Proverbi e Culture

Ci sono dei verbi che anche noi siciliani abbiamo ormai dimenticato e pressoché abolito dal nostro dialetto, sostituendoli con dei sinonimi o con delle forme “ambigue”, magari direttamente  “sicilianizzate” dall’italiano.

Spesso ascoltando parlare correntemente il Siciliano si incontra difficoltà a comprendere certe espressioni che, tradotte letteralmente in italiano, sembrano prive di significato o hanno un significato che non lega con il resto del discorso.

La lontananza ‘un abbannuna amuri, chiuttostu minti ‘na vampa ‘ni lu cori. La lontananza non fa diminuire l’affetto, anzi accende un fuoco nel cuore. Muglieri onesta, tesoru ca resta. Moglie onesta, tesoro che resta. 

Amara cu soffri e cornutu cu nun lu aiuta amaro chi soffre cornuto chi non l'aiuta Cu joca sulu vinci chi gioca solo vince

Approfittando della gentile e generosa collaborazione di Mirko Crocoli, oggi diamo inizio ad una nuova rubrica che avrà come obiettivo quello di fare conoscere ai nostri lettori ed agli amici dell’USEF personaggi illustri non solo siciliani, che hanno conferito lustro a questa nostra Patria tanto bistrattata

Nun purmintiri a li santi diuna né a li  carusi cudduruna. Non promettere ai santi digiuni né ai ragazzi focacce. Cu  spranza di l’antri sta, la so pignata ‘nu vuddi ma. Non bolle mai la pentola di chi sta a speranza di altri.

PROVERBI: ‘Na fimmina bona, vali chiossà di ‘na curuna. Una donna fine, val più di una corona regale.