Il contenuto del sale nell’acqua del mare è variabile secondo le regioni e secondo l’apporto d’acqua dolce che vi si scarica dai fiumi.

 Esso diminuisce ai poli ed aumenta verso l’equatore. La composizione e la densità delle acque marine sono perciò diverse per i diversi mari e variano da zona a zona dello stesso mare. Tali variazioni dipendono soprattutto dalla costituzione geologica dei terreni, dalla natura delle acque sotterranee ed esterne e dal regime di evaporazione e precipitazione di zona. In realtà, oltre a quello delle saline marittime, esistono altri sistemi di produzione del sale comune. Infatti il sale può avere diverse provenienze. Estratto da miniere si chiama salgemma. Ricavato per evaporazione dalle acque del mare si chiama sale marino. Ottenuto dall’ebollizione di soluzione liquida si chiama sale da ebollizione. Impiegato direttamente in soluzione liquida si chiama salamoia. Oltre al cloruro di sodio, nell’acqua marina sono contenuti diversi altri sali. Se si lascia evaporare dell’acqua marina prima di arrivare alla sedimentazione del cloruro di sodio, si depositano diverse altre sostanze. (fonte libertà Sicilia)