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 Giovanni Meli,  nasce a Palermo il 6 marzo 1740 da Antonio, di professione orefice, e da Vincenza Torriquas, durante la monarchia riformista di Carlo III di Borbone. n questo periodo, il buon governo del Viceré Caracciolo favorìsce, grazie ad una serie di riforme, la rinascita della vita culturale e civile, specie a Palermo.

Giovanni Meli (foto accanto),  nasce a Palermo il 6 marzo 1740 da Antonio, di professione orefice, e da Vincenza Torriquas, durante la monarchia riformista di Carlo III di Borbone. n questo periodo, il buon governo del Viceré Caracciolo favorìsce, grazie ad una serie di riforme, la rinascita della vita culturale e civile, specie a Palermo.

Pirandello, figlio di Stefano e Caterina Ricci-Gramitto, appartenenti a famiglie di agiata condizione borghese, dalle tradizioni risorgimentali, nacque nel 1867 in contrada Càvusu a Girgenti (Agrigento). Nell'imminenza del parto che doveva avvenire a Porto Empedocle, per un'epidemia di colera che stava colpendo la Sicilia,

Biografia Figlio di un giornalista ex garibaldino, nasce a Belpasso in provincia di Catania in via III retta levante nel quartiere "Cristo Re" (detto anticamente Purgatorio). Abbandona ben presto le sue ambizioni di diventare capitano di marina fondando nel 1889 a soli 19 anni un settimanale umoristico e satirico scritto anche in lingua siciliana, il D'Artagnan,

Sicilia: patria di molti personaggi importanti La Sicilia era sempre ed è ancora un crogiolo di culture diverse grazie alla sua posizione geografica tra Oriente ed Occidente. Dai Fenici, Greci, Romani ai Bizantini, Arabi, Normanni,

Il primo grande successo Il suo primo grande successo fu merito del romanzo Il fu Mattia Pascal, scritto nelle notti di veglia alla moglie paralizzata nelle gambe. Il libro fu pubblicato nel 1904 e subito tradotto in diverse lingue. La critica non dette subito al romanzo il successo che invece ebbe tra il pubblico. Numerosi critici non seppero cogliere il carattere di novità del romanzo, come d'altronde di altre opere di Pirandello.

Quando si pensa ai Normanni che invadono la Sicilia islamica al comando dei fratelli Altavilla, cioé di Roberto il Guiscardo, duca di Puglia, e di Ruggero, conte di Calabria, si ha un’idea troppo spesso sbagliata. Si immaginano, infatti, consistenti milizie precedute da numerosi cavalieri in grado di affrontare, da pari a pari, un nemico agguerrito e, in molti casi, asserragliato in rocche imprendibili.