante di queste quote saranno vendute e che ruolo avrà eni, se di garanzia e controllo, oppure di semplice socio di minoranza con una porta sempre aperta per una retrocessione totale dalla chimica. Altro che la ricerca di un compagno di viaggio, così come dichiara alle stampe Claudio Descalzi, amministratore delegato del gruppo eni, per consolidare produzioni, occupazione e investimenti. L’exit strategy del cane a sei zampe dalla chimica e dalla raffinazione ha avuto inizio già nel 2008 con la chiusura del cracking di Gela, poi è stata la volta del politene di Gela e appresso ha chiuso pure l’impianto lineare di Priolo. Intanto c’era una continua promessa di investimenti miliardari e di risanamento dei conti economici che avrebbero dato il LA al nuovo corso di chimica e raffinazione. Solo promesse, però. Nei fatti eni continuava inesorabilmente nel processo di smantellamento industriale: con Porto Torres chiusa per far posto a una chimica verde che adesso per eni non servirebbe più, con la cessione a titolo gratuito dello stabilimento di Sarroch alla raffineria SARAS della famiglia Moratti (eni ha versato 50ML di euro oltre alla cessione gratuita dei propri impianti per chiudere in fretta la trattativa), con lo stop alle produzioni del cracking di Marghera. E per finire, chiudendo i conti con la storica raffineria di Gela. A chi toccherà adesso se non a quel poco che rimane di downstream (chimica e raffinazione) fuori da ogni logica di business per eni, in Sicilia e nel resto d’Italia? Un progetto che parte da lontano, silenzioso, pacifico. Versalis ed eni da un lato presentavano piani industriali miliardari per rilanciare chimica e raffinazione, dall’altro chiudevano accordi sindacali per dimezzare la capacità produttiva dei due business e allo stesso tempo incidere significativamente sulla presenza di eni in italia. C’era la promessa degli investimenti, la riorganizzazione, dunque, si presentava come sostenibile e a costo sociale zero. Non avevamo fatto i conti con l’affidabilità di eni. Gli avvenimenti, infatti, hanno scritto tutt’altra storia. Zero investimenti da un lato, solo chiusure industriali, dall’altro. Che fosse una società tutta oil oriented lo avevamo già capito da subito, senza leggere le dichiarazioni dell’amministratore delegato e del presidente. Ma da qui all’uscita strategica e in punta di piedi dai business di chimica e raffinazione, certamente, di acqua sotto il ponte delle garanzie sociali e produttive ne passa. Eni s’arroga il diritto di dire basta alla storia industriale della chimica e della raffinazione siciliana, italiana, grazie al supporto di una sempre più discutibile e miope politica del Governo nazionale; ecco la necessità di coinvolgere le istituzioni e la politica a tutti i livelli, a partire da quello locale. Ed è per questo che lanciamo un appello alle forze politiche del nostro territorio, ai nostri rappresentanti in Parlamento e al Senato della Repubblica, ai nostri deputati in consiglio regionale, al sindaco della città di Ragusa, al Presidente della Regione per difendere il patrimonio industriale, statale, regionale, della nostra provincia da una fine che per eni sarebbe già segnata, annunciata». (da ragusaoggi.it)


