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Mozione conclusiva per congresso |
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Giovedì 19 Giugno 2008 18:32 |
Il 10° Congresso dell’USEF ha fatto una analisi generale ed approfondita del lavoro svolto, ma soprattutto ha sottolineato la necessità di una strategia dell’intera organizzazione più consona al tempo attuale.- L’Emigrazione Siciliana che intendiamo rappresentare nei prossimi anni del nuovo millennio è profondamente cambiata da quella che conosciamo e di cui, nel bene e nel male, ci siamo occupati.- Gli anni finali del secolo scorso e questi pochi del nuovo millennio sono stati traumatizzanti.- Hanno portato rotture di affermati equilibri internazionali e nazionali; conflitti sociali tra Nord e Sud del mondo e all’interno degli stati; rotture e diversità in orientamenti culturali ritenuti consolidati ed universalmente accettati; richieste nuove sulla qualità di vita civile e sociale, nuovi bisogni collettivi e singoli ed esigenze di rappresentanza e di partecipazione originali; problemi di relazioni culturali, economiche, sociali e politiche nuovi e, a volte, non comprensibili e con estrema difficoltà accettati, come per la teoria della guerra preventiva postulata dalla attuale presidenza americana.- Basta ricordare alcuni avvenimenti per rendersi conto di queste rotture e diversità : la caduta del muro di Berlino nell’89; la crisi dei rapporti Nord-Sud nel mondo ed il grande fenomeno migratorio che sta investendo l’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti e l’Australia; il problema palestinese, i rapporti politici conflittuali nell’intero Medioriente, la guerra in Iraq e le sue conseguenze, il deterioramento dei rapporti tra le grandi civiltà islamiche e le cristiane; il terrorismo come fenomeno endemico.- E, ancora, vanno sottolineati i grandi nodi vecchi e nuovi e le scelte che investono la gestione complessiva della natura, della vita civile, delle risorse, della economia e della politica dell’intero pianeta: l’Ambiente, la Globalizzazione, la divisione del lavoro e del mercato internazionale e l’affermarsi del modello industriale cinese ed indiano, la introduzione di sempre nuove tecnologie e l’uso delle scoperte della ricerca, la distribuzione e l’approvvigionamento delle risorse naturali a cominciare del petrolio.- Questo breve elenco esemplificativo da il senso dei problemi che stanno investendo la vita di tutti i popoli e governi della terra, delle diversità delle scelte portate avanti dai vari stati nazionali e, al loro interno, dalla varie comunità ed aggregazioni sociali.- E’ dentro questo groviglio di novità e di diversità che l’Usef ha celebrato questo suo 10° Congresso ed ha discusso le linee della sua attività per i prossimi anni.- Il Congresso ha scelto una strategia di approccio alla nostra emigrazione e ha individuato indirizzi pratici di lavoro comune e forme organizzative ritenute capaci di indicare soluzioni ai vari, complessi e diversi problemi; di capire e rispondere alle sue molteplici esigenze; di offrire servizi utili e necessari a questo tipo di emigrazione di oggi che dobbiamo innanzitutto considerare “ una risorsa di ricchezza e di cultura”.- Tutto ciò impone la scelta di un rafforzamento, ampliamento e ringiovanimento della nostra struttura, compresa quella centrale in Sicilia, in modo da renderla capace di coinvolgere giovani e donne, interessare le famiglie degli emigrati, allargare lo spettro delle attività , e se necessario, adeguarla ai nuovi compiti anche, se necessario, rivedendo alcuni punti del nostro Statuto .- La forte e crescente presenza delle socie nelle nostre strutture associative all’estero e l’affermarsi delle candidate donne nella recente elezione dei COMITES ci impone di avviare iniziative incisive per sviluppare ed approfondire tale tendenza.- In questa direzione il Congresso impegna l’Usef a preparare per l’anno 2005 “l’8 marzo delle Siciliane nel mondo” chiamando la realtà femminile ad essere protagonista delle scelte dell’organizzazione._ Dobbiamo costruire assieme ed offrire a questa “complessa società di migranti” un modello valido di struttura culturalmente capace di capire le novità e di essere strumento agile e vivace di solidarietà , di reciproca comunicazione sociale e politica, di offerta di servizi utili e generali senza sottacere le diversità delle varie comunità e mantenendo ferma, così come si è deciso con largo consenso, la strategia di una Usef capace di essere una struttura con piena capacità operativa ed una Associazione Volontaristica di notevole livello di riconoscibilità e di gradimento.