PALERMO , (Adnkronos) - Da domani ritorna in Sicilia Mario Biondi Mario Biondi,

l'artista artefice del successo ai vertici delle classifiche italiane della musica jazz e soul. Il nuovo Tour ''I love you more - Live'', prodotto da Hit Events ed organizzato nell'Isola da Live Spettacoli, Agave e Peter Pan Iniziative, sara' in Sicilia al Teatro di Verdura di Palermo domani sera ed al Teatro Antico di Taormina sabato. Dopo il successo ottenuto con il doppio cd Live ''I love you more'', l'artista catanese si esibira' in Sicilia con il Duke Ensemble, una formazione di 12 elementi. La scaletta, studiata per il nuovo show musicale, rappresenta un viaggio attraverso la musica di 'gran classe'. Basta ricordare brani come Close to you di Burt Bacharach o Just the way you are di Billy Joel, riproposta come omaggio ideale alla storica versione interpretata dal grande Barry White, ma anche gli inediti Rebirth, MoonLight in July e I love you more, title track dell'album, firmata dallo stesso Biondi. Un successo iniziato nell'autunno del 2006 con la pubblicazione del primo album, Handful of soul, frutto dell'incontro con la Schema Records ed il gruppo piu' significativo della scena jazz italiana ed internazionale, gli High Five Quintet, che portera' Mario Biondi alla ribalta, facendogli conquistare dopo pochi mesi il primo disco d'oro, seguito a breve distanza da quello di platino.

PALERMO - calcio, parte Colantuono ed arriva Ballardini.

Continua l’eterno assetto del Palermo, che non ha certo brillato in questo inizio di campionato, accusando l’assenza di Mauri, ceduto alla Juventus. In questi casi, è sempre l’allenatore quello che paga, rimettendoci l’incarico. E’ quello che è capitato a Colantuono il cui ciclo alla quida della squadra, si è concluso soltanto di due partite. Tanto è durata la nuova avventura di Stefano Colantuono sulla panchina del Palermo. Al suo posto il presidente Zamparini ha chiamato Davide Ballardini sino allo scorso mese di maggio allenatore del Cagliari. A dire di Zamparini il tecnico di Anzio paga a caro prezzo tre sconfitte. Quella in amichevole con il Portogruaro, quella in Coppa Italia contro il Ravenna e quella in campionato contro l´Udinese. «Mi sono vergognato di perdere 3 a 1 contro una squadra di serie C. Mi sono vergognato di perdere in casa contro un´altra squadra di serie C e andare fuori dalla Coppa Italia e mi sono vergognato ancora di più per la sconfitta di Udine». Maurizio Zamparini ha spiegato così la decisione di esonerare Colantuono con il quale sino a qualche giorno fa parlava di progetti e programmi futuri, di cicli da aprire, di palcoscenici internazionali da raggiungere.

VILLAFRANCA TIRRENA - i pescatori inaugurano la vendita diretta

Nasce a Villafranca Tirrena il primo "fisher market". Questo tipo di esperimento, porta ad accorciare la filiera ed a dimezzare il prezzo. Soddisfatta la lega coop, che annunzia un allargamento dell’esperimento in altre zone dell’Isola. Dopo poco più di un mese, si tirano le somme dell’interessante esperimento, che porta il pesce dalla barca alla cucina. Questo è il risultato del recente esperimento, che nasce con il nome di “la fattoria del pesce” e che ha inaugurato la cosi detta filiera corta, promuovendo la vendita diretta del pesce, azzerando in questo modo ogni passaggio intermedio, che gravava sul prezzo finale del prodotto. A promuovere l’iniziativa, la cooperativa Hippocampus, aderente alla Lega Cooperative, che con una punta di legittima orgoglio, documenta, prezzi alla mano, che il consumatore riesce a risparmiare anche il 50% rispetto al prezzo pagato prima. Tutti soddisfatti quindi, del nuovo rapporto prezzo qualità. Soddisfatti i consumatori che risparmiano sul pesce fresco, soddisfatta la cooperativa per la buona riuscita dell’esperimento, soddisfatta la Lega delle Cooperative, che vista la buona riuscita dell’esperimento, annuncia, appunto, che ripeterà l’esperimento i n altre parti della Sicilia.

PALERMO – vendetta o pizzo a Ballarò?

Sono queste le due piste seguite dagli inquirenti, che conducono le indagini per la pescheria distrutta da un incendio, questa notte nell’antico mercato del popoloso quartiere di Ballarò. Nelle vicinanze del negozio, intanto, è stato trovato un bidoncino con tracce di liquido infiammabile, che non lascia dubbi sulla natura dolosa dell’incendio. Il proprietario, incensurato, interrogato dagli inquirenti, ha dichiarato di non avere ricevuto minacce né richieste di pizzo. L’incendio ha distrutto tutto quanto c’era dentro al negozio: bancone, frigoriferi, pesci e quantaltro si trovava nel locale. Due, come detto, le piste seguite: quella del racket del pizzo e quella della vendetta, che potrebbe essere scattata anche per gelosia da parte di chi potrebbe non avere accettato la concorrenza di Vincenzo Castronovo, 53 anni, proprietario della pescheria distrutta. Proseguono intanto le indagini a tutto campo, per individuare il o i responsabili del grave gesto.

PALERMO – ZEN sgombrati alloggi occupati abusivamente

Il problema degli alloggi continua ad essere all’ordine del giorno in una città come Palermo, costretta a confrontarsi con problemi di ogni sorta che spesso rimangono insoluti. Non sono nemmeno ancora completi gli alloggi popolari dell ZEN all’insula 3, che già si ritrovano occupati da famiglie che in questo modo bloccano anche i lavori di completamento degli immobili. Ormai, siamo alla corca all’occupazione, a chi arriva prima e, per evitare di essere battuti sul tempo, si procede all’occupazione abusiva, cercando di arrivare prima di altri senzatetto. Il comune è intervenuto emettendo una ordinanza di sgombero, che è la seconda in ordine di tempo, recapitata agli occupanti. Tra gli occupanti anche due famiglie assegnatarie con diritto all’alloggio, che per evitare di restare fuori, sono state costrette a fare gli abusivi.La situazione comunque, resta insostenibile, perché gli alloggi incompleti, sono senza acqua né luce e mancano anche le porte d’ingresso, dal momento che ditta appaltatrice, non potendo continuare i lavori li ha dovuti sospendere. Nel caso lo sgombero non dovesse avvenire in forma pacifica, le forze dell’ordine sono già state allertate per intervenire e fare rispettare con la forza l’ordinanza di sgombero.

PALERMO – i Tamil festeggiano il Dio Ganesh e chiedono uno spazio per la realizzazione del tempio.

Oltre 3.000 Tamil, di religione Indù, hanno per la prima volta festeggiato pubblicamente il Dio Ganesh, il “Signore di tutti gli esseri”, organizzando una sfilata pubblica e relativa festa che ha concluso la manifestazione in onore di questa divinità che è la più venerata in Sri Lanka. La decisione non è stata èresa a caso, ma si prefiggeva di raggiungere in questo modo almeno due obiettivi importanti.

1. rivendicare la loro libertà di culto già in altre occasioni ed in altri modi rivendicata;

2. sensibilizzare cittadini ed amministratori comunali, sui problemi irrisolti della comunità.. Quella di chiedere spazi per potere professare la propria religione, è una battaglia che viene da lontano, da quando la comunità è cominciata a crescere e si è posto il problema. Unica risposta è stata quella della giunta Orlando, che 10 anni fa, assegnò uno scantinato vicino la fiera del mediterraneo. Ora, tutto di cui dispongono è un locale di circa 30 mq. In Via Enrico Fermi, dove hanno celebrato il rito attuale, mentre fuori una grande moltitudine di gente in costumi variopinti seguiva la cerimonia, che si è poi conclusa, come detto con la sfilata e gli spettacoli nella vicina piazza.

PALERMO. Il «giallo» di fine agosto in Sicilia ha per protagonista un insospettabile ragioniere di Partinico. L'uomo, Francesco Margiotta, 55 anni, sposato e padre di due figli, è sparito misteriosamente il 27 agosto scorso dalla sua abitazione: è stato ritrovato ieri in un albergo di Piazza Armerina. La scomparsa aveva gettato nello sconforto i familiari i quali, dopo vane ricerche, avevano deciso di presentare regolare denuncia di allontanamento ai carabinieri del Comando provinciale di Palermo. Gli investigatori dell'Arma avevano immediatamente avviato le ricerche sia nel Palermitano sia nel resto dell'isola. Per tre giorni il ragioniere è stato cercato in campagna, nei più sperduti casolari del comprensorio partinicese. Ma dell'uomo e della sua auto, una Fiat Punto di colore grigio, nessuna traccia. Ieri mattina il colpo di scena. Francesco Margiotta, incensurato, impiegato in uno studio notarile di Partinico, è stato rintracciato a Piazza Armerina, in provincia di Enna. I carabinieri lo hanno trovato in un albergo della storica cittadina ennese. Era in buone condizioni psicofisiche.