- E’ per questi motivi che consideriamo l’immigrazione nella nostra isola ed in Europa una risorsa e ne sosteniamo le ragioni non solo economiche, di sostegno e di rappresentanza quanto di rispetto delle diverse culture, tradizioni e religiosità .- La migrazione in questi ultimi anni è diventata un fatto sempre più diffuso e numeroso e sempre più acquistano valore i problemi politici di convivenza, di reciproca conoscenza, di rappresentanza politica e sociale, di rispetto reciproco a fronte di quelli del tradizionale aiuto di accoglienza e di sostegno per l’inserimento.- Il Congresso a queste scelte politiche, molto più che ad un sentimentale ricordo storico delle difficoltà della nostra emigrazione all’estero, si richiama con forza e impegna l’Associazione a proseguire nella sua attività verso l’immigrazione stanziale nella nostra regione.- Il congresso ha richiamato e discusso l’attività dell’Associazione dal 9° al 10 ° Congresso.- Nel giudizio su questa attività non sono mancati riconoscimenti e critiche: non si sono, però, mai sottaciute le difficoltà di una attività a volte diventata improba e pesante e si è sempre riconosciuto come in Sicilia e all’estero mai si è venuti meno alla ricerca di trovare spazi nuovi, innovazione, affermazioni e consensi fuori dallo stretto circuito associativo.- Per questo va riconosciuta la particolare attenzione ai valori di rappresentanza ed a quelli di convivenza civile che ha caratterizzato sempre il lavoro della nostra Associazione per potenziare ed assicurare la presenza degli immigrati siciliani all’estero nei Comites e nei Consigli comunali e in Sicilia per ottenere agli immigrati una loro presenza negli organismi territoriali amministrativi.- Un richiamo ha fatto il Congresso per sottolineare il valore della novità e l’impatto favorevole di alcune iniziative di particolare importanza e successo come il progetto culturale “All Sicily” con l’iniziativa di arricchire alcune biblioteche dell’Australia e del Canada di libri di autori e d editori siciliani; della organizzazione di un Poliambulatorio a Buenos Aires per emigrati siciliani già funzionante in modo egregio e che ha avuto un impatto sociale assai favorevole; le iniziative di formazione su progetti ministeriali e regionali; il nuovo modello di informazione con una rinnovata Emigrazione Siciliana e l’apertura di un notiziario telematico.- Il congresso ha preso atto con favore come l’Associazione sia andata trasformandosi in questi anni sia come struttura di servizi con un’offerta qualificata e diversificata, sia nella promozione e realizzazione di progetti mirati regionali e nazionali.- Si è trattato di uno sforzo di qualità di cui il Congresso ha dato atto all’attuale Direzione, Presidenza e Segreteria e ciò senza venir meno alle tradizionali attività e nei limiti previsti dalla legge reg. 55\80: attività culturali, colonie, campeggi, turismo sociale, convegni per l’emigrazione siciliana all’estero e per l’immigrazione in Sicilia la molteplice attività di consulenza, doposcuola, corsi di lingua e tutti i servizi previsti dal Dig. 286.- Il Congresso, in questo contesto, ha discusso il valore del contributo alle politiche dell’Associazione del nostro giornale “L’EMIGRAZIONE SICILIANA” -oramai arrivato alla venerabile età del 24° anno- ed è pervenuto alle seguenti tre decisioni: 1) La necessità – che si ritiene valida – di avere uno strumento informativo che sia anche di orientamento; 2) La necessità che il giornale sia veramente “portavoce” dell’intera organizzazione e non solo della direzione centrale e questo implica un respiro collaborativo e di sostegno molto più alto di quello attuale; 3) La necessità di una diffusione mirata e più larga solo ed unico mezzo per renderne utile lo sforzo redazionale e la pubblicazione, per valorizzarlo e renderlo utile, per farlo conoscere non solo al nostro interno ma tra gli emigrati, nelle famiglie, nei vari Circoli associativi autonomi.- Negli Stati e nelle Comunità dove è presente la nostra Associazione si pubblicano più di cento tra quotidiani, giornali settimanali, riviste ecc. e funzionano centinaia di radio e TV locali: far conoscere il nostro giornale in questi ambienti è ritenuto opportuno ed utile ed è un modo concreto per farlo uscire dalla clandestinità dei nostri apparati.- Il Congresso sottolinea con forza alcuni punti che ritiene fondamentali per una scelta strategica corretta di lungo respiro.- Il primo è quello della definizione politica dell’USEF.- Questo nodo apre una serie di problemi a livello regionale e a livello nazionale: l’area di collocazione politica, i rapporti con i partiti, quelli con i gruppi parlamentari e, a livello internazionale, le questioni delle alleanze sindacali da una parte e dall’altra la rappresentanza negli Organismi elettivi territoriali.