PALERMO - Dopo la lotta al pizzo Confindustria in Sicilia si prepara ad aprire una nuova stagione, volgendo l'attenzione verso quella che definisce la "zona grigia", l'intreccio tra burocrazia e imprenditori collusi con la mafia. Lo ha annunciato il presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello che, in conferenza stampa a Palermo, ha tracciato un bilancio della battaglia contro il racket delle estorsioni partita un anno fa da Caltanissetta e sfociata nell'adozione del codice etico e nell'espulsione degli industriali che non denunciano gli estorsori. "Siamo consapevoli - ha detto Lo Bello - che oggi dobbiamo fare un passo in avanti, di qualità. Il secondo pilastro della nostra azione sarà la collaborazione con i magistrati e le forze dell'ordine sul versante della lotta al riciclaggio e all'aggressione dei patrimoni degli imprenditori collusi con la mafia. Questa seconda frontiera ci terrà impegnati in modo forté.

 PALERMO - La Mafia alza il tiro: il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa viene ucciso in via Carini a Palermo con la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Fu una grande tragedia, che lasciò tutto il mondo attonito, per l’ardire che aveva avuto la mafia che in questo modo voleva mandare un segnale forte per dire che non accettava interferenze e che comandava ancora e non solo su una città come Palermo. Il Generale Dalla Chiesa, che aveva sconfitto il terrorismo, aveva capito subito che la mafia si sconfigge facendo maturare il senso dello stato tra la gente, per questo aveva cominciato dalle scuole a sensibilizzare i giovani. Il piombo assassino mise a tacere queso grande servitore dello Stato.

"Mentre Roma discute, Palermo è espugnata" tuona il cardinale Salvatore Pappalardo citando Sallustio. I poteri negati al prefetto vengono concessi al suo successore, Emanuele De Francesco

TERMINI IMERESE (PA) – ancora una morta per cause da accertare.

In un ospedale siciliano. Indagati medici e paramedici. Morire a 32 anni, è questo il destino toccato a ad una giovane donna, che da due settimane era stata ricoverata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Cimino di Termini Imerese, in provincia di Palermo. Ora, la procura di quel grande paese costiero, ha emesso sei avvisi di garanzia per omicidio colposo in concorso nei confronti dei medici e dei paramedici che l'hanno avuto in cura. A presentare la denuncia sono stati i famigliari della giovane. La donna, originaria di Travia, affetta da disturbi, era stata ricoverata nel reparto di psichiatria due settimane fa e sarebbe morta all'improvviso per motivi ancora ignoti dopo avere accusato alcuni malori tre giorni prima. Immediato da parte dei carabinieri che hanno aperto un’indagine, il sequestrato le cartelle cliniche al fine di accertare quanto accaduto, risposta che potrebbe essere fornita dall'autopsia prevista per oggi.

PALERMO – la squadra c’è ma va ancora amalgamata.

Questo è quando affermato dal capitano del Palermo Fabio Livarini, che prende atto delle due sconfitte con cui la squadra ha esordito prima in Coppa Italia e poi in campionato. Il tempo ancora non è stato sufficiente perché i giocatori so conoscano bene e nasca quell’affiatamento necessario a fare un vero gioco di squadra. Il vantaggio di altre squadre che sono avanti è costituito dal fatto che si conoscono meglio e quindi sviluppano un’intesa migliore, cosa che nel Palermo si sta cercando di costruire, dopo avere sostituito Amauri con Succi. Ora la squadra ha 15 giorni di temo per preparare l’incontro con la Roma e si spera che siano sufficienti per superare i gap organizzativi che inevitabilmente succedono in una compagine che è stata rivoluzionata da un campionato all’altro. Ci dispiace, continua Levarini, che sia arrivato un messaggio sbagliato alla gente, ma non è certo colpa nostra. La speranza dei palermitani è, che si possano tempestivamente superare le difficoltà del momento e che la squadra possa tornare a dare soddisfazione alla tifoseria ed alla città di Palermo.

PALERMO- Confiscati beni al figlio del boss Spera

La Dia di Palermo ha bloccato beni immobili, imprese e rapporti bancari per un valore di oltre tre milioni di euro a Giovanni Spera, 48 anni, accusato di mafia e figlio di Benedetto, uomo di fiducia di Bernardo Provengano. Giovanni Spera è ritenuto socialmente pericoloso in quanto inserito in Cosa nostra, nell'ambito della quale riveste un ruolo di assoluta preminenza. Giovanni Spera venne arrestato per associazione mafiosa e condannato in Appello a cinque anni di reclusione. Il provvedimento, emesso dai giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, su proposta del procuratore della Repubblica di Termini Imerese, ha interessato beni situati in due comuni della provincia di Palermo ed in altrettante cittadine della provincia dell'Aquila. I giudici hanno anche ordinato l'applicazione, a carico di Spera, della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno, per la durata di tre anni.