- Non è sfuggito al Congresso la delicatezza dell’argomento.- Ma si è convenuto che la nostra storia, la tipologia della nostra attività , il generale orientamento democratico dei soci e del quadro dirigente postulino una scelta di sinistra che sembra naturale riaffermare.- Tale scelta non significa un’inquadramento partitico, quanto un orientamento complessivo che si raccordi alle politiche del centro-sinistra in Italia e all’estero e proponga accordi e alleanze con le varie rappresentanze parlamentari ed amministrative, con i partiti, con i sindacati per avanzare richieste, suggerimenti e proposte di leggi e provvedimenti necessari per l’emigrazione e ciò, evidentemente, a livello regionale, nazionale e all’estero.- Deve crescere la nostra complessiva capacità di proporre alle istituzioni locali e regionali, in collegamento con gli eletti di origine italiana nel mondo, nuove occasioni di incontro e di scambio culturale, politico, commerciale così come abbiamo già cominciato a fare.- Questo impegno ci permette di avere chiaro il rapporto di responsabilità nostro ed altrui, la possibilità di critica e l’approccio positivo per la definizione di politiche sull’emigrazione e la richiesta di rappresentanze.- Ci troviamo ad affrontare novità di forte rilievo politico come il voto all’estero per il Parlamento Nazionale e come la elezione – prevista dall’accordo di Maastricht – dei rappresentanti degli emigrati nei Consigli Comunali dei luoghi di residenza.- Il secondo riguarda il rapporto con il governo della regione.- C’è un decadimento dei nostri rapporti attuali con la Regione che non realizza una politica organica in direzione dei siciliani all’estero, eludendo, financo, gli stessi dettami della legislazione vigente: nessuna convocazione da quando è stata eletta anni fa della Consulta dell’Emigrazione; progressiva contrazione degli impegni di spesa di bilancio per i capitoli per l’emigrazione; progressivo accrescimento della discrezionalità dell’Assessore Regionale e svuotamento del ruolo e della funzione delle Associazioni Regionali nel tentativo discutibile di creare una rete di collegamenti clientelare e di potere autonoma.- Le stesse annunciate iniziative del governo regionale quali l’aiuto ai Siciliani in Argentina e la Casa Sicilia arrancano tra mille contraddizioni creando divisioni e malcontento.- Il Congresso auspica una definitiva chiarezza in questo tipo di rapporti ed iniziative anche legislative, oltre che una definizione di ruoli tra Governo ed Associazionismo.- Il terzo punto riguarda proprio i rapporti con le altre Associazioni di Emigrati Siciliani.- E’ vero il fatto che l’Associazionismo tradizionale è in crisi: rimangono alcune sigle e solo pochissime Associazioni ancora in vita e, tuttavia, non si può affermare che questi rapporti siano migliorati nel tempo e a fronte delle maggiori difficoltà di questi anni.- L’Usef ha sempre postulato politiche unitarie e contrarietà a contrapposizioni e concorrenze che finiscono sempre per danneggiare l’intero associazionismo ed i soggetti che le praticano.- Il Congresso ritiene di confermare la tradizionale nostra linea di unità e di rispetto che abbiamo sempre cercato di portare avanti.- Una linea di dibattito interno sulle questioni emergenti e sulle iniziative, la ricerca di obiettivi comuni, una forma permanente di raccordo unitario, anche con strutture unitarie rappresentative, che rendano palese a tutti l’unità dell’Associazionismo dell’Emigrazione Siciliana ed il valore delle sue scelte e delle sue iniziative.- Infine il Congresso ha rimeditato a fondo il nodo del tipo di rapporto all’interno che deve caratterizzare sempre più l’Associazione.- C’è un problema di “valore dell’appartenenza” che va consolidato e liberato dal senso deteriore del vincolo di subordinazione e di disciplina, ma che deve trovare “nel senso del comune sentire” il riconoscimento di un legame tra soci, associazioni, strutture e organi centrali regionali.- Il venire meno di questo legame e comune sentire rende complicato e difficile ogni iniziativa di coordinamento, rende labili i rapporti all’interno della struttura organizzativa e confuse, e a volte contraddittorie, le scelte politiche che si fanno.- A questo fine si propone l’allargamento dei soci, il rapporto con le famiglie, un contributo più largo e specifico delle donne, la necessità del coordinamento tra le varie strutture, della decisione collettiva e democratica e della direzione in ogni livello dell’organizzazione.- Il Congresso indica con forza la necessità di un più ampio rapporto con le nuove generazioni, con diversificate iniziative verso il mondo delle professioni, della Scuola e delle Università aprendo nuovi canali di comunicazione che, in assenza di proposte adeguate ed innovative e di un qualificato e forte contatto con la propria terra di origine rischiano, di perdere una parte della loro identità .