PALERMO - Tutti in fila, prima della commemorazione ufficiale con le corone d'alloro istituzionali, per deporre in un'ideale aiuola formata da diversi vasi colmi di terra un fiore alla memoria di Libero Grassi. Così è stato celebrato il ricordo dell'imprenditore, stamattina, in via Alfieri su quel quadrato di marciapiede dove l'industriale tessile cadde faccia a terra colpito alla nuca da un proiettile sparato dal mafioso Salvino Madonia. Quei vasi vuoti si sono presto riempiti di girasoli, rose, margherite, gerbere, piantati dai ragazzi e dai bambini, dai giovani di Addiopizzo ma anche da amici della famiglia Grassi e da imprenditori che una volta stringevano le mani agli estortori del racket dopo aver versato loro la tangente per Cosa nostra e ora sono testimoni consapevoli dell'accusa in diversi processi. I ragazzi hanno gridato "Viva Libero" e poi tutti in via Alfieri hanno applaudito. Erano presenti cinquecento persone un numero ridottissimo di palermitani rispetto a quelli delle manifestazioni che si susseguivano dopo le stragi del '92. Ma tra loro vi erano imprenditori e commercianti e rappresentanti di quelle associazioni che avevano lasciato Grassi da solo. È questa la "buona novita" come ha sottolineato la vedova Pina Maisano. C'erano Margherita Tomasello, Ettore Artioli, Rodolfo Guajana, Barbara Cittadini, Edoardo Governale, e uomini che erano sul libro paga del mafioso Totuccio Lo Piccolo e che hanno testimoniato contro Cosa nostra. Tanti nomi che la vedova Grassi, l'ex senatrice Pina Maisano, dice è meglio non fare ma che "sono un segnale di un sogno che poco a poo si avvera: il no alla mafia delle estorsioni". "È una novità - dice Maisano Grassi - oltre ad alcuni dei trecento imprenditori che hanno aderito ad Addio Pizzo hanno parteciapto anche quei cinquanta che sono stati appoggiati dall'associazone 'Libero futuro' nella loro decisione di denunciare gli estortori. Trecentocinquanta persone a Palermo che dicono no al racket, rispetto a ciò cui assistevamo quando èstato ucciso Libero è una gran cosa, si può definire un successo".

PALERMO - Come copertura della sua relazione extraconiugale ha usato il figlio di 8 anni, portandolo con sè dall'amante per provare alla moglie che era uscito per fare una commissione. Solo che il bambino non ha mantenuto il segreto e ha raccontato tutto. Dopo averlo saputo, l'uomo ha perso le staffe e l'ha malmenato. Il bimbo è finito in ospedale con una prognosi di 4 giorni. Il padre, scoperto dalla polizia, dopo la segnalazione dei medici del pronto soccorso, è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia. È accaduto a Palermo. A portare il bambino, pieno di lividi e segni di percosse, in ospedale, è stata la madre. Con loro anche la figlia di 11 anni, in evidente stato di chock. Le spiegazioni della donna non hanno convinto i sanitari che hanno avvertito la polizia. Interrogata dagli agenti, ha raccontato tutto.

TERMINI IMERESE (PALERMO) - Non si chiama Papillon e non porta sulle spalle il peso di un'ingiusta condanna all'ergastolo per omicidio. Il suo nome è Antonino Tutone, ha 20 anni e per arrangiarsi fa il borseggiatore. Come il protagonista del celebre film degli anni '70 con Steve McQueen, però, di stare in carcere non vuole saperne. Tanto da rischiare la pelle, gettandosi dal muro di cinta dell'istituto di pena "Cavallacci" di Termini Imerese, durante l'ora d'aria, fuggire nella boscaglia, inseguito dai carabinieri, e gettarsi in mare per tornare libero. Certo non ha dovuto affrontare le insidie delle acque del Pacifico e, soprattutto, non è riuscito a farla franca. La rocambolesca evasione del Papillon nostrano, infatti, si è conclusa, ieri notte, dopo una caccia all'uomo di ore che ha visto impegnate decine di carabinieri. In attesa di essere processato per direttissima per avere derubato un turista campano, Tutone ha resistito in cella meno di 24 ore. Poi, approfittando del momento di socializzazione, si è buttato giù dal muro di cinta dei "Cavallacci". Quando in carcere si sono accorti della sua assenza sono scattate le ricerche. I militari hanno battuto palmo per palmo la cittadina del palermitano, controllato la statale, fino a quando una pattuglia l'ha individuato nella stazione ferroviaria di Trabia. I carabinieri l'hanno riconosciuto dal vistoso tatuaggio al braccio e lui, accortosi di essere stato scoperto, si è lanciato dalla sopraelevata riuscendo a nascondersi tra la vegetazione lungo la strada costiera. I militari hanno continuato le ricerche per ore, perlustrando la zona. Quando ormai stavano per sospendere la caccia, hanno visto in mare la sagoma di un uomo che si allontanava a nuoto. A porre fine all'inseguimento, a quel punto, è stata una motovedetta dell'Arma che ha raggiunto Tutone a 100 metri dalla costa. Il ragazzo è stato riportato in carcere. Oltre che di furto, ora dovrà rispondere di evasione.