- L’USEF avrà certamente un futuro se saprà coinvolgere le donne, i giovani, le famiglie ed inventare ed accettare forma nuove di coinvolgimento degli emigrati all’estero e d in Sicilia, se saprà essere un valido Centro di Servizi per le comunità all’estero e coinvolgere in Sicilia le istituzioni, le Associazioni culturali, le Associazioni di Produttori e Commerciali, il Volontariato ed in particolare gli Enti Locali in maniera tale da mettere in piedi punti di riferimento polivalenti a cui tutti possono rivolgersi gli emigrati, le loro famiglie e quanti altri dimostrano interesse in materia di emigrazione.- Il Congresso ritiene che questo tipo di impegno necessita di un gruppo dirigente adeguato, abbastanza largo, capace di coinvolgere i giovani e le donne, aperto alle novità ed alle sperimentazioni.- Per questo si ritiene necessaria una articolazione provinciale della struttura centrale dell’USEF in Sicilia, un rafforzamento ed un ringiovanimento degli organismi dirigenti centrali e dell’intera Associazione, forme nuove ed originali di raccordo interno, una struttura di Servizi adatta ai nuovi compiti dell’Usef in modo da coinvolgere nell’attività forza nuove, intellettuali, giovani e donne, avere un più largo contributo di idee e di iniziative, allargare ancor più il dibattito interno, assumere decisioni in tempi brevi e con largo consenso.- Il Congresso, con la presente mozione, ha inteso sollevare alcune questioni che ritiene urgenti, necessarie ed irrinunciabili e tali da continuare ad essere motivi di ulteriore dibattito e decisioni e contemporaneamente indicare alcuni obiettivi concreti da realizzare: I) La necessità di rafforzare i legami con la politica facendo a nostra volta politica all’interno dello schieramento di centro sinistra con propria peculiarità e senza etichette.- 2) Potenziare il rapporto con gli enti locali.- 3) In Sicilia sollecitare i partiti ed il Governo della Regione a sviluppare una politica verso le migrazioni, aggiornare le attuali leggi sull’emigrazione siciliana e realizzare interventi concordati ed efficaci e per l’immigrazione agevolare la soluzione dei problemi dell’accoglienza, dell’integrazione e del rispetto delle culture, della rappresentanza nei consigli comunali.- 4) Aumentare la nostra presenza sulla scena politica regionale e realizzare alleanze politicamente naturali alla nostre scelte per ottenere rappresentanze nella amministrazioni locali, nei sindacati, nelle strutture sociali, nell’Associazionismo.-5) Porsi degli obiettivi di qualità ed ambiziosi ampliando esperienze come quella delle Biblioteche e del Servizio Medico in Argentina realizzando scambi culturali tra studenti ed insegnanti, coinvolgendo le strutture scolastiche e le Università , dando vita a Seminari ed incontri sulla nostra storia, tradizioni e valori culturali ed ambientali specialmente per i giovani, intrecciando le iniziative turistiche con momenti culturali, riproponendo con più forza lo scambio economico e la conoscenza dei prodotti siciliani ed anche delle produzioni di siciliani all’estero in Sicilia partecipando a mostre, fiere e mercati.- Avere occhio ai problemi della qualificazione professionale promuovendo incontri e stages a cui sono assai interessati i giovani.- 6) Sostenere iniziative per la realizzazione di CASE SICILIA come un momento di coagulo delle Associazioni Siciliane, uno sportello di servizi, una valida vetrina per il made in Sicily oltre che una struttura culturale ed un luogo di incontro per iniziative d’impegno.- Dare vita, cioè, a forme di associazione e di rappresentanza autonome liberamente organizzate e strutturate e autonomaente gestite dalle Associazioni di emigrati.- 6) Sostenere ed allargare l’impegno del Giornale, sviluppare la comunicazione nel suo insieme compreso il web, promuovere ed agevolare l’informazione di ritorno.- 7) Proseguire sulle scelte di grande impegno culturale, di reciproca conoscenza e memoria: Musei locali, storia dell’emigrazionearchivio storico, biblioteche.- 8) Promuovere la realizzazione di una Fondazione dell’emigrazione che raccolga notizie, archivi, memoria, documenti locali e regionali, pubblicazioni sull’emigrazione siciliana.- 9) Strutturare l’Usef siciliana a livello provinciale, allargare il quadro dirigente, coinvolgere giovani e donne.- 10) Istituire un premio biennale per opere letterarie e scientifiche a cui possono accedere studiosi siciliani e dell’emigrazione coinvolgendo nelle giurie personalità della cultura siciliana e cointeressando Enti Locali e Regione.
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